Ferrata Aglio alla Tofana di Mezzo
Belluno · Italia

Col dei Bos · Belluno · Italia
La Ferrata Brigata Alpina al Col dei Bos è un itinerario di media difficoltà, recentemente attrezzato, che offre un impegno fisico-tecnico ben dosato e soddisfacente. Si snoda sulla compatta parete occidentale del Col dei Bos, una vetta piramidale che si erge strategicamente tra i gruppi dolomitici delle Tofane e del Lagazuoi, garantendo panorami eccezionali a 360 gradi. L’itinerario segue una linea logica e ben progettata, sviluppandosi su un versante ricco di storia, punteggiato da resti e trincee della Grande Guerra, che ne arricchiscono il contesto ambientale.
Il punto di partenza è il Ristorante Strobel, ubicato sul lato veneto del Passo Falzarego (raggiungibile da San Cassiano o Cortina d'Ampezzo). Scendendo dal passo verso Cortina per circa un chilometro, si individua sulla sinistra il ristorante con ampio parcheggio, alle dirette falde del Col dei Bos. Da qui (2060 m) si imbocca un sentiero CAI non numerato, segnalato per la ferrata. Si supera un ponticello in legno sul Rio Lagazuoi e si sale con pendenza costante su traccia ben evidente. Ignorata una deviazione a sinistra, si raggiunge un’ampia mulattiera militare (2170 m, circa 20 minuti). Tenendo la destra, si procede oltre alcuni ruderi bellici fino a un bivio segnalato. Da qui si punta a nord-est su una traccia più esile che mira direttamente alla vetta, prestando attenzione a non imboccare il sentiero a zigzag verso nord (che sarà la via di rientro). In breve si giunge ai piedi della parete, all’attacco della ferrata (2200 m, 30 minuti totali dall’inizio).
L’itinerario inizia subito con i suoi passaggi più caratteristici e tecnici. Osservando la roccia si notano due distinte fessure verticali leggermente appoggiate a sinistra, che definiscono la prima sezione. La salita parte proprio in corrispondenza della prima fessura: si risalgono circa 6 metri sfruttando buoni appigli naturali, eventualmente aiutandosi col cavo nei primi stacchi. Superata questa, un breve traverso di 4 metri verso destra, con un facile passaggio in spaccata, conduce alla base della seconda fessura, più impegnativa, che assume le forme di un diedro di 10-12 metri. Questo è il passaggio chiave dell’intera via: la roccia è levigata e offre pochi appigli, richiedendo una certa forza di trazione, specialmente nei primi 3 metri più lisci. Superato il diedro grazie a una staffa e a pochi appigli esigui, si prosegue su roccette e poi su una cengia verso sinistra.
Si giunge così a un altro tratto di rilievo: la risalita di uno spigolo molto esposto. I primi metri si affrontano in spaccata su un piccolo pilastro, poi si sale in diagonale per aggirare un tetto. Qui una staffa può risultare un po’ distante dal cavo. Dopo di essa, il cavo prosegue verticale per 4 metri impegnativi fino a una seconda staffa, oltre la quale la roccia si fa più appoggiata, concludendo la prima sezione.
Il carattere della via cambia: dopo alcune roccette non difficili verso destra, si affronta un traverso orizzontale molto aereo, ma con buoni appoggi per i piedi. Questo conduce a uno spigolo che si risale in forte esposizione su roccia ottima. Segue un tratto di sentiero, poi alcune roccette attrezzate e un altro breve sentiero che introduce la successiva sezione.
Si salgono roccette, si traversa a sinistra e si risalgono altre roccette. Un nuovo traverso in diagonale, senza particolari problemi, porta a uno spigolo esposto che si sale e si discende sul versante opposto. Un tratto di collegamento misto (roccette facili e sentiero attrezzato) conduce alla parete successiva.
Questa nuova parete inizia con metri verticali ma ben appigliati. Più impegnativo è il successivo traverso diagonale verso sinistra, seguito da una parete verticale con ottimi appoggi per i piedi. Una cengia di trasferimento a destra introduce un altro balzo verticale ben attrezzato. Usciti da questo passaggio, si procede a sinistra su un sentiero con roccette e saliscendi fino a una sella detritica. Qui, a sinistra (bollo rosso), parte una via di fuga in ripida discesa verso il sentiero sottostante. Un’altra possibilità di fuga prosegue a mezzacosta su una cengia fino al sentiero di rientro. Per chi prosegue, dopo un breve tratto di sentiero si incontra l’ultima parete.
Questa parte finale è ricca di passaggi interessanti: un breve traverso diagonale a sinistra con scarsi appigli, seguito da un passaggio verticale molto esposto ma con appigli migliori. Un altro traverso introduce una parete di una decina di metri, piacevolmente arrampicabile. Raggiunto un intaglio, una serie di roccette a sinistra precede l’ultimo impegno: una parete di circa venti metri che risale una fessura ricca di appigli, permettendo di salire senza eccessiva trazione sul cavo. Questo è il tratto conclusivo che conduce al piano sommitale del Col dei Bos (2559 m). Il tempo di percorrenza dalla partenza è di circa 2 ore, per un totale di 2 ore e 30 minuti dall’inizio dell’avvicinamento.
Dalla croce di vetta si segue l’evidente traccia in direzione nord-ovest. Il sentiero scende lungo un canalone, a tratti un po’ scivoloso, riportando al bivio nei pressi dell’attacco della ferrata in circa 45 minuti. Da qui, si ritorna per il sentiero dell’avvicinamento fino al parcheggio del Ristorante Strobel in altri 20 minuti, per un tempo totale di escursione di circa 3 ore e 45 minuti.
La Ferrata Brigata Alpina è un’ottima via recente, ben attrezzata e di concezione logica sul Col dei Bos, nel Gruppo del Lagazuoi. Pur partendo con passaggi verticali e impegnativi, non presenta mai difficoltà eccessive. Rimane molto esposta per gran parte del percorso, ma la maggioranza dei passaggi risulta arrampicabile e piacevole. La zona del Passo Falzarego è un vero paradiso per gli appassionati di ferrate, con numerosi altri itinerari nelle immediate vicinanze, come il Sentiero Attrezzato dei Kaiserjäger, la Ferrata Tomaselli, la Ferrata Averau e quelle sulle vicine Tofane.
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