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via ferrata Ferrata degli Alpini Oronaye
apertaDifficile

Ferrata degli Alpini Oronaye

Alpi Marittime · Cuneo · Italy

Dati tecnici

Difficoltà
Difficile
Stato
aperta
Distanza
12,6 km
Durata totale
7 h 15 min
Avvicinamento
3 h
Tempo in ferrata
1 h 30 min
Dislivello
350 m
Coordinate
44.43882, 6.98932

Caratteristiche

Alta montagnaScaleItinerario lungoInteresse Storico

Descrizione

Normale

Panoramica

La Ferrata degli Alpini all’Oronaye è un itinerario storico di alta quota, sviluppato lungo il tracciato di una strada militare costruita dagli Alpini al confine italo-francese. Si tratta di un percorso lungo ed esigente, che si svolge in un ambiente remoto e severo, con scarsi ripari e lunghi avvicinamenti. L’escursione richiede condizioni meteo stabili e un’ottima preparazione fisica, oltre a una solida esperienza in ambienti di alta montagna.

Avvicinamento

Il percorso ha inizio dalla frazione di Viviere, nell’alta Valle Maira in provincia di Cuneo. Dopo un breve tratto su strada asfaltata, si imbocca una pista sterrata che conduce al cartello d’ingresso della Ferrata degli Alpini all’Oronaye.

Si segue quindi il sentiero S9, che risale il Vallone di Enchiausa verso la massiccia sagoma del Monte Oronaye. Il sentiero, dapprima comodo, si fa progressivamente più ripido, per poi aprirsi in un tratto pianeggiante dove, a un bivio, si devia a sinistra sul sentiero S30. La salita prosegue su un ampio vallone detritico fino a superare il moderno Bivacco Valmaggia del CAI di Dronero, per giungere infine al Bivacco Enrico Mario a 2650 metri. Il bivacco, attualmente umido e in condizioni precarie, non è adatto al pernottamento. Poco prima della struttura, una tabella illustrativa segnala l’inizio della via ferrata. Dopo aver indossato l’attrezzatura, si procede verso destra costeggiando il versante su ghiaioni mobili, seguendo le frecce gialle fino all’attacco vero e proprio. L’avvicinamento richiede circa 3 ore dal parcheggio.

L’ambiente è tipico dell’alta Valle Maira, con versanti ampi e severi modellati dall’erosione glaciale. L’itinerario si svolge su un terreno instabile e detritico, che richiede attenzione e un passo sicuro. Il ritmo è continuo e fisicamente impegnativo, con un dislivello sostenuto che prepara all’impegno tecnico della ferrata vera e propria.

Via Ferrata

La ferrata supera un dislivello di 350 metri. Il primo tratto, della durata di circa 30 minuti, è caratterizzato da roccette attrezzate, cenge esposte, canalini e brevi pareti di difficoltà moderata, che portano al primo bivacco d’emergenza (Nido d’Aquila). In questa sezione si incontra un breve passaggio privo del cavo metallico; per escursionisti meno esperti può essere utile un spezzone di corda per procedere in conserva, sfruttando anche alcuni fittoni presenti in loco.

Il tracciato si sviluppa inizialmente su placche e cenge, sfruttando le debolezze strutturali della parete. Il ritmo è vario, con sequenze verticali alternate a tratti di progressione orizzontale o diagonale, che richiedono adattamento continuo. L’esposizione è già marcata, offrendo una prima immersione nell’ambiente aereo della cresta.

Il secondo tratto aumenta notevolmente in verticalità ed esposizione. Il percorso non segue una linea diretta, ma si articola con un andamento prima orizzontale e poi diagonale, sfruttando le discontinuità della roccia, fino a raggiungere il secondo bivacco d’emergenza in prossimità della Forcella Dronero a 3000 metri, particolarmente suggestivo perché ricavato all’interno della roccia. In questo settore il fondo è spesso poco stabile; è necessario prestare molta attenzione a non far rotolare sassi verso chi segue.

