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via ferrata Ferrata Masarè
apertaModeratamente Difficile

Ferrata Masarè

Catinaccio · Bolzano · Italy

Dati tecnici

Difficoltà
Moderatamente Difficile
Stato
aperta
Distanza
13 km
Durata totale
5 h 30 min
Avvicinamento
1 h 30 min
Tempo in ferrata
1 h 30 min
Dislivello
420 m
Coordinate
46.40791, 11.59182

Caratteristiche

ScaleFunivia all'andataFunivia al ritorno

Descrizione

Normale

Panoramica

La Ferrata Masarè traccia un itinerario emozionante lungo la cresta meridionale dello spartiacque che unisce Punta Masarè alla Roda da Vael, nel Gruppo del Catinaccio. Classificata di difficoltà media, la via alterna passaggi tecnici a tratti più camminabili, sviluppandosi in un ambiente grandioso. La proposta prende avvio dal Rifugio Paolina (2125 m), comodamente raggiungibile da Carezza al Passo Costalunga (BZ) grazie alla Funivia Paolina.

Avvicinamento

Dal Rifugio Paolina (2125 m) – servito da funivia e dotato di ampio parcheggio a valle – si imbocca a destra il sentiero CAI 539 in direzione sud-est. La pendenza è moderata. Piegando poi sul sentiero CAI 549, il tracciato procede a mezza costa, regalando viste panoramiche sulla Val di Fassa, il Latemar e la Marmolada, fino a toccare il monumento a Christomannos. Il sentiero, ampio e agevole, con una leggera discesa conduce in circa 45 minuti al Rifugio Roda di Vael (2283 m).

Dal rifugio si prosegue in lieve salita verso sinistra. Al primo bivio si ignora il CAI 541 a destra, mantenendo la direzione per la Ferrata Masarè. Al successivo bivio si tiene la sinistra per l’attacco in salita (a destra si sale direttamente verso la Roda da Vael). Su tracce evidenti si supera una forcella e si raggiunge l’inizio delle attrezzature. L’avvicinamento dal Rifugio Roda di Vael richiede circa 45 minuti, per un totale di 1 ora e 30 minuti dal Rifugio Paolina.

Alternativa d’accesso dalla Val di Fassa: da Vigo, risalire in funivia al Rifugio Ciampedie e percorrere il sentiero CAI 545 fino al Rifugio Roda di Vael, in circa 1 ora e 15 minuti dalla stazione a monte.

Via Ferrata

L’itinerario si apre con facili passaggi sul versante occidentale della cresta, su roccette e placche appoggiate. Il ritmo cambia rapidamente con un tratto verticale ottimamente attrezzato, più impegnativo, che introduce alla vera natura della ferrata. Si risale un camino appoggiato e una serie di balzi e pareti, tutti ben protetti. Dopo aver aggirato uno spigolo, si conclude questa prima sezione con un tratto diagonale attrezzato, ricco di appigli.

Il percorso si sposta poi su una bellissima cengia panoramica in quota, un respiro orizzontale di grande suggestione. Seguono un paio di passaggi leggermente esposti e non protetti, tra cui la discesa di un facile camino: sezioni che, pur non essendo tecnicamente ardue, richiedono attenzione in caso di roccia umida. Il cuore tecnico dell’itinerario è la discesa di un lungo camino attrezzato, il passaggio più impegnativo se la ferrata è percorsa in questo senso. La morfologia qui si fa complessa, con spazi angusti che obbligano a un uso accorto degli appigli naturali e artificiali.

Superato il camino, si scendono alcune roccette attrezzate fino a una forcella, per poi risalire sul versante opposto. Il tracciato alterna poi tratti di sentiero attrezzato e brevi roccette, prima di affrontare una nuova discesa verticale. Dopo un tratto di cengia e un esposto traverso – che offre una vista retrospettiva sulla cresta percorsa – si affrontano una serie di gradoni in discesa e due camini ben attrezzati. La ferrata si conclude con un lungo tratto di cengia dove il cavo funge da semplice corrimano, fino a raggiungere la Torre Finestra in circa 1 ora e 30 minuti dall’attacco.

A questo punto si presentano due opzioni:

  1. Completare la Ferrata Masarè: si percorre un tratto di cengia non protetta che conduce a un’angusta fessura, superata grazie a una scala. Si scende un’ultima parete verticale, terminando le attrezzature dopo circa 2 ore dall’attacco (totale 3h 30'). Seguendo l’evidente sentiero in discesa si torna al bivio dell’avvicinamento e, via Rifugio Roda di Vael, si rientra al Rifugio Paolina per un totale di circa 5 ore.
  2. Proseguire con la Ferrata Roda di Vael: dalla Torre Finestra si sale alla vetta omonima in circa 1 ora, per poi scendere al Passo del Vajolon (45') e da lì, a sinistra, al Rifugio Paolina (45' ulteriori), completando un magnifico anello in circa 5 ore e 30 minuti dall’attacco.

Discesa

La discesa varia in base all’opzione scelta. Completando il solo percorso Masarè, si segue il sentiero che dal termine delle attrezzature riconduce al bivio sotto il Rifugio Roda di Vael, per poi ridiscendere al Rifugio Paolina lungo il sentiero di avvicinamento. Se si è optato per l’anello con la Ferrata Roda di Vael, la discesa avviene dal Passo del Vajolon direttamente verso il Rifugio Paolina.

Note utili

La relazione descrive la percorrenza in senso orario, direzione consigliata poiché il primo tratto della ferrata risulterebbe tecnicamente più complesso se affrontato in discesa. Questa scelta permette inoltre di abbinare agevolmente la Ferrata Masarè con la salita alla Roda di Vael, creando uno splendido itinerario ad anello.

La Ferrata Masarè è varia e, pur non presentando difficoltà estreme, include tratti esposti e passaggi angusti in discesa che presuppongono un minimo di esperienza. L’abbinamento con la Ferrata Roda di Vael introduce ulteriori passaggi di difficoltà sostenuta (vicino a Pian del Diaol), confermando la necessità di una certa dimestichezza con i sentieri attrezzati.

Per l’orientamento, si consigliano carte topografiche dettagliate della zona, come quelle dedicate alla Val di Fassa o allo Sciliar, Catinaccio e Latemar.

Traccia e meteo

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Immagini

FAQ

Quanto è difficile la Via Ferrata?

La difficoltà indicata per Ferrata Masarè è Moderatamente Difficile.

Quanto dura?

La durata totale indicata è circa 5 h 30 min.

Quanto è lunga?

Il percorso misura circa 13 km.

Dove si trova?

Ferrata Masarè si trova in zona Bolzano, Italy.

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