
Ferrata Campalani al Carega
Monte Carega · Verona · Italy
Dati tecnici
- Difficoltà
- Difficile
- Stato
- aperta
- Distanza
- 14 km
- Durata totale
- 5 h 45 min
- Avvicinamento
- 2 h
- Tempo in ferrata
- 45 min
- Dislivello
- 937 m
- Coordinate
- 45.69533, 11.11907
Caratteristiche
Descrizione
Panoramica
La Ferrata Campalani, la più antica via attrezzata delle Piccole Dolomiti, traccia il suo percorso sul versante orientale del Monte Carega. Nonostante la lunghezza contenuta, si caratterizza per passaggi tecnici e un’esposizione costante, proponendo un itinerario vario e di grande valore paesaggistico. Al termine dell’attrezzatura è possibile raggiungere la vetta del Carega e organizzare un rientro ad anello verso il Passo Pertica. Si raccomanda cautela per la frequente formazione di nebbia pomeridiana, che può avvolgere rapidamente il settore.
Avvicinamento
Il punto di partenza è il Rifugio Revolto (1355 m), accessibile risalendo la Val d’Illasi. Provenendo da sud, uscendo dall’A4 a Verona Est o Soave, si procede verso Selva di Progno e Giazza. Oltrepassato il paese si segue la strada principale per circa 7 km (stretta ma asfaltata) fino al rifugio. Dal parcheggio si sale al Rifugio al Passo Pertica (1530 m) tramite un sentiero boschivo (20 minuti) o una strada forestale (30 minuti). Dal passo si imbocca il sentiero 109 verso il Rifugio Scalorbi. Poco prima di raggiungerlo, un bivio segnalato indica il sentiero 19 a sinistra, che sale con pendenza costante verso il Carega. Proseguendo si incontra un altro bivio per la Ferrata Campalani: tenendo la sinistra, si segue una traccia più ripida tra i mughi fino a raggiungere l’attacco sotto una caratteristica parete giallastra. L’avvicinamento richiede circa 2 ore dal parcheggio.
L’approccio si sviluppa su un pendio erboso e detritico, tipico dei versanti dolomitici, dove la roccia calcarea affiora progressivamente. Il ritmo è di marcia regolare, con un dislivello costante che prepara all’impegno successivo senza strappi particolari.
Via Ferrata
L’itinerario inizia con il passaggio chiave, significativamente facilitato da un intervento di manutenzione del 2019 che ha installato comode cambre. Si risalgono così i primi 5-6 metri di un diedro con l’ausilio di un cavo metallico. Raggiunto un terrazzino, si aggira uno spigolo esposto verso destra, cercando i piccoli appigli per i piedi, per poi affrontare la risalita di una fessura attrezzata con fune metallica. Usciti dalla fessura sul lato sinistro, si supera un tratto esposto e povero di appigli fino a un altro ripiano. Questi primi metri costituiscono la sezione più impegnativa della Campalani.
La progressione si articola su una parete compatta, con placche e fessure verticali che richiedono un movimento preciso. L’ambiente è dominato da una roccia calcarea stratificata, che forma diedri e camini caratteristici. Il ritmo è discontinuo: a tratti tecnici e verticali seguono brevi soste su cenge, mantenendo un’esposizione costante che esalta il carattere aereo del percorso.
Si prosegue con un traverso orizzontale a destra che aggira uno spigolo e conduce su una cengia stretta ed esposta. Il cavo risale poi in diagonale: qui la roccia può essere friabile, richiedendo attenzione. Superato questo tratto, un breve traverso a destra porta in prossimità di uno spigolo, dove si segue una catena per un traverso diagonale molto esposto. Questo conduce all’ingresso di un ampio e ombroso camino. La catena sale inizialmente in verticale per poi inoltrarsi nella struttura; è consigliabile cercare appigli su entrambe le pareti per distribuire lo sforzo. Salendo, ci si tiene sul lato sinistro per evitare una sporgenza e si supera un passaggio angusto per uscire dal camino.
Il camino rappresenta un cambio di morfologia: una struttura incassata e fresca, dove la progressione diventa più fisica e meno esposta, ma richiede un buon uso delle opposizioni. Il ritmo rallenta, diventando più metodico e continuo.
