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via ferrata Sentiero Attrezzato Bertotti
apertaFacile

Sentiero Attrezzato Bertotti

Chegul · Trento · Italy

Dati tecnici

Difficoltà
Facile
Stato
aperta
Distanza
14,7 km
Durata totale
5 h
Avvicinamento
30 min
Tempo in ferrata
30 min
Dislivello
150 m
Coordinate
46.05938, 11.17335

Caratteristiche

Ponti sospesiScaleAvvicinamento corto

Descrizione

Normale

Panoramica

Il Sentiero Attrezzato Bertotti si sviluppa sui versanti orientali sopra Trento, offrendo un itinerario introduttivo e piacevole che culmina alla Croce del Chegul. È un percorso ideale per un primo approccio alla disciplina, privo di difficoltà tecniche elevate e adatto a escursionisti con poca esperienza. La meta finale garantisce un panorama ampio e gratificante sulla città e sulle catene montuose circostanti.

L’itinerario si caratterizza per uno sviluppo prevalentemente aereo su cenge e brevi tratti di cresta, con roccia solida e compatta tipica del calcare locale. La progressione è ritmata e continua, senza saliscendi significativi, mantenendo un’esposizione moderata che non compromette l’accessibilità. Il carattere è prevalentemente panoramico e didattico, con pochi passaggi verticali ben protetti.

Avvicinamento

Il percorso ha inizio in prossimità del Passo del Cimirlo (733 m), a est di Trento. Giunti al valico, si imbocca a destra la strada per Maranza, percorrendo circa 1.5 km su una carreggiata asfaltata e stretta. Sul lato sinistro si individua la segnaletica del Sentiero CAI 418, che indica l’accesso al Bertotti. È possibile parcheggiare lungo il margine della strada.

Dal cartello segnaletico (850 m) si sale con decisione nel bosco, affrontando una serie di tornanti, gradini naturali e massi ai piedi delle pareti del Chegul. Si raggiunge così una parete rocciosa, che viene aggirata sulla destra risalendo un pendio con tornanti fino a una cengia sottostante la cresta principale. Il tracciato, con brevi tratti già attrezzati, conduce in breve al libro di vetta, contrassegnato da una targa che segnala l’inizio ufficiale della via ferrata (1115 m). L’avvicinamento richiede circa 30 minuti dal punto di sosta.

L’ambiente è quello di un bosco rado su pendio ripido, con affioramenti rocciosi che preannunciano la morfologia della ferrata. La salita è continua ma non eccessivamente faticosa, preparando gradualmente all’attività su corda metallica. Il ritmo è sostenuto ma regolare, senza passaggi esposti.

Via Ferrata

Dal libro delle firme si risale un canalone boscoso fino a un passaggio caratteristico tra due blocchi di roccia. Si affronta quindi una parete verticale, resa agevole dalla presenza di larghe staffe metalliche che ne facilitano la progressione. Superato questo settore, il percorso continua facile e privo di attrezzature per alcuni minuti, fino a incontrare una sequenza di roccette.

Si giunge poi a una lunga scala metallica di circa 20 metri, da salire con attenzione. Ultimata la scala, si percorrono alcuni gradini attrezzati senza intoppi particolari, raggiungendo infine la Croce del Chegul (1263 m), con un’ottima visuale su Trento e sul Monte Bondone. La ferrata vera e propria impegna per circa 30 minuti, portando il tempo totale dall’inizio a circa 1 ora.

Lo sviluppo è prevalentemente verticale nei due tratti attrezzati principali, intervallati da brevi tratti di cammino su sentiero. La roccia è compatta e offre appigli naturali. L’esposizione è percepibile ma mai eccessiva, mantenendo un carattere tecnico molto contenuto e adatto all’apprendimento. Il ritmo è spezzato, con pause naturali tra un passaggio e l’altro.

Discesa

Dalla vetta è possibile rientrare per la stessa via in circa 45 minuti, per un totale di 1 ora e 45 minuti. Si suggerisce tuttavia un interessante itinerario ad anello più lungo e vario.

