Panoramica
La Ferrata al Cristo Redentore si sviluppa sul versante occidentale del Monte San Biagio (623 m), a picco sul borgo di Maratea. L'itinerario combina un'ascensione rocciosa iniziale con un percorso aereo lungo la cresta di nord-ovest, culminando ai piedi della statua del Cristo Redentore dopo aver superato due ponti tibetani. Il tracciato, che si svolge su roccia calcarea compatta, offre un panorama eccezionale sull'intero Golfo di Policastro e sul Mar Tirreno, con visuali che spaziano dalla costa fino alle isole Eolie in giornate terse. La morfologia del percorso alterna placche verticali, camini e cenge, modellando un'esperienza varia sia tecnicamente che paesaggisticamente.
Avvicinamento
Il punto di partenza si trova a sud del centro storico di Maratea (Potenza), lungo la strada che sale verso le frazioni di Santa Caterina, Massa e Brefaro. Dopo una serie di tornanti ripidi, poco oltre l'ultima curva a destra, sulla sinistra ha inizio il sentiero di accesso, riconoscibile per una scalinata in pietra. La strada di avvicinamento presenta pochi slarghi per la sosta; è pertanto consigliabile parcheggiare in paese e risalire a piedi. La scalinata segna l'inizio del breve ma ripido avvicinamento, che in circa 10-15 minuti conduce al punto di attacco della via ferrata, già visibile dall'alto.
Via Ferrata
Dal punto di attacco, il primo tratto attrezzato risale un canalino roccioso inizialmente appoggiato, che gradualmente assume carattere verticale. La progressione è facilitata da una fitta sequenza di gradini metallici, che consentono una salita fluida e sicura. Questo settore, tecnicamente semplice, si svolge su placche e risalti calcarei, offrendo le prime aperture panoramiche sulla costa. Il ritmo è continuo e moderato, senza passaggi esposti. Si raggiunge quindi una paretina verticale di circa quindici metri, ricca di cambre e appigli naturali, che si supera spostandosi con gradualità verso destra. La difficoltà rimane contenuta (grado A), con un'esposizione progressiva ma non impegnativa.
Superata la paretina, il tracciato prosegue lungo il crinale, alternando brevi tratti rocciosi a tratti di ripido sentiero erboso. Questa sezione, orizzontale e panoramica, permette di ammirare lo sviluppo della cresta e la morfologia del versante, modellato da secoli di azione marina e carsismo. Il percorso mantiene un carattere facile e camminato, fino a raggiungere, poco prima della parte finale, una via di fuga ben segnalata sulla sinistra.
La seconda sezione segna un deciso cambio di carattere: diventa più tecnica, aerea ed emozionante. Il percorso si fa più esposto, sviluppandosi su cenge e spuntoni di roccia, e introduce due ponti tibetani. Il primo ponte, stabile e lungo circa quindici metri, è sorretto da quattro corde. Superatolo, si affronta una breve salita verticale su gradini prima di spostarsi a destra su un tratto progressivamente più aereo, che aggira uno spigolo di roccia. L'ambiente qui è spiccatamente alpino: la roccia è più levigata, l'esposizione sul vuoto è tangibile e il panorama si amplia a 360 gradi.
Si giunge quindi al secondo ponte sospeso, leggermente più lungo del primo ma altrettanto stabile. Oltrepassato anche questo, lo spigolo roccioso piega a sinistra verso il passaggio chiave dell'intera ferrata: una paretina strapiombante di sette-otto metri, ben attrezzata con staffe e cavo. Questo è il tratto più atletico e fisico (grado B), che richiede un buon uso delle braccia e una tecnica di progressione efficiente. Risalito lo strapiombo, le difficoltà tecniche sono concluse. La statua del Cristo Redentore di Maratea appare maestosa in vetta. Gli ultimi metri su facile sentiero attrezzato portano al termine della via. Il tempo di percorrenza dall'attacco è di circa un'ora e un quarto, con un ritmo sostenuto ma non frenetico, intervallato da momenti di contemplazione del panorama.
Discesa
Per il rientro a Maratea sono disponibili due opzioni, entrambe della durata indicativa di quaranta minuti. L'opzione consigliata nei mesi più caldi è il sentiero segnato CAI n. 366, che scende nel fresco bosco di carpini sul versante nord del Monte San Biagio, offrendo un rientro ombreggiato e piacevole. L'alternativa è percorrere la panoramica ma più assolata mulattiera turistica che discende il versante sud della montagna, direttamente verso il paese.
Note utili
La Ferrata al Cristo Redentore è un itinerario eccezionalmente panoramico e, grazie alla sua posizione climatica favorevole sul mare, è potenzialmente percorribile durante tutto l'anno, con preferenza per i periodi primaverili e autunnali. È stata inaugurata nel giugno del 2021 e presenta un ottimo stato di manutenzione. Per chi volesse interrompere il percorso dopo il primo tratto più semplice, è disponibile una via d'uscita su buon sentiero in direzione nord-ovest. Questa ferrata rappresenta una delle cinque vie ferrate presenti in Basilicata, regione che offre altre interessanti possibilità nelle Dolomiti Lucane e nel territorio del Sasso di Castalda.