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via ferrata Ferrata delle Guide di Gressoney
apertaEstremamente Difficile

Ferrata delle Guide di Gressoney

Alpi Pennine · Aosta · Italy

Dati tecnici

Difficoltà
Estremamente Difficile
Stato
aperta
Distanza
2,5 km
Durata totale
3 h 30 min
Avvicinamento
10 min
Tempo in ferrata
2 h 30 min
Dislivello
290 m
Coordinate
45.82715, 7.82239

Caratteristiche

Ponti sospesiScaleAvvicinamento corto

Descrizione

Normale

Panoramica

La Ferrata delle Guide di Gressoney si conferma una delle proposte più atletiche e faticose dell’arco alpino italiano. Il suo sviluppo si caratterizza per una successione di tratti verticali e strapiombanti che impongono un impegno muscolare e una resistenza fisica notevoli. Le difficoltà tecniche non raggiungono livelli estremi, grazie a un’attrezzatura abbondante di cavi e staffe, ma questa relativa sicurezza non deve indurre a sottovalutare l’itinerario: numerosi passaggi rimangono ostici e richiedono concentrazione continua. Le varianti gialla e nera, affrontate nella fase conclusiva, racchiudono le sezioni più impegnative dell’intera via, elevandone ulteriormente il carattere atletico.

Avvicinamento

Il punto di partenza è la frazione Tache, nel comune di Gressoney-La-Trinité in Valle d’Aosta. Giunti a La-Trinité, si abbandona la strada principale che prosegue a destra oltre il torrente Lys, per seguire le indicazioni per "Loc Tache". Si procede diritto per circa duecento metri, aggirando la chiesa, fino a uno spiazzo ampio adibito a parcheggio.

Da qui, con l’imponente parete della ferrata di fronte, si imbocca a sinistra il sentiero di accesso, transitando accanto a servizi igienici pubblici. La traccia sale con decisione, supera una cava in disuso e in breve consente già di individuare le strutture metalliche della via. In appena dieci minuti dal parcheggio si giunge all’attacco ufficiale della Ferrata delle Guide di Gressoney, un approccio rapido che introduce subito all’ambiente severo della parete.

Via Ferrata

L’itinerario è strutturato in tre segmenti principali: il Percorso Rosso (difficile) da Gressoney-La-Trinité ai ripetitori; il Percorso Giallo (molto difficile), che dopo il ponte tibetano si sviluppa verso destra fino alle baite Bodma; e il Percorso Nero (estremamente difficile), che si stacca a sinistra dopo lo stesso ponte, con arrivo comune alle baite Bodma.

PERCORSO ROSSO La via si presenta immediatamente con il suo carattere: verticalità marcata e un ricorso intenso alle staffe metalliche. Accanto al cartello informativo, si inizia risalendo una parete verticale, per poi traversare a destra aggirando un primo tetto roccioso. Spostatisi sulla destra, si affronta un diedro verticale seguito da un nuovo traverso. Dopo una rampa inclinata si supera un diedro non complesso, per approdare a un primo passaggio strapiombante, dove la ricerca di appoggi pedonali verso sinistra allevia sensibilmente la fatica. Superato questo ostacolo, ci si trova sotto un nuovo tetto, aggirato da destra per risalire un diedro che conduce a un terrazzino panoramico, punto ideale per una prima sosta e per contemplare la valle e il vicino Monte Rosa.

Il tracciato prosegue verso sinistra su una parete gradonata che evolve in un traverso, portando sotto un bel camino verticale, piacevole da scalare sfruttando le opposizioni sui lati. Risalito il camino, si aggira da sinistra un imponente tetto. Un balzo successivo conduce sotto un diedro appoggiato che rapidamente immette su una scala metallica stabile di sette-otto metri. Oltre la scala, ci si sposta a sinistra sul bordo di uno spigolo.

Ci si trova quindi alla base di una serie di pareti verticali piuttosto facili, che richiedono solo un minimo di agilità iniziale per raggiungere le prime staffe. Il prosieguo è privo di difficoltà sostanziali, fatta eccezione per un piccolo strapiombo nella parte alta. Terminata la parete, si approda su un terrazzino panoramico che segna la fine del percorso rosso. Alla destra parte il sentiero di rientro, mentre frontalmente si profilano le pareti delle due varianti.

