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Ferrata Casimiro
apertaModeratamente Difficile

Ferrata Casimiro

Alpi Graie · Aosta · Italia

Dati tecnici

aperta
Difficoltà
Moderatamente Difficile
Durata totale
3 h
Distanza
4,3 km
Dislivello ferrata
320 m

Tempi e quota

Avvicinamento
10 min
Tempo in ferrata
2 h
Altitudine max
2054 m

Descrizione

Normale

Panoramica

La Ferrata di Casimiro è un itinerario attrezzato di grande soddisfazione, situato in Valle d’Aosta nella cornice della Val di Rhêmes, ai piedi del massiccio del Granta Parey. Il percorso parte dalla frazione di Chanavey, presso Rhemes-Notre-Dame. Si tratta di una via piacevole e ben attrezzata, non tecnicamente impegnativa, che offre un’esposizione progressiva e due ponti sospesi, aggiungendo una nota di adrenalina all’esperienza. L’itinerario si sviluppa su una parete compatta e ben strutturata, offrendo una progressione continua e variata, ideale per un approccio graduale all’ambiente verticale.

Avvicinamento

L’escursione inizia a Chanavey, in provincia di Aosta. Parcheggiata l’auto sul lato sinistro della strada, si imbocca l’unica via sul lato opposto, seguendo le indicazioni per la ferrata. Il sentiero di avvicinamento risale dapprima i prati sopra il paese e prosegue poi su facili gradoni rocciosi, mantenendo la parete montuosa alla propria destra. L’accesso alla via ferrata è raggiungibile in una decina di minuti di cammino dal parcheggio. Questo breve approccio introduce già il contesto ambientale, con la parete che si staglia imponente, offrendo una prima lettura della struttura rocciosa su cui si svilupperà l’itinerario.

Via Ferrata

L’itinerario si apre con un primo tratto verticale, superato agevolmente grazie a una serie di gradini metallici. La progressione iniziale è immediatamente coinvolgente, impostando un ritmo sostenuto ma non affannoso. Si prosegue poi con un traverso verso destra, che passa al di sotto di un imponente tetto di roccia. Questo primo traverso, sviluppato su una cengia naturale, offre un’esposizione moderata e permette di apprezzare la compattezza della roccia, tipica di questo settore della valle. Dopo aver risalito un breve diedro e aggirato uno spigolo, l’esposizione aumenta sensibilmente, conducendo sotto una parete verticale riccamente staffata. Si percorre quindi una rampa inclinata e, dopo alcuni salti di modesta difficoltà, si conclude la prima sezione.

Un breve tratto di sentiero attrezzato funge da raccordo, portando ai piedi di una nuova parete verticale. Questa pausa orizzontale consente di riorganizzare la progressione prima della successiva sequenza più tecnica. Le staffe metalliche aiutano nella risalita fino a un secondo tetto roccioso, che si supera traversando verso sinistra. Si affronta poi un breve tratto strapiombante, facilitato dalle staffe, e dopo un’ulteriore parete verticale si giunge al primo ponte sospeso, un passaggio a quattro corde piuttosto stabile. L’attraversamento del ponte, sebbene sicuro, introduce un elemento di dinamicità e una piacevole variazione nel ritmo della salita. Attraversatolo, si sale a destra su sentiero attrezzato; poco oltre, sulla sinistra, è presente una via di fuga che taglia longitudinalmente la parete.

Proseguendo in salita si incontra una bella parete verticale. Superatala, si imbocca un traverso verso sinistra, dotato di staffe per i piedi, che passa sotto un grosso tetto. Questo traverso, particolarmente esposto, richiede un buon controllo del baricentro e si sviluppa su una cengia aerea, offrendo panorami suggestivi sulla valle sottostante. Terminato il traverso, si risale un altro breve strapiombo per poi scendere di qualche metro lungo una cengia verso sinistra, raggiungendo così il secondo ponte sospeso, dalle caratteristiche simili al precedente.

Ha inizio qui una sequenza interessante di tratti di disarrampicata, mai estremamente difficili ma comunque abbastanza impegnativi. Si affrontano un paio di pareti verticali, di cui una caratterizzata da uno spigolo, e un traverso. Questa sezione finale ha un carattere più fisico e continuo, con una successione di passaggi che richiedono una buona gestione della forza. Dopo questi passaggi e un ultimo tratto diagonale, intervallato da qualche facile tratto di sentiero attrezzato, si conclude la Ferrata di Casimiro. Il tempo di percorrenza della ferrata è di circa 2 ore dall’attacco, per un totale di circa 2 ore e 10 minuti dall’inizio dell’escursione. L’itinerario si rivela così un percorso completo, che alterna con equilibrio momenti di pura verticalità a traversi aerei e elementi di passaggio, mantenendo un impegno costante ma mai estremo.

Discesa

Il rientro a valle avviene tramite un agevole sentiero ben segnalato, che riconduce alla strada asfaltata. Seguendola verso destra si ritorna al punto di partenza a Chanavey. La discesa richiede circa 40 minuti dalla fine della ferrata, per un tempo totale di escursione di circa 3 ore. Il sentiero di rientro, comodo e panoramico, permette una decompressione graduale dopo l’esperienza verticale, completando l’anello in modo armonioso.

Note utili

La Ferrata di Casimiro è un itinerario molto interessante, che alterna con equilibrio tratti verticali, traversi esposti e i due ponti sospesi, entrambi eventualmente aggirabili. Le difficoltà tecniche sono contenute e, con la giusta preparazione e attrezzatura, può essere affrontata anche da neofiti in buono stato di forma fisica. Il suo carattere è prevalentemente panoramico e di introduzione all’esposizione, con una progressione ben cadenzata che permette di acquisire confidenza con l’ambiente. Per l’orientamento e la pianificazione si consiglia l’utilizzo della cartografia dedicata al Gruppo del Gran Paradiso. La ferrata si trova in una zona ricca di altri percorsi attrezzati, sebbene molti di essi richiedano approcci o itinerari più lunghi.

Caratteristiche

Ponti sospesiAvvicinamento corto

Traccia e meteo

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FB
Francesco B

9 ago 2026

Quello che salta subito all'oc...

Quello che salta subito all'occhio è la quantità di attrezzatura, molte staffe sono superflue. Il grado modernamente difficile mi sembra corretto visto qualche passaggio strapiombante, ma per nulla tecnico. Il secondo ponte tibetano non esiste più. ATTENZIONE: Verso la fine la ferrata inizia a scendere e dopo i primi 10 metri c'è una biforcazione. consiglio di proseguire il tratto in orizzontale e guadagnare velocemente il sentiero del ritorno. Se si prosegue in discesa come abbiamo fatto noi si continua a percorrere la ferrata in disarrampicata ma su un terreno scivoloso e poco piacevole.

Difficoltà percepita: ModerataVista

1 di 1 recensioni

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