
Ferrata Bocchette Alte
Dolomiti di Brenta · Trento · Italy
Dati tecnici
- Difficoltà
- Difficile
- Stato
- aperta
- Distanza
- 19 km
- Durata totale
- 10 h
- Avvicinamento
- 3 h 15 min
- Tempo in ferrata
- 5 h 30 min
- Dislivello
- 438 m
- Coordinate
- 46.20684, 10.85108
Caratteristiche
Descrizione
Panoramica
La Ferrata delle Bocchette Alte costituisce un itinerario alpino d’alta quota di straordinaria importanza, incastonato nel cuore del Gruppo di Brenta. Si svolge in un contesto ambientale di grande impatto, caratterizzato da architetture dolomitiche e ampi panorami. Non richiede capacità tecniche estreme, ma si configura come una lunga traversata d’alta montagna, con numerosi passaggi di forte esposizione, alcuni dei quali privi di assicurazione fissa. Presso la Vedretta di Tucket è comune trovare neve residua e placche di ghiaccio anche nella stagione estiva, elemento che impone un equipaggiamento e una preparazione adeguati. Per chi intende combinarla con altri percorsi, è consigliabile prevedere un pernottamento in uno dei rifugi in quota.
L’itinerario si sviluppa prevalentemente su cenge e coste rocciose, alternando brevi ma ripide salite verticali a lunghi traversamenti orizzontali. Il ritmo è discontinuo, con continui saliscendi che impegnano fisicamente l’alpinista, mentre l’esposizione è una costante che richiede attenzione prolungata. Il carattere del percorso è eminentemente panoramico e di traversata, dove la sfida principale risiede nella resistenza e nella capacità di muoversi con sicurezza in ambiente esposto, piuttosto che nella difficoltà puramente tecnica dei singoli passaggi.
Avvicinamento
Il punto di partenza consigliato è il parcheggio presso il Rifugio Vallesinella (1513 m), sopra Madonna di Campiglio, raggiungibile in auto seguendo le indicazioni marroni dal centro abitato. L’anello descritto prevede di raggiungere il Rifugio Alimonta per l’attacco della ferrata, per poi concludersi al Rifugio Tucket e ridiscendere al punto di partenza. Dal rifugio si imbocca il ripido sentiero CAI 317 che sale nel bosco fino al Rifugio Casinei (1850 m, circa 45 minuti). Si prosegue poi verso sud-est sul CAI 318, il Sentiero della Galleria Bogani, che presenta alcuni tratti aerei ma privi di difficoltà tecniche, fino al Rifugio Brentei (2182 m, 2h15' totali). Da qui, si segue il sentiero CAI 323 in direzione nord-est, ignorando la deviazione per la Ferrata Detassis, fino a raggiungere il Rifugio Alimonta (3h15' totali), dove ha inizio la via ferrata vera e propria.
L’avvicinamento si svolge inizialmente in ambiente boschivo, per poi aprirsi su panorami più ampi verso le pareti del Brenta. Il ritmo è di costante salita, su sentieri ben tracciati ma talvolta ripidi, preparando fisicamente all’impegno successivo. Il passaggio nella Galleria Bogani offre un primo assaggio dell’ambiente di cengia che caratterizzerà la ferrata.
Via Ferrata
Dal Rifugio Alimonta si risale un canalone detritico fino a un bivio: si tiene la sinistra verso l’attacco della Ferrata delle Bocchette Alte, superando alcuni brevi tratti attrezzati, cenge e placchette rocciose. Si giunge così alla base della ferrata, segnalata da una targa metallica accanto a una scala (45 minuti dal rifugio, 4h totali). Si imbocca il tratto dedicato a Umberto Quintavalle, caratterizzato da una serie di scale che permettono di salire il versante settentrionale di Cima Molveno, per poi scendere verso nord-ovest fino alla Bocca Bassa di Massodì (2790 m, 45 minuti dall’attacco, 4h45' totali). Questo passaggio, lungo una decina di metri, è estremamente esposto e spesso ricoperto da neve o ghiaia instabile; in caso di compagni poco esperti, può essere utile un breve tratto di corda per procedere in conserva. Da qui si può scendere lungo la Ferrata Oliva Detassis, che rappresenta una possibile via di fuga.
