Ferrata Monte Nero
Trento · Italia

Gruppo Adamello · Brescia · Italia
Il Sentiero dei Fiori è un itinerario storico d'alta quota che fonde un ricco passato bellico con un'esperienza escursionistica di grande respiro. Si sviluppa come un percorso di cresta attrezzato, seguendo le postazioni del fronte italiano della Grande Guerra, e offre una difficoltà tecnica generalmente moderata, con alcuni passaggi più impegnativi concentrati nel settore finale. Il tracciato regala vedute eccezionali sui ghiacciai del Presena e del Pisgana.
L'accesso avviene dal Passo del Tonale, al confine tra Trentino e Lombardia. Il passo è raggiungibile tramite la Statale 42 da Bolzano (circa 2 ore) o da Brescia (circa 2 ore e 30 minuti), oppure dalla Valtellina con la SS39. Il parcheggio consigliato si trova in prossimità della funivia per il Passo Paradiso, sul versante lombardo.
Dalla stazione a valle, si sale con la funivia fino al Passo Paradiso (2585 m). Scesi dagli impianti, si costeggia il piccolo lago seguendo l'evidente segnavia del sentiero CAI 44, che sale verso il Passo del Castellaccio. Si ignora un bivio non segnalato con tracce che si staccano a sinistra, proseguendo invece lungo il sentiero ben tracciato. Questo supera con facilità alcuni balzi rocciosi in un tipico ambiente d'alta montagna, caratterizzato da morene e affioramenti di roccia cristallina. Si raggiunge così il Passo del Castellaccio (2963 m) in circa 1 ora e 15 minuti dalla stazione a monte. Qui ci si equipaggia con l'imbrago da ferrata, si abbandona il CAI 44 che scende verso la valle di Narcanello e ci si appresta ad affrontare la via attrezzata.
Dal passo ci si dirige verso sud, seguendo le numerose tracce e segni. L'itinerario si caratterizza subito per un ritmo ondulato e continuo, con pochi tratti pianeggianti. Il primo settore attrezzato è una lunga cengia con continui saliscendi, non tecnicamente difficile ma molto panoramica e a tratti esposta, che si sviluppa sul versante orientale del crinale. Si prosegue su questo camminamento fino a incontrare una serie di passerelle in legno. Poco oltre, sulla sinistra, si notano delle staffe che salgono ripide verso una punta: è la deviazione per il Nido dell'Aquila, un punto panoramico di origine bellica che merita una breve digressione di circa 10 minuti. Ridiscesi per lo stesso percorso, si riprende la via attrezzata avvicinandosi al punto più iconico: il Gendarme di Casamadre.
Questo caratteristico torrione roccioso, un monolito di granito che interrompe la cresta, viene superato grazie a due lunghi e stabili ponti sospesi, il primo per raggiungerlo e il secondo, dopo un breve tratto di collegamento, per aggirarlo. In alternativa, è possibile evitare i ponti percorrendo una galleria scavata durante la guerra, un passaggio più protetto ma angusto. Oltrepassato il gendarme, si segue una cengia che aggira uno spigolo e scende leggermente, in un tratto che non presenta particolari difficoltà per escursionisti esperti ma che mantiene un carattere aereo.
Si giunge poi a un settore dove può persistere neve anche a stagione inoltrata, un canalino o una conca ombreggiata. Se la corda fissa è coperta, è indispensabile l'uso di ramponi, piccozza e corda per la progressione in conserva. Il sentiero prosegue quindi, sempre ad alta quota, con difficoltà moderate grazie agli interventi di modellamento realizzati in epoca bellica, che hanno creato un tracciato spesso ampio e camminabile. Le attrezzature ricompaiono in prossimità di una breve paretina e di alcune roccette, per poi terminare nuovamente. Si avanza quindi salendo e scendendo su massi a volte instabili, fino a raggiungere tramite un comodo sentiero il Bivacco Amici della Montagna (3160 m), generalmente aperto in estate. Questo punto si raggiunge in circa 1 ora e 15 minuti dall'attacco della ferrata, per un totale di circa 2 ore e 30 minuti.
