
Ferrata Costantini alla Moiazza
Moiazza · Belluno · Italy
Dati tecnici
- Difficoltà
- Difficile
- Stato
- aperta
- Distanza
- 11 km
- Durata totale
- 11 h
- Avvicinamento
- 1 h
- Tempo in ferrata
- 9 h
- Dislivello
- 1028 m
- Coordinate
- 46.32399, 12.0959
Caratteristiche
Descrizione
Panoramica
La Ferrata Gianni Costantini alla Moiazza Sud si impone per la sua eccezionale estensione, il considerevole dislivello e la durata, collocandosi come un itinerario unico nel contesto ferratistico nazionale. Il tracciato propone una sequenza variegata di passaggi severi, che includono tratti di cresta e cenge dall'esposizione marcata, talvolta privi di protezione. La natura impegnativa del percorso esige una pianificazione meticolosa, un'ottima condizione fisica e una consolidata esperienza in ambiente alpino.
L'accesso avviene dal Passo Duran (BL), nodo orografico tra Val Zoldana e Val Cordevole. Le operazioni hanno inizio dal piazzale del Rifugio Tomè, situato al valico.
Avvicinamento
L'itinerario si annuncia subito come un'impresa di grande respiro, con un dislivello positivo che supera i 1200 metri, portando a sfiorare i 3000 metri di quota sulla vetta. La combinazione di lunghezza e passaggi tecnici lo rende praticabile esclusivamente da escursionisti allenati, previa verifica di condizioni meteorologiche stabili e con una partenza nelle prime ore del mattino.
Dal Passo Duran (1605 m) si imbocca il sentiero CAI 549 diretto al Rifugio Bruto Carestiato (1834 m). Il percorso si sviluppa ai piedi dell'imponente Sass del Duran, bastione meridionale del Gruppo della Moiazza, risalendo con pendenza costante il versante soleggiato del massiccio. Ignorata una diramazione a destra per la Cengia Letizia, si procede tra macchie di pino mugo fino a guadagnare il rifugio in circa 45 minuti. Qui, un grande segno rosso sulla parete rocciosa indica chiaramente l'attacco della via. Un breve collegamento conduce alla targa metallica che segna l'inizio della Ferrata Costantini, raggiunta in circa un'ora dal parcheggio.
Via Ferrata
La prima sezione si apre con una lunga e fisicamente impegnativa traversata diagonale verso sinistra. I primi 50 metri, caratterizzati da appigli ridotti, richiedono un'azione bilanciata, privilegiando l'appoggio dei piedi per preservare le energie delle braccia. La salita diagonale conduce a un diedro, superato in forte esposizione, dopo il quale si continua il traverso fino a una strettissima cengia molto esposta. Si susseguono quindi brevi placche, facili balzi verticali e tratti di roccetta, mantenendo la direzione sinistra, fino a intercettare un traverso chiave segnalato da una parete dalla tonalità giallastra e da un bollo rosso. Questo passaggio diagonale su placca levigata, sebbene provvista di alcuni appigli, va affrontato con decisione. Due pioli metallici offrono una sosta prima della successiva ascesa verticale (1h 15' dall'attacco).
Il carattere della via muta: per circa 60 metri si affronta una salita verticale decisa su parete compatta, agevolata da staffe e pioli. I primi 20 metri sono particolarmente esposti, poi la linea piega a destra su roccia più gradonata. Superato un breve salto in una stretta gola e alcuni metri di roccette, si approda a un tratto di sentiero che conduce alla Pala del Belia (2295 m - 1h 45' dall'attacco).
Una nuova sezione inizia con un traverso a sinistra e una paretina esposta, immettendosi all'interno di un canalone chiuso tra alte pareti. La salita su roccia frastagliata è tecnicamente semplice. Un passaggio verticale di 6-8 metri, coadiuvato da un paio di pioli, permette di uscire dal canale. Si percorre quindi una cengia non protetta verso destra, prima di affrontare una paretina verticale e una placca ben appigliata. Una sequenza di balzi e cenge esposte conduce a un camino di modesta difficoltà che porta a Cima Cattedrale (2557 m - 2h 30' dall'attacco).
Si riparte seguendo una freccia rossa a sinistra. Dopo un primo balzo, il sentiero indica chiaramente la prosecuzione verso la cresta. Si percorrono cenge inclinate e brevi salti, con un passaggio più impegnativo su roccia levigata di circa 6 metri. Superata una paretina di 15 metri, si esce su roccette appoggiate e si raggiunge la Cresta delle Masenade, con la vetta della Moiazza Sud che si staglia di fronte (3h dall'attacco).