Questa sezione è la più tecnica e spettacolare. La roccia, di natura calcareo-dolomitica, presenta tratti friabili e richiede un’attenzione costante alla stabilità degli appoggi. L’esposizione diventa totale, con il vuoto che si apre su entrambi i versanti. Il ritmo è spezzato da brevi soste obbligate per valutare la progressione, in un ambiente severo e maestoso.

Accanto al bivacco ha inizio la spettacolare scala in ferro di circa 150 pioli, che conduce agli ultimi 50 metri di dislivello, superati con un breve tratto attrezzato oltre la scala. Si giunge così in vetta al Dronero, anticima dell’Oronaye, godendo di un panorama mozzafiato sulle Alpi Marittime. La salita della ferrata richiede circa 1 ora e 30 minuti dall’attacco, per un totale di 4 ore e 30 minuti dalla partenza.

La scala rappresenta il culmine dell’esperienza, con una progressione puramente verticale e aerea. Il carattere del percorso diventa qui più fisico che tecnico, richiedendo resistenza e controllo della respirazione in quota. L’arrivo in vetta è coronato da una visuale a 360 gradi sulle creste frastagliate delle Alpi Marittime.

Discesa

La via di ritorno avviene per lo stesso itinerario di salita. Pur non presentando difficoltà tecniche aggiuntive, va considerata la stanchezza accumulata e il potenziale cambiamento delle condizioni meteorologiche tipico dell’ambiente d’alta quota. Si riscende prima la scala, poi si ripercorrono i due tratti di ferrata fino al Bivacco Enrico Mario (circa 1 ora e 30 minuti dalla vetta). Da qui si prosegue sul sentiero di avvicinamento per tornare al parcheggio in circa 2 ore e 15 minuti. Il tempo totale dell’escursione, escluse soste prolungate, è di circa 7 ore e 15 minuti.

La discesa richiede particolare concentrazione, poiché la stanchezza e la prospettiva inversa possono rendere i passaggi più insidiosi. Ripercorrere la ferrata in senso opposto implica una diversa lettura della parete e una gestione oculata delle energie residue. Il ritorno sul ghiaione finale, sotto il peso della fatica, completa l’esperienza in un ambiente severo e autentico.

Note utili

Lungo il percorso sono ancora visibili le vecchie attrezzature originali risalenti agli anni Trenta. L’infrastruttura attuale è in buono stato, frutto di recenti lavori di rinnovo; in diversi punti si notano sia il cavo storico che quello nuovo. Particolare attenzione va prestata durante la salita e soprattutto la discesa della scala: i pioli sono talvolta molto vicini alla parete rocciosa, rendendo l’appoggio dei piedi meno immediato.

In alcuni tratti privi del cavo continuo è possibile assicurarsi a spit già presenti in loco (in questo caso è necessaria corda e kit da ferrata per le manovre). Questi punti di ancoraggio possono rivelarsi molto utili in caso di roccia bagnata o per assicurare compagni meno esperti. La Ferrata degli Alpini all’Oronaye è un’immersione nella storia e nella grandiosità dell’alta montagna. Raggiungere la vetta principale del Monte Oronaye richiederebbe un impegnativo percorso alpinistico con passaggi di IV grado. Per la lunghezza dell’itinerario, è difficile abbinarla ad altre ferrate nello stesso giorno, ma in giornate successive si possono valutare percorsi vicini nella Valle Maira o in altre zone della provincia di Cuneo.

La ferrata si caratterizza per il suo duplice valore: storico, come testimonianza di un’epoca e di un’opera ingegneristica militare, e alpinistico, come itinerario di impegno sostenuto in un ambiente remoto. La progressione è un continuo bilanciamento tra tecnica, fisico e gestione psicologica dell’esposizione, in un contesto panoramico di rara ampiezza.

Traccia e meteo

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Immagini

FAQ

Quanto è difficile la Via Ferrata?

La difficoltà indicata per Ferrata degli Alpini Oronaye è Difficile.

Quanto dura?

La durata totale indicata è circa 7 h 15 min.

Quanto è lunga?

Il percorso misura circa 12,6 km.

Dove si trova?

Ferrata degli Alpini Oronaye si trova in zona Cuneo, Italy.

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