Ferrata Roda di Vael
Bolzano · Italia

Catinaccio · Bolzano · Italia
La Ferrata Masarè traccia un itinerario emozionante lungo la cresta meridionale dello spartiacque che unisce Punta Masarè alla Roda da Vael, nel Gruppo del Catinaccio. Classificata di difficoltà media, la via alterna passaggi tecnici a tratti più camminabili, sviluppandosi in un ambiente grandioso. La proposta prende avvio dal Rifugio Paolina (2125 m), comodamente raggiungibile da Carezza al Passo Costalunga (BZ) grazie alla Funivia Paolina.
Dal Rifugio Paolina (2125 m) – servito da funivia e dotato di ampio parcheggio a valle – si imbocca a destra il sentiero CAI 539 in direzione sud-est. La pendenza è moderata. Piegando poi sul sentiero CAI 549, il tracciato procede a mezza costa, regalando viste panoramiche sulla Val di Fassa, il Latemar e la Marmolada, fino a toccare il monumento a Christomannos. Il sentiero, ampio e agevole, con una leggera discesa conduce in circa 45 minuti al Rifugio Roda di Vael (2283 m).
Dal rifugio si prosegue in lieve salita verso sinistra. Al primo bivio si ignora il CAI 541 a destra, mantenendo la direzione per la Ferrata Masarè. Al successivo bivio si tiene la sinistra per l’attacco in salita (a destra si sale direttamente verso la Roda da Vael). Su tracce evidenti si supera una forcella e si raggiunge l’inizio delle attrezzature. L’avvicinamento dal Rifugio Roda di Vael richiede circa 45 minuti, per un totale di 1 ora e 30 minuti dal Rifugio Paolina.
Alternativa d’accesso dalla Val di Fassa: da Vigo, risalire in funivia al Rifugio Ciampedie e percorrere il sentiero CAI 545 fino al Rifugio Roda di Vael, in circa 1 ora e 15 minuti dalla stazione a monte.
L’itinerario si apre con facili passaggi sul versante occidentale della cresta, su roccette e placche appoggiate. Il ritmo cambia rapidamente con un tratto verticale ottimamente attrezzato, più impegnativo, che introduce alla vera natura della ferrata. Si risale un camino appoggiato e una serie di balzi e pareti, tutti ben protetti. Dopo aver aggirato uno spigolo, si conclude questa prima sezione con un tratto diagonale attrezzato, ricco di appigli.
Il percorso si sposta poi su una bellissima cengia panoramica in quota, un respiro orizzontale di grande suggestione. Seguono un paio di passaggi leggermente esposti e non protetti, tra cui la discesa di un facile camino: sezioni che, pur non essendo tecnicamente ardue, richiedono attenzione in caso di roccia umida. Il cuore tecnico dell’itinerario è la discesa di un lungo camino attrezzato, il passaggio più impegnativo se la ferrata è percorsa in questo senso. La morfologia qui si fa complessa, con spazi angusti che obbligano a un uso accorto degli appigli naturali e artificiali.
Superato il camino, si scendono alcune roccette attrezzate fino a una forcella, per poi risalire sul versante opposto. Il tracciato alterna poi tratti di sentiero attrezzato e brevi roccette, prima di affrontare una nuova discesa verticale. Dopo un tratto di cengia e un esposto traverso – che offre una vista retrospettiva sulla cresta percorsa – si affrontano una serie di gradoni in discesa e due camini ben attrezzati. La ferrata si conclude con un lungo tratto di cengia dove il cavo funge da semplice corrimano, fino a raggiungere la Torre Finestra in circa 1 ora e 30 minuti dall’attacco.
A questo punto si presentano due opzioni:
La discesa varia in base all’opzione scelta. Completando il solo percorso Masarè, si segue il sentiero che dal termine delle attrezzature riconduce al bivio sotto il Rifugio Roda di Vael, per poi ridiscendere al Rifugio Paolina lungo il sentiero di avvicinamento. Se si è optato per l’anello con la Ferrata Roda di Vael, la discesa avviene dal Passo del Vajolon direttamente verso il Rifugio Paolina.
La relazione descrive la percorrenza in senso orario, direzione consigliata poiché il primo tratto della ferrata risulterebbe tecnicamente più complesso se affrontato in discesa. Questa scelta permette inoltre di abbinare agevolmente la Ferrata Masarè con la salita alla Roda di Vael, creando uno splendido itinerario ad anello.
La Ferrata Masarè è varia e, pur non presentando difficoltà estreme, include tratti esposti e passaggi angusti in discesa che presuppongono un minimo di esperienza. L’abbinamento con la Ferrata Roda di Vael introduce ulteriori passaggi di difficoltà sostenuta (vicino a Pian del Diaol), confermando la necessità di una certa dimestichezza con i sentieri attrezzati.
Per l’orientamento, si consigliano carte topografiche dettagliate della zona, come quelle dedicate alla Val di Fassa o allo Sciliar, Catinaccio e Latemar.
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