Per proseguire, si scende e si attraversa un lungo ponte sospeso di circa quaranta metri, stabile e dotato di ampie barre per i piedi. Al termine del ponte si presenta la scelta: attaccare in verticale per il percorso giallo o scendere leggermente a sinistra per imboccare il percorso nero.

PERCORSO GIALLO Subito dopo il ponte, si attacca un tratto difficile, verticale e strapiombante. Questa parete è lunga e fisicamente molto impegnativa; è consigliabile procedere con decisione per superare lo strapiombo, oltre il quale la parete diventa semplicemente verticale e conduce a un terrazzino di riposo. Prima di concludere, si affrontano altri due passaggi strapiombanti, decisamente faticosi. La ferrata termina a circa 2100 metri di quota, in prossimità delle Baite Bodma.

PERCORSO NERO Dal termine del primo ponte sospeso, invece di attaccare la parete verticale, si scende leggermente verso sinistra in un tratto molto aereo che aggira uno spigolo. Superato questo, si incontra un secondo ponte sospeso a tre corde, più corto del precedente ma molto più dondolante. Oltre il ponte, si sale qualche metro fino a un terrazzo di sosta prima di attaccare l’impressionante parete strapiombante finale, che porta alle Baite Bodma.

L’inizio è selettivo: si affronta lo strapiombo in diagonale verso destra attraverso una serie di passaggi dove la fatica nel cambio di moschettoni si fa sentire presto. Si raggiunge un traverso orizzontale che aggira uno spigolo, per poi ripartire in verticale con altri tratti in strapiombo. Dopo un punto di pausa, si affronta l’ultimo sforzo: un vero e proprio boulder con 4-6 metri di netto strapiombo, che presenta un paio di cambi di moschettone piuttosto delicati. Superato questo passo, in breve si termina la variante nera sui prati sommitali e si raggiungono le Baite Bodma.

Discesa

Se si conclude l’escursione con il solo percorso rosso, dal terrazzino finale si imbocca una traccia di sentiero che, dopo una leggera salita, si innesta in un sentiero in discesa che riporta a Gressoney-La-Trinité in circa trenta minuti (per un totale di circa 2 ore e 45 minuti).

Se invece si completano le varianti gialla o nera, dalle Baite Bodma si segue il sentiero numero 11, che poi riceve l’innesto dal sentiero di discesa del percorso rosso, scendendo fino a valle in circa quaranta minuti (per un totale di circa 3 ore e 30 minuti).

Note utili

La variante nera è ritenuta da molti il tratto di ferrata atleticamente più impegnativo d’Italia, e la variante gialla non è da meno. Per affrontare al meglio questo tipo di itinerario molto atletico, è consigliabile portare con sé un paio di rinvii o fettucce con moschettoni per creare soste mobili nei tratti strapiombanti, evitando così di affaticare eccessivamente le braccia prima del termine del percorso.

È possibile percorrere entrambe le varianti in un’unica uscita: una volta raggiunte le Baite Bodma con una variante, si scende lungo il sentiero 11 fino a trovare l’innesto di un sentiero che riporta al termine del percorso rosso. Si ripercorre il primo ponte sospeso e si affronta l’altro itinerario. Questa opzione aggiunge circa un’ora all’escursione, per un totale di 4 ore e 30 minuti molto impegnativi.

La Ferrata delle Guide di Gressoney è ottimamente attrezzata e percorribile generalmente da inizio giugno a fine ottobre, condizioni meteo e nivologiche permettendo. Data la sua impegnatività fisica, è difficile abbinarla ad altre ferrate nello stesso giorno, ma nelle vicinanze si trovano la Ferrata José Angster, la Ferrata di Covarey o la Ferrata Nito Staich.

Traccia e meteo

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FAQ

Quanto è difficile la Via Ferrata?

La difficoltà indicata per Ferrata delle Guide di Gressoney è Estremamente Difficile.

Quanto dura?

La durata totale indicata è circa 3 h 30 min.

Quanto è lunga?

Il percorso misura circa 2,5 km.

Dove si trova?

Ferrata delle Guide di Gressoney si trova in zona Aosta, Italy.

Attrezzatura e sicurezza

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