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via ferrata Ferrata Bolver Lugli
apertaDifficile

Ferrata Bolver Lugli

Cimon della Pala · Trento · Italy

Dati tecnici

Difficoltà
Difficile
Stato
aperta
Distanza
8,4 km
Durata totale
9 h
Avvicinamento
2 h
Tempo in ferrata
2 h
Dislivello
455 m
Coordinate
46.264421, 11.804915

Caratteristiche

GhiacciaioAlta montagnaItinerario lungoFunivia all'andataFunivia al ritornoItinerario Alpinistico

Descrizione

Normale

Panoramica

La Ferrata Bolver Lugli, che porta allo Spallone del Cimon della Pala nelle Dolomiti, è un itinerario alpino di grande impegno. Si tratta di una via ferrata classificata di media difficoltà, ma con numerosi passaggi che richiedono attenzione e forza fisica. L'escursione si sviluppa in un contesto d'alta quota, caratterizzato da un avvicinamento lungo e da un rientro altrettanto impegnativo, che prevede l'utilizzo degli impianti di risalita. Data la lunghezza e l'esposizione, la pianificazione deve essere accurata, con particolare attenzione alle previsioni meteo.

Avvicinamento

Il punto di partenza consigliato è la stazione a valle della funivia Col Verde, situata a San Martino di Castrozza in Trentino. Raggiunta la località dal Passo Rolle, poco prima di un tornante in uscita dal paese si trovano gli impianti, con un ampio parcheggio disponibile. Per risparmiare circa 500 metri di dislivello, è caldamente consigliato utilizzare la funivia fino alla stazione di Col Verde.

Dalla stazione a monte si prosegue in salita per pochi minuti, fino a incontrare una palina che indica la direzione per la ferrata. Si tiene la sinistra seguendo il segnavia 706. Il sentiero inizia piacevolmente nel bosco, per poi attraversare in breve tempo ampie pietraie esposte a sud, che possono risultare faticose e calde. Si procede in costante salita ignorando il bivio con il sentiero 712, continuando verso nord in direzione delle imponenti pareti sud-est del Cimon della Pala. Si raggiunge così la targhetta metallica della Ferrata Bolver Lugli a circa 2300 metri, dopo circa un'ora di cammino dalla stazione a monte. Questo, tuttavia, è solo il preludio: il vero attacco si trova ben 300 metri di dislivello più in alto.

Da qui il percorso cambia carattere. Seguendo i segni rossi, si sale su roccette (massimo II grado), tracce su sassi e brevi tratti attrezzati. La salita si fa ripida su un fondo detritico e talvolta instabile, guadagnando quota con San Martino di Castrozza che sparisce alle spalle. Si giunge infine all'attacco vero e proprio della ferrata, riconoscibile e attrezzato, dopo circa un'ora dalla targa e due ore totali dalla stazione a monte della funivia.

Via Ferrata

L'itinerario attrezzato inizia spostandosi in diagonale verso sinistra all'interno di un canalino, superando alcune roccette e aggirando uno spigolo. Si risale poi un camino non particolarmente difficile, con la fune a destra e buoni appigli al centro. Usciti dal camino, dopo un breve tratto verticale si percorre un collegamento segnato da bolli rossi, da dove si scorge in lontananza la meta del rientro: la stazione della funivia del Col Rosetta.

Riprese le attrezzature, il cavo sale in diagonale aggirando alcuni massi e conduce sotto una bella parete verticale. La roccia offre ottimi appigli e l'arrampicata risulta piacevole e gratificante. Superata la parete, si affronta un esposto traverso orizzontale con comodi appoggi, seguito da una seconda parete verticale leggermente più impegnativa della precedente.

Il percorso prosegue vario: si piega a destra su gradoni, si sale un tratto verticale fino a un pulpito panoramico e si supera una placchetta. Qui si incontra la prima staffa metallica della via prima di affrontare una salita a zigzag. La parte alta di questo tratto sbuca su un traverso orizzontale, da cui si riparte in verticale verso sinistra in forte esposizione.

Si sale inizialmente in diagonale e poi con brevi tratti verticali fino a una parete che parte a destra di una fessura. Qui una serie di solide staffe aiuta la progressione, prima di proseguire su roccia più liscia e con appigli meno generosi. La difficoltà rimane sostenuta. Si affronta un diedro con la fune a destra e ci si infila in uno stretto canalino, dove la corda scorre sul lato destro; nonostante gli spazi ristretti, si trovano buone prese e l'uscita è agevole. Aggirato uno spigolo aereo, si sale un passaggio piuttosto impegnativo e leggermente strapiombante, seguito da un diedro appoggiato e da una placca inclinata.

