5 feb 2026
Atletica, breve, intensa
Fatta a ottobre 2025, molto breve ma intensa, esposta in alcuni tratti. Non adatta a chi si approccia per le prime volte.
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La Ferrata Gianni Biasin, collocata al Passo Pertica nel gruppo delle Piccole Dolomiti, rappresenta un itinerario breve ma di impegno fisico elevato. Il suo sviluppo si concentra all’interno di una profonda e spettacolare fessura-camino, garantendo una progressione prevalentemente verticale e molto esposta. La dotazione di infissi metallici è abbondante, tuttavia la loro disposizione e il carattere della roccia richiedono spesso di integrare con appigli naturali, rendendo la progressione più tecnica che puramente atletica. La posizione strategica permette di combinarla agevolmente con altre vie ferrate o sentieri attrezzati del massiccio del Carega, ampliando le possibilità di escursione.
Il percorso ha inizio dal Rifugio Revolto, situato a 1355 metri in Val d’Illasi. Per raggiungerlo, provenendo da sud, si esce dall’autostrada A4 a Verona Est o Soave, si procede verso Selva di Progno e, superato l’abitato, si tiene la destra al bivio per salire verso Giazza. Da qui si segue la strada principale, si supera un ampio tornante a sinistra e si percorrono circa 7 chilometri di strada asfaltata, a tratti stretta, fino al parcheggio del rifugio. Dal Rifugio Revolto si sale al Rifugio al Passo Pertica (1530 m). L’approccio più diretto avviene tramite un sentiero nel bosco che taglia la strada forestale, con un tempo di circa 20 minuti (30 minuti se si opta per la sterrata). Dal rifugio, sulla destra, è già visibile la caratteristica fessura che ospita la via. Un agevole sentierino conduce in circa 10 minuti dall’edificio (30 minuti totali dal parcheggio) all’attacco della Ferrata Biasin.
La fune metallica inizia a circa tre metri d’altezza, sulla sinistra di una targhetta commemorativa. Per agganciarsi è necessario superare un breve passaggio di arrampicata libera di II grado. Una volta imbrigliati, si entra immediatamente nel lungo camino, affrontando i primi metri verticali ma ben gradonati. Il cavo guida un traverso che sposta dal lato sinistro a quello destro della fessura, dove inizia una lunga serie di cambre verticali. La sezione iniziale è strapiombante: è consigliabile procedere con decisione per non affaticare precocemente le braccia. Si guadagna quota rapidamente e, utilizzando due chiodi come appigli, ci si prepara per un nuovo spostamento a destra. Con una spaccata si raggiunge il versante destro della fessura, dove un breve balzo verticale ed esposto con tre staffe conduce a uno stretto terrazzino. Da qui la salita riprende in verticale, sempre su ampie cambre metalliche. In questo tratto la corda tende a distanziarsi dalla linea di salita, sollecitando le braccia. Si risale quindi il lato sinistro di una fessura molto esposta, sfruttando un pinnacolo per i piedi e un chiodo ben posizionato all’interno della roccia. La parte alta del camino si apre leggermente: per una progressione più efficiente, è utile cercare appigli naturali all’interno della fessura per non trazionare eccessivamente la fune. Ci si sposta all’interno, in corrispondenza di due massi incastrati che offrono un ottimo appoggio, per poi riprendere la salita verticale nella fessura, che qui si stringe (attenzione a zaini voluminosi). La via prosegue con forte verticalità ed esposizione, piegando gradualmente verso destra seguendo l’andamento della gola. Si incontra un secondo sasso incastrato in un passaggio che richiede agilità. Superati gli ultimi infissi metallici, si esce definitivamente dalla fessura in un passaggio aereo di pochi metri. Piegando a destra si raggiunge il libro delle firme. Un ultimo balzo sulla sinistra del libro, risalendo alcune roccette e balzi appoggiati, porta al termine delle attrezzature. Il tempo di percorrenza della ferrata è di circa 30 minuti dall’attacco, per un’ora totale dal parcheggio.
Dal termine della via si seguono i segnavia rossi fino a un bivio. La deviazione a sinistra prosegue sul sentiero 108 verso il Rifugio Fraccaroli e l’eventuale salita al Carega. La via consigliata per rientrare al Passo Pertica è invece quella a destra, che scende con alcuni brevi tratti attrezzati lungo un pendio ripido fino a una sterrata. Questa collega il Rifugio Pertica al Rifugio Scalorbi. Scendendo a destra si raggiunge il Rifugio al Passo Pertica in circa 15 minuti dalla fine della ferrata, e da qui in altri 15 minuti si torna al Rifugio Revolto. Il tempo totale di discesa è di circa 30 minuti, per un’ora e trenta minuti totali di itinerario.
La Ferrata Biasin è stata ammodernata con l’aggiunta di numerose cambre metalliche, che hanno ridotto le difficoltà originarie. Resta comunque un itinerario atletico, intenso e aereo. La particolare disposizione degli infissi tende a "spingere" il ferratista verso l’esterno; per una progressione più fluida e meno faticosa per le braccia, è molto utile cercare appigli sulla roccia, spesso a pochi centimetri dai sostegni artificiali. È importante prestare attenzione allo zaino, che potrebbe impigliarsi nel tratto di fessura più stretta, e al pericolo di sassi che possono cadere lungo tutto il camino. La via è intitolata a Giancarlo Biasin, accademico del CAI e alpinista di grande talento, autore dell’idea e della prima attrezzatura di questa via negli anni Cinquanta. La ferrata ripercorre una sua via alpinistica di V grado. Data la sua brevità, è ideale per essere abbinata ad altri itinerari attrezzati della zona, come il vicino Sentiero Attrezzato Pojesi o la Ferrata Campalani.
Traccia e meteo
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La difficoltà indicata per Ferrata Biasin è Difficile.
La durata totale indicata è circa 1 h 30 min.
Il percorso misura circa 1,5 km.
Ferrata Biasin si trova in zona Verona, Italy.
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5 feb 2026
Fatta a ottobre 2025, molto breve ma intensa, esposta in alcuni tratti. Non adatta a chi si approccia per le prime volte.
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5 feb 2026
Bella ferrata sulle piccole dolomiti venete breva ma intensa molto divertente.
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