
Sentiero Attrezzato del Canalino della Balza Forata
Appennino Marchigiano · Pesaro-Urbino · Italy
Dati tecnici
- Difficoltà
- Moderatamente Difficile
- Stato
- aperta
- Distanza
- 6,2 km
- Durata totale
- 3 h
- Avvicinamento
- 1 h
- Tempo in ferrata
- 1 h
- Dislivello
- 200 m
- Coordinate
- 43.583207, 12.517683
Descrizione
Panoramica
Il Sentiero Attrezzato del Canalino della Balza Forata costituisce un itinerario alpinistico di media difficoltà, reso percorribile grazie a un sistema di corde fisse e protezioni installate sulle pareti della selvaggia Valle dell’Abisso del Monte Nerone. Il tracciato si sviluppa su una placca verticale, levigata dall’erosione, e alterna passaggi esposti a cenge aeree e strapiombanti, richiedendo quindi una solida preparazione escursionistica. La meta è la suggestiva Balza Forata, un arco di roccia traforato da una finestra naturale che incornicia panorami vertiginosi sulla valle, particolarmente spettacolari quando illuminati dalla luce radente. L’itinerario, aperto da alpinisti marchigiani alla fine degli anni ’60, è stato dotato di attrezzature fisse tra il 2015 e il 2020.
L’ambiente è dominato da imponenti pareti di calcare massiccio, che definiscono un canalino incassato e detritico. Il percorso non è una ferrata lineare, ma un susseguirsi di risalite verticali su roccia compatta, tratti orizzontali su cenge e brevi camminamenti in ghiaione, conferendo un ritmo discontinuo e vario. L’esperienza è tecnica e panoramica, con una costante esposizione che ne esalta il carattere alpino.
Avvicinamento
Il percorso ha inizio dal Santuario di Santa Maria in Val d’Abisso (380 m), dove è presente un’area di sosta. Superata la chiesa tenendola sulla sinistra, si imbocca il sentiero 201 che risale il fondovalle. Dopo circa quaranta minuti di cammino, oltrepassato un antico mulino, si prosegue a sinistra rimanendo sul sentiero 201 (il tracciato di destra sarà utilizzato per il rientro). Si guada il torrente e, poco oltre, si svolta a destra in salita. Al bivio successivo si mantiene nuovamente la destra, ignorando una diramazione in mezzacosta. Si raggiunge così un’ampia cava di travertino, uno spiazzo pianeggiante con panchina, dominato dalle candide pareti di Punta Anna. Il canalino d’attacco si apre proprio in queste pareti, alla destra delle vie d’arrampicata. Dalla cava, si segue il sentiero a sinistra segnalato da bolli rossi, superando un acquedotto con pannello solare. Poco oltre, sulla sinistra, un grosso masso dotato di un cavetto metallico e una corda gialla indica l’inizio della via attrezzata, raggiunto in circa 1 ora dal parcheggio.
L’avvicinamento si svolge in un ambiente vallivo chiuso e umido, seguendo un sentiero ben tracciato che risale il fondovalle. Il ritmo è regolare e progressivo, preparando fisicamente all’impegno successivo. L’arrivo alla cava segna un brusco cambio di scenario, con l’improvvisa apparizione delle alte pareti che preannunciano il carattere verticale dell’itinerario.
Via Ferrata
La progressione attrezzata inizia qui, alternando brevi risalite verticali a tratti di camminamento. Si sale la placca seguendo alcuni vecchi chiodi fino a raggiungere, sulla sinistra, l’imbocco del Canalino. Si risale questo solco detritico aiutandosi con catene e corde fisse, fino a un primo tratto verticale ben protetto. Superato un muretto con gradini metallici, si segue il cavo verso sinistra proseguendo lungo il canalone, su un fondo misto di terra e roccia, affrontando altri passaggi verticali fino alla sommità di Punta Anna. Ci si trova quindi davanti a una piccola grotta, preceduta da un tratto scivoloso attrezzato con scalini in ferro. È fondamentale prestare la massima attenzione in questo settore, poiché è ricco di pietre sciolte che, se smosse, possono cadere sui compagni di cordata sottostanti.
