
Ferrata del Mangart
Mangart · Udine · Italy
Dati tecnici
- Difficoltà
- Moderatamente Difficile
- Stato
- aperta
- Distanza
- 10,5 km
- Durata totale
- 8 h 30 min
- Avvicinamento
- 2 h 30 min
- Tempo in ferrata
- 3 h
- Dislivello
- 710 m
- Coordinate
- 46.473195, 13.671243
Caratteristiche
Descrizione
Panoramica
La relazione illustra la salita al Mangart nelle Alpi Giulie, unendo la Ferrata Italiana e la Ferrata Slovena. L'itinerario parte dal versante italiano, culmina in vetta e scende lungo la via normale. Si tratta di un percorso di grande impegno, per lunghezza e dislivello, che offre un'esperienza alpinistica completa e panoramica, attraversando il confine di stato.
Avvicinamento
Il percorso inizia dal parcheggio presso i Laghi di Fusine in Valromana, accessibili da Tarvisio. Dal parcheggio si imbocca la strada sterrata verso sud, direzione Bivacco Nogara. Si proseguono ignorando le deviazioni per il Rifugio Zacchi (segnavia 512) e l'Alpe Vecchia (segnavia 513). Dopo circa 45 minuti di cammino, si abbandona la strada principale per svoltare a destra sul sentiero 517A, indicato per il bivacco. L'ambiente muta gradualmente: il sentiero risale con decisione nel bosco per poi aprirsi su un ampio ghiaione, da cui si staglia l'imponente parete della Ferrata Italiana al Mangart. Questo tratto di avvicinamento, continuo e sostenuto, porta al Bivacco Nogara a 1850 metri in circa 2 ore e 30 minuti.
Via Ferrata
L'itinerario prevede l'ascensione consecutiva delle due vie ferrate, seguite dalla discesa per la via normale.
Ferrata Italiana Dal Bivacco Nogara, in pochi metri si raggiunge l'attacco della via. L'ascesa inizia su placche e roccette in diagonale, con alcuni salti più impegnativi, per poi entrare in una fenditura rocciosa. All'interno di questa cavità, un cavo guida la risalita di un paio di balzi fino a un'apertura superiore.
Usciti dalla fenditura, ci si trova su una parete verticale con buoni appigli naturali, dove l'esposizione comincia a farsi percepire. Il percorso prosegue con un traverso gradonato verso sinistra, seguito dalla risalita di un primo colatoio dal fondo parzialmente instabile. Un successivo traverso, molto esposto, permette di aggirare uno spigolo e accedere a un secondo colatoio, meglio gradonato. Usciti da questo, ci si dirige a sinistra fino alla base di un camino, risalito sul lato sinistro con l'ausilio di staffe. Superato un breve canalino instabile, si conclude la prima metà della via.
Un breve tratto di sentiero di collegamento riconduce alle attrezzature, che portano su un terrazzino. Da qui ha inizio la salita di una parete verticale, piuttosto liscia, resa possibile da solide staffe metalliche. La morfologia della parete si evolve gradualmente, restringendosi fino a formare un diedro nella parte alta. Da una stretta cengia a sinistra si affronta il passaggio più iconico e esposto dell'intera via: una salita verticale di pochi metri con un paio di staffe conduce sotto un tetto roccioso, che si aggira a sinistra camminando su staffe sospese nel vuoto per raggiungere uno spigolo estremamente aereo. Si supera quindi una parete verticale ben attrezzata con pioli, per aggirare un nuovo tetto, questa volta da destra. Dopo un traverso a destra, si affronta un'ultima parete verticale simile alla precedente, risalita piegando gradualmente verso destra.
