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via ferrata Ferrata Senza Confini
apertaDifficile

Ferrata Senza Confini

Creta di Collinetta · Udine · Italy

Dati tecnici

Difficoltà
Difficile
Stato
aperta
Distanza
6,8 km
Durata totale
5 h 30 min
Avvicinamento
1 h 30 min
Tempo in ferrata
1 h 30 min
Dislivello
408 m
Coordinate
46.60404, 12.94502

Caratteristiche

Interesse StoricoGalleria

Descrizione

Normale

Panoramica

La Ferrata Senza Confini, che si sviluppa sul versante del Cellon al confine tra Italia e Austria, rappresenta un itinerario di notevole impegno. La sua natura è decisamente verticale, esposta e fisicamente impegnativa, pertanto è sconsigliata a chi non è ben allenato e abituato all'esposizione. L'escursione, di media lunghezza, unisce alla sfida tecnica un forte interesse storico, offrendo la possibilità di attraversare una lunga galleria militare della Prima Guerra Mondiale attrezzata per il passaggio.

La via si snoda lungo una cresta di roccia compatta e calcarea, caratterizzata da placche lisce e diedri verticali che richiedono una progressione atletica. L’itinerario si sviluppa con continuità su passaggi impegnativi, offrendo un ritmo sostenuto e pochi momenti di riposo, il che ne accentua il carattere fisico. L’ambiente è dominato dall’apertura panoramica sulle Alpi Carniche, con una forte esposizione su entrambi i versanti.

Avvicinamento

Il punto di partenza è il Passo di Monte Croce Carnico (1360 m), raggiungibile in circa quaranta minuti da Tolmezzo percorrendo la Strada Statale 52b. Tolmezzo è facilmente accessibile dall'autostrada A23 (uscita Tolmezzo-Carnia). Parcheggiata l'auto in uno dei piazzali, si supera la dogana per entrare in territorio austriaco. Si imbocca il sentiero CAI che sale sul versante occidentale del passo verso la Creta di Collinetta. Si ignora il primo segnale per la Ferrata Senza Confini, proseguendo diritti verso il Canalone Steinbergerweg. Dopo circa quindici minuti si incontra un bivio: tenendo la sinistra, si sale ripidamente verso la Galleria Schulter, superando un breve tratto attrezzato con fune di sicurezza. Si raggiungono così i resti bellici e l'ingresso della Galleria del Cellon (1541 m), dopo circa mezz'ora dal parcheggio.

La galleria, risalente alla Grande Guerra, si sviluppa per circa duecento metri con un dislivello di 110 metri. L'interno è ripido, con roccia spesso umida e scivolosa, ma è interamente protetta da una fune di sicurezza e presenta alcune staffe nei punti più ripidi. È indispensabile una pila frontale, poiché la prima sezione è completamente buia. Dopo aver attraversato alcune feritoie, si esce dalla galleria attraverso una stretta fenditura in meno di trenta minuti. Si percorre un breve tratto attrezzato fino a un contrafforte di guerra, raggiunto in un'ora totale dalla partenza.

Da qui, per raggiungere l'attacco della ferrata, è necessario prestare attenzione all'orientamento. Al primo bivio, dove confluisce il sentiero dal versante italiano, si tiene la destra puntando verso la cima. Proseguendo sul sentiero, si incontra un secondo bivio segnato su una roccia: si svolta a sinistra per la Ferrata Senza Confini, a destra per la Steinbergerweg. Il percorso prosegue tra erba, mughi e poi pietraia fino a individuare un evidente diedro diagonale, dove la via ferrata ha inizio senza alcuna targa indicativa, dopo circa un'ora e mezza dal parcheggio.

L’avvicinamento combina un approccio storico con una salita progressiva su terreno vario, alternando tratti boscosi a pietraie, preparando gradualmente all’ambiente roccioso della ferrata. L’attacco, privo di segnaletica, richiede una buona lettura del terreno per individuare il diedro iniziale.

Via Ferrata

L'attacco vero e proprio della Ferrata Senza Confini si trova a circa quattro metri da terra, richiedendo alcuni facili movimenti di arrampicata in libera per agganciarsi al cavo. I primi metri su roccette appoggiate presentano un paio di balzi più marcati ma di difficoltà contenuta. Guadagnata quota, si piega a destra entrando in un canalino, al termine del quale il cavo vira bruscamente verso destra in verticale. Ci si trova così alla base di un lungo, impegnativo e aereo diedro.

Il diedro si sviluppa con il cavo a sinistra, salendo su una placca povera di appigli naturali, nella quale sono state inserite numerose staffe metalliche, spesso distanti tra loro. Questa disposizione comporta una notevole trazione sul cavo. L'esposizione diventa rapidamente elevata. La parte superiore del diedro, leggermente più appigliata ma con meno staffe, mantiene un livello di difficoltà alto.

Superato il diedro, ci si sposta verso sinistra su un passaggio sempre impegnativo per portarsi sul filo di cresta, estremamente aereo. Il tratto di cresta iniziale offre passaggi meno difficili, ma la difficoltà torna presto a livelli medio-alti. Si affrontano diverse placche inclinate, prima sul lato sinistro poi su quello destro della cresta, con esposizione sempre elevata e su roccia compatta e poco appigliata. Dopo un esposto spigolo, si superano un paio di difficili placche diagonali che richiedono buona forza nelle braccia e aderenza degli scarponi.