Il canalino si sviluppa come un corridoio incassato tra le pareti, con roccia spesso friabile e un fondo instabile. I passaggi verticali sono brevi ma continui, intervallati da brevi soste su cenge o su terrazzini detritici, creando un ritmo spezzato e fisicamente impegnativo. L’esposizione è progressiva e diviene totale una volta usciti dal canalino stesso.
Risalito il tratto scivoloso utilizzando i gradini e la fune d’acciaio, con buoni appoggi pedonali, si accede al Grottone. Da qui si imbocca una splendida e leggermente esposta cengia. Seguendo la corda e svoltando a sinistra, si affronta un breve tratto con scalini e corda, per poi continuare su un’altra cengia. Sotto di noi si sviluppa l’ultimo tratto attrezzato, che conduce all’interno della spettacolare Balza Forata, dove termina la via attrezzata dopo circa 1 ora dall’attacco (circa 2 ore totali dal parcheggio).
La sezione finale su cenge aeree rappresenta il cuore panoramico e più esposto del percorso. La progressione è orizzontale ma tecnica, richiedendo equilibrio e confidenza con l’esposizione. L’arrivo all’interno della finestra naturale della Balza Forata offre una sosta spettacolare e una conclusione di grande effetto.
Discesa
Oltrepassata l’apertura della Balza Forata, si mantiene la sinistra fino a raggiungere un ripido ghiaione in discesa. Attraversandolo ci si ricollega al sentiero 201, il percorso tradizionale che da Santa Maria in Val d’Abisso conduce alla cava di travertino. Seguendo questo sentiero si chiude l’anello, ritornando alla cava e da lì, per il percorso dell’andata, al punto di partenza.
La discesa avviene lungo un pendio detritico instabile, che richiede attenzione nel posizionamento dei piedi. Il ritmo torna a essere quello di un sentiero di montagna, permettendo il defaticamento dopo l’impegno tecnico. La chiusura dell’anello lungo il sentiero 201 offre una prospettiva diversa sulla valle percorsa all’andata.
Note utili
È fondamentale mantenere le distanze tra i componenti del gruppo, specialmente nei tratti con pietre sciolte e dove il cavo non è molto teso, per minimizzare il rischio di caduta sassi. L’attrezzatura è generalmente in buono stato, sebbene alcuni gradini in ferro presentino segni di usura, nulla di comunque pericoloso. È importante ricordare che non si tratta di una via ferrata classica, ma di un itinerario alpinistico con tratti protetti e altri completamente sguarniti. Le difficoltà tecniche della parte attrezzata sono moderate, ma l’ambiente complessivo richiede attenzione ed esperienza. Si consiglia di utilizzare le corde fisse principalmente come corrimano e mezzo di sicurezza, evitando di appendersi ad esse. Nella zona, nella stessa giornata, è possibile abbinare il bellissimo trekking dell’Orrido dei Cupi di Fiamma, con le sue cascate, o una sosta nell’incantevole Area Pic-nic La Chiusa a Pianello. Per quanto riguarda altre vie ferrate nelle Marche, l’unica altra opzione attualmente percorribile è la Ferrata dei Piceni a Pioraco, situata però a notevole distanza.
L’itinerario richiede una lettura attenta dell’ambiente: la roccia calcarea può essere levigata o friabile, e la presenza di detrito richiede un’andatura controllata. Il ritmo è discontinuo, con picchi di impegno tecnico nei passaggi verticali alternati a tratti di relativo riposo. Il carattere è decisamente alpinistico, dove la protezione è un ausilio ma non sostituisce la competenza nella progressione su terreno impervio ed esposto.
Traccia e meteo
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FAQ
Quanto è difficile la Via Ferrata?
La difficoltà indicata per Sentiero Attrezzato del Canalino della Balza Forata è Moderatamente Difficile.
Quanto dura?
La durata totale indicata è circa 3 h.
Quanto è lunga?
Il percorso misura circa 6,2 km.
Dove si trova?
Sentiero Attrezzato del Canalino della Balza Forata si trova in zona Pesaro-Urbino, Italy.
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