Un facile traverso a sinistra conduce a un tratto su pioli sospesi, per poi entrare nell'ultima sezione. Si percorre una breve rampa a sinistra e si sale una nuova parete che piega prima a sinistra e poi a destra. Guadagnata quota, si scende di pochi metri a sinistra per una cengia. Al suo termine, i cavi incrociano e si sale in diagonale sul bordo di una fessura. Dopo una breve discesa, si risale un esposto diedro e si compie un ultimo traverso esposto per aggirare uno spigolo. Il carattere della via diventa quindi più facile e appoggiato, concludendo la Ferrata Italiana in circa 1 ora e 30 minuti dall'attacco (4 ore totali dal parcheggio).
Collegamento e Ferrata Slovena Dalla fine della ferrata italiana, si scende in diagonale verso destra, entrando in Slovenia. Presso la Forcella Mangart si mantiene la sinistra, con una leggera discesa, fino a raggiungere l'attacco della Ferrata Slovena a 2240 metri (15 minuti di collegamento). La via slovena si sviluppa in due sezioni principali, offrendo un ritmo e un ambiente diversi. La prima parte risale una gola inizialmente sul lato sinistro, guadagnando quota con passaggi continui ma senza eccessive difficoltà tecniche. Raggiunta una larga cengia con sentiero, si affrontano successivi tratti verticali, rampe e traversi, alternati a brevi tratti su roccette e cenge non attrezzate. I passaggi verticali sono di media difficoltà e richiedono attenzione al fondo talvolta detritico. La progressione è più fisica e continua, meno spezzettata rispetto alla via italiana. Si giunge infine alla vetta del Mangart (2677 m) con la sua grande croce di legno, dopo circa 1 ora dalla ferrata slovena (circa 5 ore e 30 minuti totali).
Discesa
Dalla vetta si segue il sentiero inizialmente verso la cresta est, fino a incontrare un bivio a 2530 metri. Si imbocca a sinistra la via normale di discesa, che scende tra roccette e ghiaia aggirando la parete nord della montagna. I tratti più ripidi ed esposti sono attrezzati con cavi, ma non presentano difficoltà tecniche rilevanti. Dopo circa 1 ora si raggiunge un bivicio in territorio sloveno: si prosegue dritti verso la Forcella del Mangart, ignorando a destra la traccia per la Ferrata Italiana. Si attraversa il confine di stato e, seguendo le indicazioni, si imbocca il sentiero che scende ripido in un vallone misto di terra, sassi ed erba, diretto al Bivacco Nogara. Il sentiero, seppur ripido e a tratti sconnesso, non presenta difficoltà tecniche e consente una discesa spedita. Raggiunto il bivacco, si percorre a ritroso il sentiero di avvicinamento fino al parcheggio dei Laghi di Fusine, in circa 3 ore dalla vetta.
Note utili
L'itinerario è lungo e comporta un dislivello notevole, richiedendo un ottimo allenamento fisico. Le due ferrate presentano caratteristiche distinte: la Ferrata Italiana è verticale ed esposta, con abbondante uso di staffe e pioli, e può essere considerata di media difficoltà, particolarmente impegnativa nei suoi passaggi aerei. La Ferrata Slovena è generalmente più appoggiata, sviluppandosi per lunghi tratti in un colatoio e risultando ben arrampicabile, sebbene richieda attenzione alla roccia levigata. In base alla stagione, l'attacco della ferrata slovena può presentare un ampio tratto innevato, richiedendo particolare cautela e una valutazione attenta delle condizioni. È indispensabile la consueta attrezzatura da ferrata completa (imbragatura, dissipatore, casco) e un'adeguata preparazione.
Traccia e meteo
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Immagini
FAQ
Quanto è difficile la Via Ferrata?
La difficoltà indicata per Ferrata del Mangart è Moderatamente Difficile.
Quanto dura?
La durata totale indicata è circa 8 h 30 min.
Quanto è lunga?
Il percorso misura circa 10,5 km.
Dove si trova?
Ferrata del Mangart si trova in zona Udine, Italy.
Attrezzatura e sicurezza
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Video
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