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via ferrata Ferrata Amalia al Jof Montasio
apertaDifficile

Ferrata Amalia al Jof Montasio

Jof Montasio · Udine · Italy

Dati tecnici

Difficoltà
Difficile
Stato
aperta
Distanza
15 km
Durata totale
11 h
Avvicinamento
1 h 30 min
Tempo in ferrata
2 h 30 min
Dislivello
530 m
Coordinate
46.46186, 13.45112

Caratteristiche

Caratteristiche FerrataScaleItinerario lungoItinerario Alpinistico

Descrizione

Normale

Panoramica

La Via Amalia Zuani-Bornettini costituisce un impegnativo itinerario alpinistico che culmina sulla vetta del Jof di Montasio. Oltre alla ferrata vera e propria, il percorso integra tratti di arrampicata libera, esposizione prolungata e traversi su terreno instabile, configurandosi come un’ascensione lunga e composita. È adatta ad escursionisti esperti, dotati di ottimo allenamento e familiarità con l’ambiente alpino, e viene idealmente suddivisa in più giorni. L’ambiente è severo e maestoso, dominato da pareti calcaree e creste affilate. Importante avvertenza aggiornata ad Agosto 2020: un traverso erboso successivo alla Cresta dei Draghi è franato, rendendo impraticabile l’accesso al Bivacco Suringar e imponendo la ritirata per la via di salita. La Società Alpina delle Giulie ne ha dichiarato l’inagibilità.

Avvicinamento

Il percorso ha inizio dalla Sella di Sampdonia in Val Dogna (UD). Raggiunta Dogna lungo la statale, si imbocca la strada che risale la valle per circa 18 km fino a un ampio parcheggio (1427 m). Da qui, una carrareccia segnata 611 conduce in 10 minuti al Rifugio Fratelli Grego (1389 m). Si prosegue sul sentiero 611 verso sud, aggirando un costone roccioso e ignorando la deviazione per il sentiero 639. L’itinerario, inizialmente in falsopiano, si trasforma in una decisa salita verso le imponenti pareti nord del Jof di Montasio, raggiungendo in circa 1 ora e 30 minuti il Bivacco Stuparich (1587 m). Lasciato il bivacco, la traccia si insinua tra i mughi seguendo segnavia su roccia, con il vallone del residuo ghiacciaio del Montasio alla sinistra. Il sentiero diventa progressivamente più ripido, puntando verso la bastionata di sud-ovest, fino a rendere visibile la caratteristica fessura diagonale che segna l’attacco della ferrata. Aggirata una spalla rocciosa, si giunge alla targhetta d’attacco e alle prime funi metalliche, dopo circa 2 ore e 30 minuti dal parcheggio.

Via Ferrata

Dall’attacco, si affrontano alcune placchette attrezzate, che fungono da ottimo riscaldamento. Il primo tratto, su rocce verticali, piega poi a sinistra superando alcuni balzi. Dopo un breve tratto senza attrezzature su sentiero e facili passaggi in libera, le funi riprendono su pendenza più marcata ma su roccia compatta e piacevole. Un traverso a destra introduce a una prima parete verticale. Ci si addentra quindi in un camino, salito sul lato destro anche grazie a staffe, per poi attraversare una seconda fessura passando sul versante opposto. Si giunge a un passaggio più tecnico: una parete verticale ben appigliata, con alcuni sostegni di staffe e chiodi, da affrontare in parte in spaccata. Proseguendo, si sale con crescente esposizione un canalino verticale ricco di appigli che conduce a una forcella. Un ultimo strappo verticale conclude le attrezzature della Ferrata Amalia in circa 1 ora e 30 minuti dall’attacco (4 ore totali). Terminata la ferrata, ci si trova alla base di un canalone. Seguendo i segnavia, si sale su sentiero e roccette, attraversando un nevaio e un tratto a mezzacosta esposto su prato instabile, che richiede la massima cautela (i bastoncini telescopici sono utili). Un’ultima salita introduce alla stretta ed esposta Cresta dei Draghi, lunga un centinaio di metri. Superatala, si taglia a mezzacosta su un versante esposto e instabile, altro passaggio chiave dell’escursione. Con alcuni passaggi di arrampicata libera (max II grado) si risale il versante opposto della conca per congiungersi alla larga e comoda Grande Cengia. Seguendola si raggiunge uno spallone e, infine, il Bivacco Suringar (2430 m) in circa 1 ora e 30 minuti dalla fine della ferrata (5h 30' totali). Dal bivacco, per la vetta si imbocca la via Findenegg, priva di attrezzature. Si risale un canalone su ghiaia instabile fino al passaggio chiave: un camino da salire in arrampicata libera. Dopo i primi balzi a sinistra della fessura, ci si inserisce nel camino uscendo sul lato sinistro, aggirando un masso ostacolo. Gli appigli sono buoni; per i meno esperti è consigliabile la corda in conserva. Superato il camino, si prosegue su ripida salita fino a raggiungere il crinale a circa 2700 m (1 ora dal bivacco, 6h 30' totali). Tenendo la destra verso est, si percorre un crinale esposto e adrenalinico, con alcuni passaggi su roccette che richiedono l’uso delle mani. Dopo un paio di terrazzini, si giunge alla croce di vetta del Jof di Montasio (2753 m) in circa 15 minuti dal crinale (7 ore totali circa).

