
Ferrata di Giorrè
Monti Sardi · Sassari · Italy
Dati tecnici
- Difficoltà
- Moderatamente Difficile
- Stato
- aperta
- Distanza
- 4,2 km
- Durata totale
- 3 h
- Avvicinamento
- 45 min
- Tempo in ferrata
- 1 h 30 min
- Dislivello
- 130 m
- Coordinate
- 40.660465, 8.621971
Descrizione
Panoramica
La Ferrata di Giorrè si snoda sulle maestose pareti calcaree che delimitano l'altopiano omonimo, nel territorio di Cargeghe. Questo itinerario si sviluppa in un contesto morfologico spettacolare, dove l'erosione ha modellato una successione di cenge aeree, spesso sospese su verticali strapiombi. Il tracciato combina traversi tecnici e pochi tratti verticali, offrendo un'esperienza di grande esposizione su un percorso dalla difficoltà tecnica contenuta ma dall'intenso impatto visivo ed emotivo. Il ritmo è scandito da una progressione orizzontale e continua, con saliscendi contenuti che esaltano la sensazione di camminare nel vuoto.
Avvicinamento
L'accesso alla Ferrata di Giorrè parte poco fuori dall'abitato di Cargeghe. Lasciata l'auto sul bordo della strada provinciale (si sconsiglia il parcheggio lungo la stretta stradina asfaltata), ci si incammina imboccando la prima stradina in salita sulla destra, segnalata per "Magola - Giorrè". Si risale un sentiero obbligato fino a una bacheca informativa, per poi proseguire seguendo alcuni ometti. Al bivio successivo si mantiene la sinistra, raggiungendo in circa 45 minuti l'attacco della Cengia Bassa. L'approccio offre una lettura progressiva dell'ambiente: le imponenti pareti calcaree, levigate dal tempo, si rivelano gradualmente, annunciando il carattere aereo dell'itinerario.
Via Ferrata
L'itinerario inizia su un'ampia cengia che aggira uno spigolo verso sinistra. Dopo un breve tratto su cengia ampia ma non protetta, ci si stacca temporaneamente dal cavo per scendere alcuni metri su un ripido sentiero, per poi riagganciare la progressione a destra verso la parete. Qui un traverso in diagonale conduce a uno spigolo, seguito da un tratto verticale facilitato da abbondanti staffe metalliche; il passaggio non è tecnicamente impegnativo ma introduce subito una decisa esposizione sul vuoto sottostante.
La via prosegue con un lungo traverso orizzontale che immette nel cuore del percorso: un continuo alternarsi di strette cenge attrezzate e brevi traversi. La morfologia è qui dominata da cenge sospese, spesso ricavate su placche lisce, che richiedono un passo costante e sicuro. Si giunge così al passaggio più iconico: un esposto traverso su staffe che porta a un diedro. Lo si aggira verso sinistra con un tratto di discesa, altrettanto esposto, per poi proseguire a sinistra superando uno spigolo con un leggero strapiombo.
Superato lo spigolo, le attrezzature cessano momentaneamente su un'ampia cengia rocciosa. Dove questa si restringe, il cavo metallico torna a proteggere la progressione. Dopo un traverso a sinistra che supera un canalino detritico e un altro breve traverso su staffe, si raggiunge il bivio con la via di fuga: a destra sale il sentiero per la Cengia Alta, mentre a sinistra prosegue la Cengia Bassa.
Proseguendo a sinistra, dopo un tratto di sentiero si riaggancia il cavo che aggira immediatamente uno spigolo. Si percorre la cengia verso sinistra, affrontando un tratto di discesa che immette su una cengia non protetta. Questo tratto, che gradualmente si restringe, diventa particolarmente delicato in prossimità del libro delle firme, richiedendo concentrazione e un ottimo equilibrio. Superato questo passaggio, si incontra nuovamente il cavo e si sale una breve placchetta verticale attrezzata con cambre.
Oltrepassato un piccolo pinacolo, si entra nell'ultima parte della Cengia Bassa: si supera un esposto spigolo, un traverso in leggera discesa su staffe e una cengia non protetta piuttosto infida, per concludere con un ultimo traverso esposto a sinistra. Usciti dalla Cengia Bassa, un sentiero conduce al segnavia che indica a destra la via di rientro lungo la Cengia Alta.
La Cengia Alta inizia su una cengia non protetta, simile alle precedenti, dove è richiesta la massima attenzione. Dopo alcuni minuti iniziano le attrezzature che proteggono il percorso, tecnicamente semplice in questo tratto. Si raggiunge l'incrocio con la via di fuga e si prosegue per la seconda parte della Cengia Alta. Questo settore è meno vario del precedente, sviluppandosi principalmente in falsopiano lungo cenge attrezzate, offrendo un ritmo più disteso e continuo. Aggirato un ultimo spigolo, si giunge sotto caratteristici tetti rocciosi al termine della Ferrata di Giorrè. Il tempo di percorrenza dalla partenza è di circa 1 ora e 30 minuti, per un totale di circa 2 ore dall'attacco.
Discesa
Dal termine della ferrata, il rientro al sentiero di avvicinamento è intuitivo. Si scende a ritroso lungo il percorso dell'andata fino a raggiungere il parcheggio, per un tempo totale di circa 3 ore dall'inizio dell'escursione. La discesa permette di rivivere in controluce le morfologie percorse, con una percezione diversa degli spazi e delle esposizioni affrontate.
Note utili
La Ferrata di Giorrè è caratterizzata da una forte esposizione su un tracciato tecnicamente non difficile, essendo composto prevalentemente da progressioni orizzontali su cenge e traversi. I pochi tratti verticali sono resi agevoli dalla presenza di staffe. Il carattere dell'itinerario è più panoramico e di equilibrio che fisico o estremamente tecnico. È importante segnalare che l'itinerario è chiuso, anche se percorribile, in un breve tratto nel periodo compreso tra il 1° marzo e il 15 giugno di ogni anno, per tutelare la nidificazione della fauna locale.
Traccia e meteo
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Immagini
FAQ
Quanto è difficile la Via Ferrata?
La difficoltà indicata per Ferrata di Giorrè è Moderatamente Difficile.
Quanto dura?
La durata totale indicata è circa 3 h.
Quanto è lunga?
Il percorso misura circa 4,2 km.
Dove si trova?
Ferrata di Giorrè si trova in zona Sassari, Italy.
Attrezzatura e sicurezza
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