Ferrata Masarè
Bolzano · Italia

Latemar · Bolzano · Italia
La Ferrata Campanili del Latemar è un itinerario di alta quota tecnicamente moderato, che si sviluppa in un ambiente remoto e grandioso. La difficoltà tecnica contenuta è compensata dalla lunghezza del percorso e dal suo carattere alpino, rendendo l’ascensione fisicamente impegnativa e ricchissima di stimoli paesaggistici.
Il percorso ha inizio dalla stazione a monte della funivia Oberholz, sopra Obereggen. Si segue il sentiero 18, diretto alla Forcella dei Camosci. L’approccio si svolge inizialmente su comodi tornanti, per poi addentrarsi in un paesaggio sempre più minerale, concludendosi con un breve tratto verticale assicurato da corde fisse. Si raggiunge così la Forcella dei Camosci (2590 m) in circa 1 ora e 45 minuti. Trascurando la diramazione per il Rifugio Torre di Pisa, si prosegue a sinistra verso la Forcella dei Campanili, con la selvaggia Val Sorda sulla destra e la maestosa catena del Latemar di fronte. Dopo aver attraversato un altopiano detritico, si giunge alla Forcella dei Campanili in ulteriori 45 minuti (totale 2h 30'). Questo è il punto consigliato per indossare l’attrezzatura da ferrata. Tenendosi sul sentiero 511 a sinistra, si superano alcuni facili risalti rocciosi (scivolosi se umidi) fino a intercettare il primo cavo d’acciaio dell’itinerario attrezzato, dopo circa 15 minuti dalla forcella (totale 2h 45').
La progressione inizia con un traverso diagonale verso destra, che passa sotto una caratteristica guglia e conduce a una lunga cengia attrezzata. Qui il cavo svolge principalmente la funzione di corrimano, poiché il passaggio è ampio ma esposto. Segue un tratto di sentiero aereo ma agevole, che introduce a uno dei passaggi iconici: una forcella terrosa di colore scuro, superabile in sicurezza grazie a un cavo posizionato in alto. Oltre questa sella a 2730 m (20 minuti dall’attacco), si risale il versante opposto per imboccare una cengia panoramica ed esposta, interamente protetta da cavo.
Il tracciato procede alternando brevi tratti attrezzati a passaggi su sentiero, fino a una nuova forcella. Sulla sinistra si scorge un elemento distintivo: un grosso masso perfettamente incastrato tra due pareti. Si prosegue quindi su un sentiero in quota che serpeggia tra cenge, alcune delle quali non assicurate, fino a intercettare una deviazione non segnalata per la Torre Diamantidi (2842 m). La vetta, contrassegnata da una madonnina e raggiungibile in circa 30 minuti andata e ritorno seguendo gli ometti, regala una vista eccezionale sul gruppo del Catinaccio. Da qui si fa ritorno sul percorso principale.
Dirigendosi verso la Cima Latemar, si scende per alcuni metri su tratto attrezzato fino a un canalino. Si affronta quindi la risalita del versante opposto, che rappresenta un passaggio leggermente più impegnativo per l’impegno fisico richiesto, prima di percorrere un’altra cengia esposta. Si arriva così al passaggio chiave dell’itinerario: una discesa diagonale di alcuni metri verso un canalino. Il passaggio, sebbene breve, sfrutta ottimi appigli ma è lievemente strapiombante, richiedendo un certo impegno brachiale; è consigliabile eseguirlo con decisione. Si risale il versante opposto con un traverso diagonale di media difficoltà, facilitato dalla presenza di buoni appoggi pedonali.
Nella fase conclusiva, ci si trova sopra una costola rocciosa, sotto la quale è visibile il caratteristico Bivacco Rigatti di colore arancione. Dopo alcuni metri di discesa piuttosto verticale e un tratto di cresta, si sbuca su un sentiero più agevole che conduce al cartello di fine ferrata, nelle vicinanze del bivacco e della Forcella Grande (2650 m). I tempi di percorrenza della ferrata sono di circa 2 ore e 15 minuti dall’attacco includendo la deviazione per Torre Diamantidi (totale 5 ore), oppure 1 ora e 45 minuti senza la deviazione (totale 4h 30'). Dalla Forcella Grande, per escursionisti esperti e motivati, è possibile deviare per la salita alla Cima Latemar/Schenon (2791 m), che richiede circa 2 ore andata e ritorno lungo un sentiero con passaggi di I grado e rocce a tratti instabili. Questa variante non è inclusa nei tempi totali indicati.
Dalla Forcella Grande si scende lungo il sentiero 18, che compie una lunga traversata a mezzacosta a quota inferiore rispetto al percorso di salita, dominando la Val Sorda. Questo sentiero riconduce alla Forcella dei Campanili. Da qui si ritorna sui propri passi fino alla Forcella dei Camosci e infine alla stazione a monte della funivia. La discesa da Forcella Grande richiede circa 2 ore e 30 minuti, per un totale di 7 ore di escursione (senza le deviazioni per Torre Diamantidi e Cima Latemar) o 9 ore e 30 minuti includendo entrambe le cime.
La Ferrata Campanili del Latemar è un'escursione estesa e di grande impatto scenico, che per lunghi tratti si configura più come un sentiero attrezzato che come una ferrata propriamente verticale. Tuttavia, il contesto di alta montagna e la mancanza di facili vie di fuga esigono una pianificazione accurata, con massima attenzione alle previsioni meteo. In estate è indispensabile portare abbondante scorta d’acqua. L’itinerario può essere frazionato in due giorni, eventualmente pernottando al Rifugio Torre di Pisa o in uno dei bivacchi, oppure salendo dal versante della Val di Fiemme (abitato di Forno). Data la notevole lunghezza, non è realistico abbinare altre ferrate nella stessa giornata, ma la Val di Fiemme e la Val di Fassa offrono numerose alternative per i giorni successivi.
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