Panoramica
La Ferrata Deanna Orlandini rappresenta un itinerario di impegno sostenuto, particolarmente apprezzato per la sua varietà morfologica e la posizione a bassa quota che ne consente la fruizione per molti mesi l'anno. Tuttavia, questa accessibilità non deve trarre in inganno: il percorso alterna tratti atletici a sezioni tecniche ed estremamente esposte, richiedendo una solida preparazione fisica e una buona dimestichezza con i cavi. Lo sviluppo su creste, placche e gole ne definisce un carattere composito, dove l’esposizione è costante e la progressione raramente monotona.
Avvicinamento
Il percorso ha inizio da Crocefieschi, in provincia di Genova, raggiungibile dal casello di Busalla sull’A7. Si consiglia di parcheggiare in uno spiazzo sulla sinistra, circa cinquanta metri dopo un distributore di carburante lungo la strada in discesa.
Dal parcheggio, si risale brevemente verso il distributore; poco sotto, un segnavia marrone indica "Reopasso". Seguendolo si attraversa l’abitato e si prosegue verso nord. Al primo bivio si ignora la deviazione a destra per il Monte Cavallo, mantenendo la stradina asfaltata dove compaiono i primi quadrati gialli del tracciato. La salita conduce alla cappella della Madonna della Guardia, per poi proseguire verso le Rocche del Reopasso. Si giunge infine a una selletta tra il Monte Castello e l’Anchise, dove una bacheca segnala l’itinerario: è questo il punto ideale per indossare l’imbrago. Abbandonato il sentiero principale (che servirà per il rientro), si piega a destra risalendo ripidamente seguendo i segni arancioni. Raggiunta un’ulteriore selletta, l’attacco della Ferrata Deanna Orlandini si trova sulla sinistra, presso uno sperone roccioso. Il tempo di avvicinamento dal parcheggio è di circa 30 minuti.
Via Ferrata
L’itinerario attrezzato si articola in quattro settori distinti, ciascuno con una propria identità tecnica e ambientale.
Il primo settore, "Grillo", inizia aggirando a sinistra lo sperone con un breve traverso che immette in un anfratto. Questo conduce rapidamente a una gola attrezzata, una fessura da risalire in opposizione, richiedendo un minimo di tecnica di arrampicata. La progressione è assistita da un doppio cavo: quello inferiore per l’autoassicurazione, quello superiore come appiglio. La roccia, di tipo agglomerato, offre ottimi appigli naturali, ma l’esposizione aumenta sensibilmente salendo, con il passaggio dal lato sinistro a quello destro della gola. Sul lato destro si affrontano circa quattro metri atletici prima di uscire dall’anfratto, passaggio tra i più impegnativi della via. Usciti in cresta (circa 25 minuti dall’attacco), dopo alcuni facili balzi si può scegliere di proseguire o, tramite un comodo sentiero, tornare all’attacco. Proseguendo, si scende a sinistra seguendo il cavo verso il secondo settore.
Il secondo tratto, "Biurca Sud", si raggiunge con un breve sentiero. Si presenta come una placca rocciosa molto inclinata, piacevole da scalare per la roccia ottima e ricca di appigli. Giunti a una cengia attrezzata verso destra, si incontra un bivio: si può seguire la cengia fino al termine del tratto (segnata da bolli arancioni fino a un bivacco) oppure affrontare la variante diretta sulla parete NE della Biurca. Quest’ultima opzione include una parete verticale senza staffe, con tratti strapiombanti. Si sale inizialmente in diagonale verso destra, molto esposti, poi si prosegue verticalmente con un paio di passaggi strapiombanti, per concludere con un impegnativo traverso orizzontale verso sinistra. La salita su roccia appigliata e molto esposta porta alla cresta sommitale della punta sud della Biurca, da cui si intravede il bivacco sul lato opposto. Scendendo verso la sella che separa le due punte, si può deviare a destra per pochi metri per raggiungere il bivacco. Per proseguire, si torna alla selletta e si risale la punta nord della Biurca, per poi ridiscendere seguendo i segni arancioni. Il tempo per questo settore è di circa 1 ora dalla fine del primo.