Discesa

Dalla vetta si scende il versante nordest della cresta verso Cima Verde, su sentiero esposto ma ampio e ben tracciato. Giunti a una forcella, un primo tratto attrezzato in discesa conduce alla caratteristica Scala Pipan (2620 m, 30' dalla vetta). Questa scala metallica di circa 60 metri, con due funi e pioli, è adrenalinica ed esposta. Lasciatala alle spalle, si scende con un breve tratto attrezzato fino a un bivio: a sinistra il Sentiero Attrezzato Leva, a destra per la Forca dei Disteis. Tenendo la destra, in moderata discesa si raggiunge la Forca di Disteis (2201 m, 1 ora dalla vetta, 8 ore totali circa). Dalla forcella si hanno due opzioni: La scelta più rapida è scendere per l’Altopiano del Montasio sul sentiero verso il Rifugio Brazza (45' dalla forcella), tagliando trasversalmente i pascoli. Questa opzione richiede una seconda auto al rifugio o il pernottamento per intraprendere il giorno dopo il Sentiero Attrezzato Ceria Merlone per tornare sul versante nord (circa 9 ore totali). La scelta più lunga e impegnativa è salire a destra della forcella per percorrere la Grande Cengia, un sentiero attrezzato con tratti esposti che aggira la parete ovest riportando al Bivacco Suringar (45' dalla forcella). Da qui si ritorna per la via di salita, prestando massima attenzione ai tratti di disarrampicata (II grado), ai passaggi a mezzacosta esposti, al ghiaione e alla Cresta dei Draghi. Si scende poi la ferrata e il sentiero di avvicinamento fino al parcheggio (circa 6 ore e 15 minuti dalla vetta, 11 ore totali circa). Questa seconda opzione è riservata a escursionisti molto esperti e allenati, eventualmente con pernottamento.

Note utili

L’itinerario della Via Amalia rappresenta un’avventura completa in ambiente selvaggio e poco battuto. La ferrata in sé è di difficoltà media, ma i successivi passaggi in quota richiedono solida esperienza alpinistica. La discesa completa per il versante nord è particolarmente lunga e faticosa. Una via di fuga è rappresentata dalla Grande Cengia in direzione dell’Altopiano del Montasio, che in circa 1 ora e 30 minuti dal Bivacco Suringar conduce al Rifugio Brazza, sebbene questo comporti problemi di rientro al punto di partenza. La via è dedicata all’alpinista triestina Amalia Zuani-Bornettini ed è stata inaugurata nell’agosto del 1957. Il gruppo del Montasio offre la possibilità di abbinare questo percorso ad altri itinerari attrezzati nell’area delle Alpi Giulie.

Traccia e meteo

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Immagini

FAQ

Quanto è difficile la Via Ferrata?

La difficoltà indicata per Ferrata Amalia al Jof Montasio è Difficile.

Quanto dura?

La durata totale indicata è circa 11 h.

Quanto è lunga?

Il percorso misura circa 15 km.

Dove si trova?

Ferrata Amalia al Jof Montasio si trova in zona Udine, Italy.

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