Proseguendo si perde quota fino a un bivio che rappresenta una via di fuga: svoltando a sinistra si scende verso Capanna Presena (circa 1 ora con tratti attrezzati) per prendere la funivia a valle. Continuando diritto sul sentiero principale si affronta invece un tratto a mezzacosta con alcuni massi da risalire senza grandi difficoltà, per poi scendere lungo una trincea di guerra fino al Passo di Lagoscuro (2970 m), dove si trova una cappella di legno. Si arriva qui in circa 30 minuti dal bivacco, per un totale di circa 3 ore.
Da questo passo si può concludere l'escursione scendendo a sinistra verso il Lago Scuro (circa 1 ora), risalendo poi a sinistra al Passo di Maroccaro (30 minuti) e scendendo infine sul nevaio del ghiacciaio Presena fino a Capanna Presena (30 minuti). Questo percorso di discesa dal Passo di Lagoscuro richiede circa 2 ore, portando il totale a circa 5 ore.
Se invece dal Passo di Lagoscuro si decide di proseguire, ci si dirige verso sud in direzione di Cima Payer. Il sentiero alterna cenge e balzi rocciosi, mantenendosi sul versante occidentale del filo di cresta, senza particolari difficoltà tecniche ma con un ritmo di saliscendi continuo. Si raggiunge la croce di vetta di Cima Payer (3056 m) in circa 20 minuti dal passo, per un totale di circa 3 ore e 30 minuti. Da qui si può tornare indietro al Passo di Lagoscuro e scendere come descritto (totale circa 6 ore), oppure proseguire verso Passo Payer.
Questa seconda opzione aumenta notevolmente la difficoltà, portando la ferrata a un livello considerato difficile. Il carattere del percorso cambia, diventando più verticale e tecnico. Si scende per alcuni balzi rocciosi e placche in arrampicata discendente, fino a raggiungere un filo di cresta che si assottiglia, affrontando poi traversi in discesa molto esposti e alcune roccette. Si giunge così al Passo Payer (2978 m) in circa 30 minuti da Cima Payer, per un totale di circa 4 ore. Per la discesa, si prende il sentiero a sinistra che scende ripido verso il Rifugio Città di Trento al Mandrone (2449 m, circa 1 ora). Poco prima del rifugio, si imbocca a sinistra il sentiero CAI 209 che sale al Passo di Maroccaro (circa 2 ore dal Passo Payer) e scende infine a Capanna Presena (circa 2 ore e 30 minuti dal Passo Payer, totale circa 6 ore e 30 minuti).
L'ultimo tratto prosegue da Passo Payer al Passo del Lago di Pisgana (2933 m). È il settore più impegnativo e spiccatamente alpinistico dell'itinerario. Si sale su roccette attrezzate e placche granitiche, sostenuti dalle catene, per poi percorrere una cresta aerea e molto esposta che richiede attenzione e un ottimo controllo dell'esposizione. Si raggiunge Punta Pisgana (3088 m) in circa 1 ora dal Passo Payer (totale 5 ore) e infine si scende al Passo del Lago di Pisgana in un'ulteriore ora (totale 6 ore). Da qui si scende a sinistra per traccia fino al Rifugio Città di Trento (circa 1 ora e 15 minuti, totale 7 ore e 15 minuti), per poi risalire al Passo di Maroccaro e scendere a Capanna Presena (totale circa 9 ore e 30 minuti).
Il Sentiero dei Fiori offre diverse possibilità di interruzione o varianti di discesa:
La difficoltà effettiva del percorso è fortemente condizionata dalla presenza di neve, dato che si sviluppa costantemente attorno ai 3000 metri, su versanti nord che trattengono a lungo il manto nevoso. È caldamente consigliato portare l'attrezzatura necessaria per gestire l'eventuale innevamento (ramponi, piccozza) e i repentini cambi meteorologici tipici di queste quote. La difficoltà tecnica del giro completo, specialmente nel tratto tra Cima Payer e Punta Pisgana, è maggiore, esposta e impegnativa, meritando una valutazione superiore e richiedendo esperienza alpinistica.
Dopo un intervento di manutenzione concluso nel 2022, sono stati installati nuovi cartelli che suggeriscono di percorrere l'itinerario in senso opposto a quello qui descritto, partendo dalla seconda stazione dell'ovovia al Passo Presena. Le vie ferrate sono generalmente percorribili in entrambi i sensi, ma questa situazione può generare incroci con altri escursionisti, richiedendo particolare attenzione e cortesia nel dare la precedenza. Per la cartografia, è consigliata la mappa dedicata all'Adamello e Presanella.
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