
Dati tecnici
- Difficoltà
- Difficile
- Stato
- aperta
- Distanza
- 9,9 km
- Durata totale
- 4 h 15 min
- Avvicinamento
- 2 h
- Tempo in ferrata
- 50 min
- Dislivello
- 200 m
- Coordinate
- 45.7652, 10.1185
Descrizione
Panoramica
La Ferrata Corno del Bene è un itinerario recente che si sviluppa lungo lo spigolo roccioso dominante sopra l’abitato di Zone, sulla sponda orientale del Lago d’Iseo. Il tracciato è breve ma decisamente intenso, con una progressione continua che aumenta gradualmente in verticalità ed esposizione. La linea di salita è logica e diretta, impostata su placche e strutture compatte che richiedono buona gestione dell’equilibrio e resistenza nelle braccia.
Pur non essendo lunga, la via presenta un carattere atletico marcato e un senso del vuoto costante. Le attrezzature, di installazione recente e ben posizionate, favoriscono una progressione fluida ma non semplificano l’impegno complessivo. È un percorso indicato per escursionisti esperti e abituati a tratti verticali sostenuti. Dalla cresta sommitale si apre un ampio panorama sul Lago d’Iseo e sulle Prealpi Bresciane.
Avvicinamento
Il punto di partenza è l’abitato di Zone, in provincia di Brescia. Da Marone, lungo la strada che collega Brescia alla Valcamonica, si devia seguendo le indicazioni per Zone. All’ingresso del paese si imbocca Corso Europa sulla destra; dopo poche centinaia di metri si svolta in via Monte Guglielmo, che si segue fino a un incrocio dove si prosegue ancora a destra lungo la stretta via Monte Guglielmo (indicazioni anche per il Bosco degli Gnomi). La strada termina in prossimità di un ponte, poco prima del quale si trova un parcheggio.
Dal parcheggio si segue la carrareccia sterrata coincidente con il sentiero CAI 227. Si procede in salita fino a un bivio dove si ignora la diramazione a destra (CAI 230) e si mantiene la sinistra sul 227 verso Monte Guglielmo e Corno del Bene. A un successivo incrocio si può deviare brevemente verso la Malga Palamrusso di Basso (fontana), oppure continuare in direzione della ferrata. Attraversati prati aperti si giunge a un’ulteriore biforcazione: si abbandona il sentiero che prosegue diritto verso la vetta e si svolta a destra puntando verso la costa rocciosa. Al bivio seguente si ignora il tracciato che scende verso Casentiga e si entra nel bosco dirigendosi verso la sagoma evidente del Corno del Bene. L’attacco si raggiunge in circa 2 ore dal parcheggio.
Via Ferrata
L’itinerario attrezzato prende avvio con un breve traverso verso destra, inizialmente semplice. In pochi metri la linea si impenna e la progressione diventa verticale. La roccia offre appoggi naturali discreti, talvolta sporchi di terriccio, mentre il cavo accompagna l’ascesa fino al primo tratto strapiombante, superabile grazie a staffe metalliche ben collocate.
Segue una sequenza di movimenti che alterna traversi brevi e riprese verticali. Una placca esposta conduce a una stretta cengia verso destra; da qui si risale una parete verticale con un piccolo terrazzino intermedio che consente una pausa. Il tratto successivo è continuo e fisicamente impegnativo, con maniglie artificiali e staffe nei punti più lisci. L’esposizione è costante e il ritmo incalzante.
Superata questa sezione si affronta un diedro, prima verticale e poi leggermente diagonale. Un secondo diedro di circa dieci metri, pur aereo, non presenta difficoltà tecniche rilevanti, ma richiede attenzione per alcuni tratti erbosi instabili. La progressione continua con brevi movimenti obliqui e una nuova parete culminante in una sporgenza che obbliga a sollevarsi sul cavo per oltrepassarla.
La parte centrale della via include una rampa inclinata che conduce a un camino ben gradinato. I primi movimenti sono più impegnativi, poi la progressione diventa più regolare grazie a buoni appigli artificiali e naturali. L’uscita dal camino avviene in forte esposizione, seguita da un traverso verso destra e da una nuova sezione verticale che riporta la linea sul filo dello spigolo.
L’ultimo settore propone una parete ricca di staffe con una sporgenza nella parte alta che richiede un ulteriore sforzo fisico. Un traverso sotto un breve tetto conduce alla fase finale: roccette più appoggiate, un tratto erboso e un ultimo traverso orizzontale portano in cresta, dove terminano le attrezzature. Il tempo di percorrenza è di circa 50 minuti dall’attacco, per un totale di circa 3 ore dal parcheggio.
Discesa
Dalla cresta si scende verso nord seguendo una traccia tra i prati fino a ricollegarsi al sentiero CAI 227. Da qui è possibile dirigersi a destra verso il Monte Guglielmo (circa 45 minuti, passando dal Rifugio Almici) oppure rientrare al parcheggio seguendo a sinistra l’itinerario dell’andata (circa 1 ora e 15 minuti dalla vetta). L’escursione completa richiede circa 4 ore e 15 minuti.
Note utili
Le attrezzature sono nuove e in ottimo stato, elemento importante vista la verticalità della via. L’itinerario è breve ma concentrato, con pareti, diedri, camini, traversi e brevi tratti strapiombanti che richiedono buona preparazione fisica.
La via è stata temporaneamente chiusa in passato a causa di una frana visibile nei pressi dell’attacco, che ha comportato modifiche parziali al tracciato.
Nel 2018 è stata attrezzata la vicina Ferrata Corna delle Capre, con caratteristiche simili per esposizione e sviluppo verticale. Chi desidera concatenare le due vie può salire prima la Corna delle Capre e, dopo la discesa sul versante nord, raggiungere l’attacco del Corno del Bene.
La zona del Lago d’Iseo e delle Prealpi Bresciane offre numerose alternative per escursionismo tecnico e vie ferrate di diversa difficoltà.
Traccia e meteo
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Immagini
FAQ
Quanto è difficile la Via Ferrata?
La difficoltà indicata per Ferrata Corno del Bene è Difficile.
Quanto dura?
La durata totale indicata è circa 4 h 15 min.
Quanto è lunga?
Il percorso misura circa 9,9 km.
Dove si trova?
Ferrata Corno del Bene si trova in zona Brescia, Italy.
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