Si affronta poi un tratto di roccette in diagonale verso destra, seguito da una breve fessura tra la parete e uno sperone. Con la Bocchetta Mosca di fronte, si risale un’altra fessura impegnativa ed esposta che termina su un facile traverso orizzontale, sede del libro di vetta. Si salgono quindi una serie di balzi rocciosi su roccia frastagliata, si scende un breve passaggio aereo e ci si trova sotto l’ultima parete verticale, un diedro. I primi metri sono i più duri, mentre la parte alta offre più appigli e risulta più appoggiata. La catena piega gradualmente verso destra, tra i mughi, segnando la fase finale. Con gli ultimi balzi a sinistra e un breve traverso si sbuca sull’ampio crinale. Il tempo di percorrenza della ferrata è di circa 45 minuti dall’attacco, per un totale di 2 ore e 45 minuti dalla partenza.
La parte alta del percorso si fa più panoramica, con la roccia che diventa più frastagliata e meno compatta. L’itinerario alterna brevi risalti verticali a traversi, mantenendo un carattere tecnico ma con un’esposizione che si apre progressivamente verso la valle.
Discesa
Dalla fine della ferrata si percorre una cresta piuttosto aerea ma non difficile che in 20 minuti conduce al Rifugio Fraccaroli (2230 m). Da qui, in breve, si può salire alla vetta del Monte Carega (2259 m), raggiungibile in circa 30 minuti dalla fine della ferrata (totale 3h 15'). Per il rientro si hanno tre opzioni:
- Scendere al Rifugio Scalorbi tramite i sentieri 157 e 192, per poi tornare all’auto per la via dell’avvicinamento (circa 2h 30' dalla cima, totale 5h 15').
- Prendere direttamente il sentiero 108 che scende al Passo Pertica, per poi tornare all’auto (circa 2h dalla cima, totale 4h 45').
- Seguire inizialmente il sentiero 108 fino al bivio con il Sentiero Attrezzato Pojesi e percorrerlo in discesa fino al Passo Pertica. Massima attenzione a non smuovere sassi che potrebbero cadere sugli escursionisti sottostanti. Da lì si rientra all’auto (circa 3h 30' dalla cima, totale 6h 45').
La cresta finale offre un’esperienza di percorrenza aerea ma su terreno solido, con un ritmo di cammino sostenuto. Le opzioni di discesa variano notevolmente per impegno e carattere: dal sentiero comodo e veloce del 108 al percorso più tecnico e impegnativo del Pojesi.
Note utili
La Ferrata Campalani è un itinerario molto interessante che alterna tratti di media difficoltà a due passaggi più impegnativi: il traverso diagonale e il camino. La roccia offre spesso buoni appigli, invitando ad arrampicare, sebbene in alcuni punti risulti friabile. Rispetto ad altre ferrate delle Piccole Dolomiti, lunghi tratti sono attrezzati con catena. L’attrezzatura, rinnovata nel 2018, è in ottimo stato. Si sottolinea il rischio della tipica nebbia pomeridiana, che può creare problemi lungo l’aerea cresta finale verso il Fraccaroli. La via, inaugurata nel 1958 dal Gruppo Alpino Operaio di Verona, è dedicata alla memoria di Carlo Campalani. La zona delle Piccole Dolomiti offre numerose possibilità di abbinamento con altri itinerari attrezzati.
Il percorso si caratterizza per una buona varietà tecnica e una costante esposizione, pur senza richiedere uno sforzo fisico eccessivo. L’esperienza è prevalentemente verticale e tecnica nella prima parte, per diventare più panoramica e articolata su cenge e camini nella seconda, regalando una lettura completa della morfologia del versante.
Traccia e meteo
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Immagini
FAQ
Quanto è difficile la Via Ferrata?
La difficoltà indicata per Ferrata Campalani al Carega è Difficile.
Quanto dura?
La durata totale indicata è circa 5 h 45 min.
Quanto è lunga?
Il percorso misura circa 14 km.
Dove si trova?
Ferrata Campalani al Carega si trova in zona Verona, Italy.
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