In prossimità di un masso incastrato si incontra un primo passaggio strapiombante, attrezzato solo con corda, che richiede agilità e forza. Proseguendo lungo la cresta su altre placche, si raggiunge un secondo tratto strapiombante, questa volta con gradini metallici iniziali. Si affronta poi un nuovo diedro, risalito sul lato sinistro, seguito da un camino ben gradonato, anch'esso salito a sinistra. Si giunge infine a un tratto di cresta appoggiata con alcuni pini mughi, punto ideale per una sosta panoramica.

Si riparte sul filo di cresta, che viene percorso fedelmente risalendo tratti dove si devono cercare i pochi appigli disponibili e lavorare in aderenza. Questa sezione è molto aerea e la vetta del Cellon appare ormai vicina. Dopo aver superato il libro delle firme e risalito un ultimo diedro, le attrezzature terminano. Si percorre per alcuni minuti un sentiero di cresta che conduce ad alcuni baraccamenti della Grande Guerra.

Si prosegue fino a raggiungere un crocevia di sentieri a 2103 metri di quota, dopo circa un'ora e mezza dall'attacco della ferrata. Da qui, a destra giunge la Ferrata Steinbergerweg, a sinistra il sentiero 147 per la via normale, mentre diritto si sale verso la vetta. Seguendo l'evidente traccia in direzione della Creta di Collinetta, superata l'anticima est e numerosi resti bellici, si raggiunge la vetta (2241 m), contraddistinta da un'imponente croce metallica e una targhetta commemorativa, in venti minuti dalla fine della ferrata. Il tempo totale dalla partenza è di circa tre ore.

La progressione è caratterizzata da un ritmo incalzante, con una successione di diedri, placche e tratti di cresta che non concedono tregua. La roccia, calcarea e levigata, richiede spesso di lavorare in aderenza, conferendo al percorso un carattere tecnico oltre che fisico. L’esposizione è costante e il percorso si mantiene sempre sul filo dello spartiacque, offrendo panorami mozzafiato su entrambi i versanti.

Discesa

Dal crocevia di sentieri raggiunto al termine della ferrata, si scende a destra sul sentiero 147 nel versante italiano. Il percorso taglia in orizzontale, permettendo di raggiungere la Creta di Collina, per poi immettersi in una mulattiera in discesa che si ricongiunge al sentiero dell'avvicinamento. Si rientra quindi a ritroso fino al parcheggio al Passo di Monte Croce Carnico. La discesa dalla vetta richiede circa un'ora e mezza, per un totale di quattro ore e mezza di escursione.

La discesa offre un cambio di ritmo netto, con un percorso più rilassato lungo pendii erbosi e tracce ben definite che permettono di ammirare con tranquillità il paesaggio circostante. Il sentiero 147 segue un tracciato logico, aggirando i contrafforti rocciosi e facilitando il rientro.

Note utili

La Ferrata Senza Confini è un itinerario che suscita opinioni contrastanti. È atletica, difficile e mette decisamente alla prova. Lunghi tratti risultano poco armoniosi da arrampicare, con singoli passaggi di livello paragonabile al 6A che inducono a una forte trazione sul cavo. La via corre parallela a una storica via di arrampicata friulana, visibile per i molti chiodi e pioli, e senza scarpette da arrampicata e buona tecnica alcuni punti sarebbero quasi impossibili. È quindi adatta esclusivamente ad escursionisti molto allenati, con forza nelle braccia e assolutamente immuni da vertigini, dato che alcuni passaggi sono estremamente esposti e adrenalinici. L'ambiente è magnifico e la salita, se affrontata con le giuste capacità, è molto appagante. Si noti che le diciture Creta di Collinetta e Cellon sono usate indistintamente nella zona.

Questo itinerario condivide l'avvicinamento e il rientro con la vicina Ferrata Steinbergerweg, che per esperti potrebbe essere valutata come opzione in discesa. La Carnia è ricca di altri itinerari attrezzati notevoli, come il Sentiero Attrezzato Cuestalta a sud del passo o, a moderata distanza, la Ferrata del Coglians accessibile dal Rifugio Romanin. Scendendo più a sud in provincia di Udine si trovano ferrate impegnative e varie, come la Ferrata Cassiopea al Torrione Comici, la Ferrata 50 del Clap al Creton dei Culzei e la Ferrata al Clap Varmost.

L’esperienza complessiva è quella di un itinerario che premia la preparazione tecnica e fisica con un’immersione totale in un ambiente alpino severo e storico. La costante esposizione e la qualità della roccia rendono ogni passaggio un’esperienza coinvolgente, adatta a chi cerca un impegno reale su una via ferrata di alto livello.

Traccia e meteo

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Immagini

FAQ

Quanto è difficile la Via Ferrata?

La difficoltà indicata per Ferrata Senza Confini è Molto Difficile.

Quanto dura?

La durata totale indicata è circa 5 h 30 min.

Quanto è lunga?

Il percorso misura circa 6,8 km.

Dove si trova?

Ferrata Senza Confini si trova in zona Udine, Italy.

Attrezzatura e sicurezza

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Video

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