Dalla Bocca Bassa ha inizio il tratto dedicato a Mario Coggiola, che conduce alla Bocca Alta di Massodì. È una successione di scale e tratti attrezzati molto esposti, ma non tecnicamente complessi, che porta alla sommità pianeggiante dello Spallone di Massodì (2999 m). La discesa da questo punto avviene attraverso la celebre e impegnativa Scala degli Amici, una scala metallica di 30 metri, estremamente ripida e aerea. Superatala, si affrontano altri facili tratti attrezzati e scale fino alla Bocca Alta di Massodì (2950 m, 45 minuti dalla Bocca Bassa, 2h15' dal Rifugio Alimonta).
Il percorso prosegue in salita superando i 3000 metri, entrando nel tratto intitolato a Maria Foresti. Questo settore non è caratterizzato da salite verticali, ma da lunghe e aeree cenge percorse in traverso. Nonostante l’apparenza, richiede la massima concentrazione per la possibile presenza di canalini innevati. Superati questi passaggi critici, si sale una scala che porta alla Spalla Nord della Cima Brenta (1 ora dalla Bocca Alta). Si scende poi su un tratto senza difficoltà, percorrendo il sentiero intitolato a Carlo Garbari, una sequenza di scale e gradini attrezzati che conduce alla Bocca di Tucket (2648 m, 45 minuti dalla Spalla Nord, 5h dal Rifugio Alimonta). Da qui si scende lungo un nevaio, dove sono utili i bastoncini, seguendo poi le tracce di sentiero fino al Rifugio Tucket (2272 m, 30 minuti dalla Bocca di Tucket, 5h30' dal Rifugio Alimonta).
Il ritmo in ferrata è un continuo alternarsi di brevi ma intense salite verticali su scale e lunghi, a volte nervosi, traversamenti orizzontali su cenge. La morfologia è tipicamente dolomitica, con roccia solida ma spesso interrotta da canali detritici. L’esperienza è profondamente panoramica, con viste continue sul ghiacciaio e sulle guglie circostanti, ma richiede una costante gestione dell’esposizione e dell’energia, data la lunghezza complessiva del tracciato.
Discesa
Dal Rifugio Tucket ha inizio la discesa finale verso il punto di partenza. Si segue il lungo sentiero CAI 317 in direzione nord-ovest, privo di difficoltà tecniche, che passa prima nei pressi del Rifugio Casinei e poi scende fino al Rifugio Vallesinella (1h30' dal Rifugio Tucket, per un totale di circa 10 ore per l’intero anello).
Note utili
L’attrezzatura della ferrata è generalmente in buone condizioni, con scale stabili e ben costruite, sebbene non di recente installazione. Il tratto Garbari può diventare particolarmente rischioso in condizioni di innevamento; è quindi fortemente consigliato portare con sé ramponi e piccozza qualora le strutture metalliche risultino inagibili. La via è classificata come difficile principalmente per l’esposizione prolungata e la presenza di tratti non protetti, come la Bocca Bassa di Massodì, mentre le difficoltà tecniche sono moderate. Si tratta di un itinerario lungo e fisicamente impegnativo in ambiente d’alta montagna, che richiede una buona pratica nel muoversi su tratti attrezzati in continuo saliscendi. Data la grande popolarità delle Vie Ferrate nelle Dolomiti di Brenta, nei mesi di luglio e agosto è bene partire molto presto per evitare la calca nei passaggi più esposti. Un nuovo ponte sospeso, stabile e ben costruito, è stato installato nel canale sud di Cima Brenta, migliorando la sicurezza evitando un tratto noto per scariche di detriti.
Traccia e meteo
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Immagini
FAQ
Quanto è difficile la Via Ferrata?
La difficoltà indicata per Ferrata Bocchette Alte è Difficile.
Quanto dura?
La durata totale indicata è circa 10 h.
Quanto è lunga?
Il percorso misura circa 19 km.
Dove si trova?
Ferrata Bocchette Alte si trova in zona Trento, Italy.
Attrezzatura e sicurezza
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Video
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