Si è ormai nell'ultima sezione della via, dove la fatica inizia a farsi sentire anche per la quota, prossima ai 3000 metri. A compensare, lo straordinario panorama sulle aguzze Beppine che svettano accanto a noi. Si sale su un tratto gradonato verso un'evidente forcella, che si supera. Sul versante opposto appare il Bivacco Fiamme Gialle e il panorama cambia radicalmente. Un breve tratto di cresta attrezzata verso sinistra, poi una piega a destra e si segue una traccia di sentiero evidente fino a raggiungere il Bivacco Fiamme Gialle a 3005 metri. Il tempo di percorrenza della ferrata è di circa 2 ore dall'attacco, per un totale di 4 ore dalla stazione a monte.

Discesa

Dal Bivacco Fiamme Gialle, dopo aver ammirato il panorama, inizia il lungo rientro. La prima tappa è il Passo del Travignolo (2985 m), raggiungibile con una discesa a mezzacosta di circa 15 minuti, prestando attenzione a possibili tratti innevati. Al passo ci si trova di fronte a una scelta: salire a Cima Vezzana (3192 m, circa 1 ora dal bivacco) oppure scendere subito per la Val dei Cantoni.

Se si sceglie la vetta, si segue il sentiero 716 verso nord, superando una conca generalmente innevata fino alla cima. Da qui si può decidere di rientrare al Passo del Travignolo (40 minuti) per scendere la Val dei Cantoni, oppure di percorrere in discesa la Ferrata Gabitta Ignoti e scendere per la Val Strutt, itinerario più lungo che richiede di considerare il Bivacco Brunner come unico punto d'appoggio.

Optando per la discesa dalla Val dei Cantoni (via più breve), dal Passo del Travignolo si scende un ripido vallone generalmente innevato. La condizione del nevaio e la presenza di crepacci variano stagionalmente. Dopo circa 20 minuti, una freccia indica di spostarsi sul lato destro della valle verso la roccia per evitare un tratto particolarmente ripido; qui si incontrano alcuni brevi tratti attrezzati. Si prosegue nella discesa del vallone, affrontando con attenzione un paio di traversate esposte su neve. Terminato il vallone (circa 1 ora dal bivacco), si segue a destra il sentiero 716 che taglia in salita verso il Passo Bettega (2658 m).

Al passo si ignora la traccia a sinistra e si scende fino a un bivio: a destra si scende ripidi verso Col Verde, a sinistra un sentiero senza difficoltà conduce al Rifugio Pedrotti-Rosetta (2581 m) e poi in salita alla stazione a monte della funivia presso il Rifugio Rosetta (2678 m). I tempi di discesa sono di circa 3 ore dal Bivacco Fiamme Gialle (7 ore totali senza salita a Cima Vezzana, 9 ore con la salita).

Note utili

Questa è un'escursione lunga e impegnativa, con elevato dislivello in ambiente alpino. La ferrata è solo una parte del percorso; il rientro e l'avvicinamento meritano pari considerazione. È fondamentale seguire i bolli rossi, specialmente nel tratto tra la targhetta e l'attacco della ferrata e durante la salita a Cima Vezzana. È richiesta una solida esperienza di montagna e di vie ferrate.

Si consiglia una partenza molto mattutina per affrontare l'avvicinamento all'ombra e avere tempo sufficiente per rientrare alla funivia prima della chiusura, o per scendere a San Martino a piedi. A inizio stagione si incontrano diversi nevai, anche ripidi (sotto l'attacco, prima del bivacco, in Val dei Cantoni, al Passo Bettega). Per questo motivo è consigliabile portare sempre ramponi e bastoncini, valutandone l'uso in base alle condizioni della neve.

Se dal Passo Bettega si scegliesse di scendere direttamente verso Col Verde sul sentiero 716, si devono considerare alcuni tratti esposti con attrezzature non sempre in ottimo stato, richiedendo passo fermo ed esperienza. L'alternativa più sicura è salire al Rifugio Rosetta e da lì scendere con la cabinovia o per un sentiero più agevole. Per la cartografia, si suggerisce una mappa dettagliata del Parco Naturale Paneveggio e Pale di San Martino.

Traccia e meteo

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Immagini

FAQ

Quanto è difficile la Via Ferrata?

La difficoltà indicata per Ferrata Bolver Lugli è Difficile.

Quanto dura?

La durata totale indicata è circa 9 h.

Quanto è lunga?

Il percorso misura circa 8,4 km.

Dove si trova?

Ferrata Bolver Lugli si trova in zona Trento, Italy.

Attrezzatura e sicurezza

Usa i dati tecnici in questa pagina per pianificare l'attrezzatura e la navigazione offline. Per una checklist generale, leggi la guida prima di aprire il percorso nell'app.

Video

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