Il percorso prosegue lungo la cresta, alternando passaggi facili ad altri più tecnici; spicca una discesa attrezzata che richiede massima concentrazione per raggiungere la Forcella delle Masenade (2650 m). Attenzione ad alcuni passaggi non protetti poco sotto il filo di cresta. Alla forcella, una deviazione a destra porta al Bivacco Grisetti. Proseguendo, la via diventa meno esposta, tagliando a mezzacosta una serie di lunghe placche inclinate verso le pendici della Moiazza Sud. Una cengia in leggera discesa introduce all'ultimo tratto verticale (4h dall'attacco).
Il cavo vira bruscamente in verticale su pareti nero-giallastre. Si sale un balzo, poi si procede in diagonale a destra prima di risalire in verticale in un canalino gradonato. Terminate le attrezzature, si seguono i bolli rossi su un piano inclinato a sinistra verso un nuovo filo di cresta. Alla fine di un ghiaione si incontra un bivio: destra per la vetta, sinistra per la Cengia Angelini.
L'ultimo tratto verso la cima è decisamente impegnativo. Un traverso diagonale a destra su roccia liscia conduce sull'esposta cresta. Ci si sposta sul versante sinistro per affrontare due passaggi aerei su pareti lisce. Dopo una cengia molto esposta e non protetta, si riprendono le attrezzature per una placca finale. Un sentiero segnato con bolli rossi porta a un'anticima, da cui si scende di alcuni metri lungo la cresta per poi risalire alla vetta della Moiazza Sud (2878 m - 6h dall'attacco, 7h totali). Il panorama a 360 gradi abbraccia le Pale di San Martino, il Civetta e i gruppi dolomitici, in una vista mozzafiato. Centinaia di metri più in basso si scorge il Bivacco Ghedini.
La discesa, lunga e in parte attrezzata, inizia ripercorrendo a ritroso l'ultimo tratto di ferrata fino al bivio con la Cengia Angelini, prestando attenzione ai passaggi esposti già incontrati. Al bivio si svolta a sinistra per la Cengia Angelini (2784 m - 30' dalla vetta). Si percorre una cengia inizialmente ampia e facile, ma generalmente non protetta; attenzione a eventuali residui nevosi. La cengia si restringe poi diventando attrezzata, aggirando alcuni spigoli in discesa esposta ma senza difficoltà tecniche, fino a scendere su un ghiaione instabile che conduce al Bivacco Ghedini (2600 m - 1h 30' dalla vetta).
Dal bivacco si scende un canalone. Dopo un breve tratto attrezzato in discesa, si risale verso destra per poi iniziare la discesa definitiva a valle. Si affrontano alcuni passaggi impegnativi alternati a tratti di sentiero e brevi balzi su roccia, con un paio di tratti attrezzati non banali e placche lisce. Raggiunto un ghiaione terminale nei pressi di alberi e mughi, si incrocia il sentiero CAI 554, ponendo fine alle difficoltà tecniche (3h dalla vetta, 9h dall'attacco, 10h totali).
Discesa
Dal bivio con il sentiero 554 si mantiene la sinistra lungo il comodo tracciato che costeggia le basi delle pareti. Si raggiunge senza difficoltà il Rifugio Bruto Carestiato in 30 minuti, e da qui si ritorna al Passo Duran per il sentiero di avvicinamento in altri 30 minuti, per un totale di circa 11 ore.
Note utili
La Ferrata Costantini occupa una posizione di rilievo per l'enorme impegno fisico e la lunghezza che la caratterizzano. Le difficoltà tecniche, pur presenti, non raggiungono livelli estremi, ma la fatica cumulata, il dislivello e la durata la rendono adatta esclusivamente ad escursionisti esperti e molto allenati. L'itinerario è continuativo e richiede un passo sostenuto. È assolutamente indispensabile partire all'alba per rientrare con la luce e affrontare la via solo con condizioni meteorologiche stabili. L'ambiente è austero e isolato; sebbene esistano due vie di fuga, le conseguenze di un temporale sarebbero gravi. Si consideri l'altitudine e la possibile presenza di nevai, anche in stagione avanzata, su tratti non protetti, che potrebbero richiedere deviazioni complicate o l'uso di ramponi. Per le difficoltà tecniche è classificabile come "difficile", ma per l'impegno fisico è "estremamente difficile", ragion per cui la via viene complessivamente considerata molto difficile.
Traccia e meteo
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Immagini
FAQ
Quanto è difficile la Via Ferrata?
La difficoltà indicata per Ferrata Costantini alla Moiazza è Molto Difficile.
Quanto dura?
La durata totale indicata è circa 11 h.
Quanto è lunga?
Il percorso misura circa 11 km.
Dove si trova?
Ferrata Costantini alla Moiazza si trova in zona Belluno, Italy.
Attrezzatura e sicurezza
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Video
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