
Ferrata Bellotti Agostino
Prealpi Varesine · Varese · Italy
Dati tecnici
- Difficoltà
- Difficile
- Stato
- aperta
- Distanza
- 1,5 km
- Durata totale
- 1 h 30 min
- Avvicinamento
- 25 min
- Tempo in ferrata
- 30 min
- Dislivello
- 50 m
- Coordinate
- 46.060261, 9.2125318
Caratteristiche
Descrizione
Panoramica
La Ferrata Belotti costituisce un itinerario atletico e selettivo, nonostante lo sviluppo relativamente contenuto. Il tracciato si sviluppa principalmente in traverso lungo la parete di una falesia nel Varesotto, offrendo un’esperienza intensa e concentrata. La quota modesta ne consente la fruizione per buona parte dell’anno, con la raccomandazione di evitare le ore più calde dei mesi estivi, poiché l’esposizione a sud e la roccia compatta possono generare un microclima afoso. Questo percorso attrezzato segna un primato storico, essendo la prima via ferrata realizzata nella provincia di Varese.
Avvicinamento
Il punto di partenza consigliato è nel comune di Mesenzana. Il parcheggio più pratico si trova lungo Via San Martino, una stradina inizialmente asfaltata e stretta, dove si incontrano alcuni slarghi durante la salita. L’ultima piazzola utile (per una singola autovettura) è in corrispondenza del punto in cui la carreggiata diventa sterrata. In alternativa, è possibile sostare più a valle nell’abitato, allungando così l’approccio e permettendo eventualmente di inserire l’escursione in un anello più ampio, come il “Trekking delle tre penne nere”. Dall’ultima sosta, si imbocca la mulattiera sterrata in salita, superando diversi tornanti. Dopo circa venticinque minuti di cammino si giunge a un bivio segnalato da un cartello arancione che indica di proseguire a sinistra verso la ferrata. Seguendo le indicazioni, dopo una breve discesa, un ulteriore segnale invita a prendere un sentiero sulla destra che in breve conduce all’attacco del percorso attrezzato, dove è posizionata una bacheca informativa.
Via Ferrata
Il tracciato si inserisce nel contesto di una palestra di arrampicata in allestimento e si caratterizza per un andamento prevalentemente orizzontale, scandito da alcuni tratti verticali come l’attacco, il finale e alcuni passaggi centrali. La morfologia complessiva è ad arco, con le due estremità vicine e collegate dallo stesso sentiero alla base della parete. Sebbene sia percorribile in entrambi i sensi, la descrizione segue la direzione antioraria, ritenuta più logica poiché evita di affrontare in salita il tecnico e strapiombante attacco verticale. La prima sezione all’attacco rappresenta il passaggio chiave e più impegnativo dell’intero itinerario. Dopo l’assicurazione al cavo, si inizia con un traverso ascendente e strapiombante verso destra, aiutati da tre cambre, che impegna intensamente la muscolatura delle braccia e delle spalle. Si supera rapidamente un breve ma marcato strapiombo, utilizzando tre staffe che, pur offrendo un appoggio, non annullano la difficoltà tecnica del movimento. Superato questo nodo, senza comodi ripiani di sosta, il cavo vira decisamente a sinistra in un traverso continuo ed esposto, con scarsi appoggi pedonali, da affrontare principalmente in aderenza sulla roccia compatta, agevolati solo da un paio di staffe. Questo tratto termina con un altro breve passaggio verticale, reso impegnativo nonostante la presenza di un’ulteriore staffa, che richiede una decisa trazione sulle braccia. Si raggiunge infine un terrazzino che consente una pausa dopo questa sequenza iniziale ad alta intensità. Il ritmo cambia con un traverso verso sinistra su terreno più facile ma friabile, fino a un nuovo passaggio, meno difficile del precedente ma comunque delicato. Il cavo guida in un breve traverso discendente, nuovamente in aderenza, che si conclude con la risalita di un diedro verticale, facilitata da due staffe. Si ritrova poi un tratto di roccia più semplice che permette di recuperare fiato. La parte successiva del percorso consiste dapprima in una breve traversata in piano verso sinistra su terreno facile ma friabile, che poi diventa ascendente su roccette miste a terra e ciuffi d’erba, un tratto più fisico che tecnico. Raggiunta la sommità di questo settore, inizia l’ultima sezione attrezzata: il cavo scende inizialmente in un facile traverso diagonale a sinistra, per poi virare in discesa verso un delicato passaggio verticale che evolve in strapiombo. I primi metri richiedono equilibrio, trovando appoggi in aderenza e traendo sostegno dal cavo; una cambra ben posizionata assiste nel successivo tratto dove inizia lo strapiombo vero e proprio. Da qui, un ultimo traverso strapiombante in discesa verso sinistra, che sollecita nuovamente la parte superiore del corpo, conduce al termine del percorso attrezzato.
Discesa
Il rientro è rapido e semplice. Si percorre in discesa il sentiero che corre ai piedi della parete, raggiungendo in pochi minuti il punto di partenza della ferrata. Da lì si ritorna al parcheggio seguendo a ritroso il sentiero di avvicinamento.
Note utili
La Ferrata Belotti presenta attrezzature nuove e in ottimo stato. È importante ricordare che può essere affrontata in entrambe le direzioni, ma occorre prestare particolare attenzione ai tratti difficili e strapiombanti che si trovano vicino al terreno. La via è dedicata alla memoria del Sottotenente Agostino Bellotti, originario di Mesenzana, unico ufficiale del comune caduto nella Seconda Guerra Mondiale dopo aver partecipato alla campagna di Russia e essere stato catturato e deportato. La ferrata, finanziata dal Comune di Mesenzana, è stata inaugurata il 13 ottobre 2024. Per gli appassionati della zona, rappresenta una nuova opportunità, colmando un vuoto storico; le alternative più vicine si trovano verso il Lago di Como o la Val d’Ossola.
Traccia e meteo
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Immagini
FAQ
Quanto è difficile la Via Ferrata?
La difficoltà indicata per Ferrata Bellotti Agostino è Difficile.
Quanto dura?
La durata totale indicata è circa 1 h 30 min.
Quanto è lunga?
Il percorso misura circa 1,5 km.
Dove si trova?
Ferrata Bellotti Agostino si trova in zona Varese, Italy.
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