Il terzo settore si intraprende seguendo una freccia rossa durante la discesa dalla Biurca. Si percorrono alcune facili cenge e pareti non tecnicamente difficili. L’ultima parte del tratto presenta un traverso in discesa di una decina di metri, mediamente impegnativo. Giunti a un bivio, si può scegliere di aggirare un ponte sospeso per raggiungere la base di un pilastro verticale, oppure di percorrere il "ponte delle scimmie" (costituito da tre corde) che conduce direttamente alla base dello stesso pilastro. Questo settore richiede circa 30 minuti dalla fine del precedente.
Il quarto e ultimo settore, "Carrega do Diao", è probabilmente il più difficile e sicuramente il più verticale dell’intera Ferrata Deanna Orlandini. Si risale il pilastro verticale, che alterna tratti di roccia con buoni appigli a tratti strapiombanti, molto impegnativi per le braccia. Il tratto strapiombante è ben visibile già dalla base. È vivamente consigliato cercare appigli per le gambe, evitando di trazionare eccessivamente sul cavo. Attenzione al tetto sommitale, che obbliga a procedere a "S" per non sbilanciarsi. Superato questo passaggio, si prosegue brevemente su una cretta per affrontare un secondo risalto, meno impegnativo del precedente. Una volta saliti, la ferrata è terminata. Questo ultimo settore richiede circa 30 minuti, per un tempo totale sulla ferrata di circa 2 ore e 30 minuti (3 ore totali dall’inizio dell’escursione).
Discesa
Al termine della ferrata è consigliabile non togliere subito l’imbrago. Si discende infatti lungo un canale attrezzato sulla Carrega, su rocce inclinate. Si segue poi un sentiero pianeggiante nel bosco fino a una sella con bivio. Qui si prende il sentiero di sinistra, che scende ripido lungo il versante occidentale della Carrega. Raggiunto il crinale, si arriva alla Biurca Nord, già transitata in salita. Seguendo i segni gialli (quadrato vuoto) e alcuni tratti attrezzati, si imbocca la via normale che discende la cresta ovest e poi lungo la parete sud della Biurca. Attenzione: scendendo dalla Biurca è fondamentale seguire il sentiero di sinistra (quadrati gialli vuoti) e non quello di destra (quadrati gialli pieni). Si prosegue su un’esposta cengia protetta da un cavo corrimano, fino a raggiungere un’area picnic. Da qui, si ripercorre a ritroso il sentiero di avvicinamento verso Crocefieschi. La discesa richiede circa 1 ora dalla fine della ferrata, per un totale di 4 ore di escursione. È importante seguire con attenzione i segnavia gialli o arancioni.
Note utili
La roccia di tipo agglomerato rende la ferrata molto arrampicabile. In molti tratti è possibile procedere in arrampicata utilizzando il cavo come pura assicurazione. Ciò non deve però indurre a sottovalutare l’itinerario, che rimane difficile nonostante la bassa quota. La suddivisione in quattro settori dalle caratteristiche diverse contribuisce alla piacevolezza della via. Può risultare molto utile un rinvio per riposarsi in un paio di tratti strapiombanti, specialmente se non si è in ottime condizioni atletiche. Una caratteristica peculiare della ferrata è la possibilità di aggirare ogni singolo settore tramite sentieri segnati in arancione.
La zona è interessata da battute di caccia al cinghiale nei mesi di settembre, ottobre, novembre e dicembre, nei giorni di mercoledì e domenica. In presenza di appositi cartelli, si consiglia, se possibile, di evitare l’escursione in queste giornate.
La ferrata alle Rocche del Reopasso fu realizzata nel 1978 dal Gruppo Escursionistico Busallese e dedicata a Deanna Orlandini, alpinista genovese. Originariamente terminava sulla Biurca; in seguito è stato attrezzato il tratto sulla cresta sud della Cadrega del Diavolo.
Situata nell’Appennino Ligure, la Ferrata Deanna Orlandini non ha ferrate nelle immediate vicinanze. Le ferrate vicine al Passo dello Zovallo (Ferrata Mazzocchi e Ferrata Adolfo Ferrari) o la Ferrata degli Artisti distano circa due ore di automobile.