Oltrepassata la croce, si supera un ponticello e si sale verso lo Spiaz delle Patate o Spiazzo Grande (1310 m), raggiungibile in 10 minuti. Da qui si prosegue verso sud sul Sentiero CAI 411 in direzione del Monte La Marzola. Il tracciato, dopo aver oltrepassato alcune postazioni militari, diventa una strada forestale (sempre segnavia 411) e supera una sbarra metallica. Si ignorano i bivi per i sentieri 413, 426 e 436, procedendo a mezzacosta fino a un bivio importante a 1541 m (circa 1 ora dalla fine della ferrata).

Al bivio si presenta la scelta: svoltare a sinistra in salita sul CAI 411A per guadagnare la cima della Marzola (1738 m) in 30 minuti, godendo della vista sul Lago di Caldonazzo, per poi scendere sul versante opposto (45 minuti dal bivio); oppure proseguire diritto sul CAI 411, che in seguito confluisce nel CAI 412. Entrambe le opzioni convergono in prossimità del Bivacco Bailoni (1632 m), raggiungibile in 1 ora se si è saliti in vetta, o in 20 minuti se si è proseguiti sul 411.

Dal bivacco si scende ripido verso ovest sul CAI 412 fino al Rifugio Maranza (1072 m), in circa 1 ora. Dopo un’eventuale sosta, si imbocca la strada verso nord, che coincide prima con il CAI 426 e poi con il CAI 413, riportando al parcheggio in circa 1 ora e 15 minuti. L’intero anello richiede all’incirca 5 ore totali.

L’anello di discesa si svolge su sentieri ampi e tracciati, con un ritmo di marcia sostenuto e continui cambi di ambiente, dal crinale boscoso alle ampie radure. Il carattere è escursionistico, con un impegno fisico moderato ma prolungato, che completa l’esperienza della ferrata con una lunga e piacevole camminata.

Note utili

Il Sentiero Attrezzato Bertotti è un itinerario non difficile, perfetto per chi muove i primi passi nel mondo delle ferrate. I due tratti verticali più significativi sono facilitati dalla scala e dalle staffe metalliche. Il dislivello è superato con attrezzature solo nei punti più esposti, mantenendo una difficoltà complessiva modesta. Il percorso risulta comunque molto interessante e regala un bel panorama a 360 gradi.

Per la cartografia, si consiglia di fare riferimento alla mappa dell’Alta Valsugana della collana 4Land. L’itinerario breve lascia tempo ed energie per abbinare un’altra ferrata nei dintorni. In Val d’Adige si trovano la Ferrata Rio Secco e quella di Favogna presso Mezzocorona, o il Sentiero Attrezzato al Burrone Giovanelli. Verso Bolzano c’è la Ferrata Mendola. Sul versante orientale del Lago di Caldonazzo c’è il Sentiero Attrezzato Chiesa, mentre scendendo a sud si può optare per la Ferrata Marangoni a Mori. Proseguendo a nord in Val d’Adige si incontra ad Aldeno il Sentiero Attrezzato de le Stel. In Val di Sarche, verso Riva del Garda, si concentrano diverse proposte: la Ferrata Pisetta, la Ferrata Che Guevara, la Ferrata di Casteldrena e la Ferrata di Preore. Spostandosi verso Andalo si può percorrere la Ferrata delle Aquile sulla Paganella. Segnaliamo infine due recenti realizzazioni: la Ferrata della Val del Rì a Mezzolombardo e la Ferrata della Croce di Fai.

Traccia e meteo

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Immagini

FAQ

Quanto è difficile la Via Ferrata?

La difficoltà indicata per Sentiero Attrezzato Bertotti è Facile.

Quanto dura?

La durata totale indicata è circa 5 h.

Quanto è lunga?

Il percorso misura circa 14,7 km.

Dove si trova?

Sentiero Attrezzato Bertotti si trova in zona Trento, Italy.

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