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via ferrata Ferrata del Porton
apertaModeratamente Difficile

Ferrata del Porton

Dolomiti delle Pale di San Martino · Trento · Italy

Dati tecnici

Difficoltà
Moderatamente Difficile
Stato
aperta
Distanza
12,3 km
Durata totale
8 h
Avvicinamento
2 h 30 min
Tempo in ferrata
1 h 30 min
Dislivello
280 m
Coordinate
46.264421, 11.804915

Caratteristiche

Caratteristiche FerrataScaleItinerario lungoFunivia all'andata

Descrizione

Normale

Panoramica

La Ferrata del Porton è un itinerario verticale storico, incastonato nel settore meridionale delle Dolomiti di San Martino, nel gruppo delle Pale. Questo anello impegnativo prende avvio dalla stazione a monte della funivia Col Rosetta, si snoda con un lungo avvicinamento verso il Rifugio Pradidali, culmina nell’ascesa attrezzata alla Forcella Porton e si conclude con un rientro altrettanto articolato. Il dislivello assoluto non è estremo, ma la considerevole estensione del percorso e la resistenza richiesta lo classificano come un’escursione da valutare con attenzione, adatta ad escursionisti esperti e ben allenati. Il carattere dell’itinerario è prevalentemente fisico, con lunghi tratti di marcia e una ferrata che impone una progressione continua e sostenuta.

Avvicinamento

L’accesso avviene dal parcheggio della funivia Col Verde a San Martino di Castrozza, in Trentino, ben collegato dalla Val di Fiemme via Passo Rolle o dalla Strada Statale 50. Dalla stazione a monte sotto il Col Rosetta (2633 m), un agevole sentiero in discesa conduce al Rifugio Rosetta Pedrotti (2581 m). Da qui si imbocca il sentiero 702 verso sud, con una prima salita moderata verso il Passo di Val di Roda, seguita da una lunga e regolare discesa a tornanti nel vallone tra la Cima Rosetta e la Croda di Roda. Il tracciato piega poi a est, aggirando la Croda di Roda e costeggiando il versante orientale della Pala di San Martino su un sentiero ampio e panoramico. Al bivio successivo si lascia il 702 per mantenere in quota il sentiero 715 per il Rifugio Pradidali. Questo tratto, dopo aver superato la Pala di San Martino, diventa più tecnico, sviluppandosi su cenge rocciose e passaggi esposti, alcuni dei quali attrezzati con cavi; la massima attenzione è d’obbligo in caso di roccia bagnata o neve residua, frequente anche in stagione avanzata per l’esposizione a nord. Proseguendo in costante salita si guadagna il Passo di Ball (2443 m), raggiunto in circa 1 ora e 45 minuti dalla funivia. Ignorando la traccia per Forcella Stephen (accesso al Sentiero Attrezzato Gusella), si scende a destra sul sentiero 715 lungo un vallone fino al Rifugio Pradidali (2278 m), situato in una splendida conca dominata dalla Cima Canali; il tempo totale dall’inizio è di circa 2 ore. Dal rifugio si segue il sentiero 739 verso ovest in direzione della Forcella del Porton, con un tratto iniziale in leggera salita seguito da una ripida e talvolta esposta discesa nel Vallone Pradidali. La discesa conduce all’attacco della ferrata sulle pareti orientali di Cima Ball, raggiunto in circa 30 minuti dal rifugio (2 ore e 30 minuti totali). L’avvicinamento alterna tratti veloci a passaggi più tecnici, preparando gradualmente all’ambiente verticale.

Via Ferrata

Dopo i primi metri orizzontali attrezzati, la via si impone con una lunga e continua successione di solide staffe metalliche che risalgono una placca compatta. Segue un traverso esposto ma non difficile, attrezzato con cavo e alcuni pioli, che si percorre in diagonale su una cengia discontinua. Dopo una breve discesa, si affronta un’altra parete attrezzata con staffe. Superata questa sequenza si raggiunge una stretta cengia verso sinistra, poi una nuova placca verticale attrezzata con staffe che, nella parte alta, piega a sinistra. Aggirato uno spigolo, si percorre un altro traverso in diagonale prima di incontrare una nuova serie di staffe che salgono in verticale; da qui si gode di un bellissimo scorcio sul Rifugio Pradidali e sulla quota guadagnata. Terminato il traverso, si sale su staffe esposte per poi seguire il profilo della roccia in diagonale con passaggi radenti ma non difficili. La salita prosegue con una nuova serie di staffe in leggero strapiombo, considerato il passaggio fisicamente più impegnativo della via, dove la resistenza muscolare è sollecitata più della tecnica. Si prosegue in diagonale verso un altro salto verticale; superatolo e aggirato uno spigolo, si scorge il canalone da risalire per raggiungere la forcella. Si affronta ora un breve tratto di discesa attrezzata su roccia leggermente strapiombante, da percorrere con decisione per non affaticare inutilmente le braccia. Raggiunto il canalone detritico, lo si risale seguendo la traccia fino a notare, sulla sinistra, un bollo rosso che segna la ripresa delle attrezzature. Si percorrono alcune roccette in diagonale e ci si trova di fronte a una solida scala metallica di circa 8 metri. La si risale uscendo a destra su un traverso diagonale attrezzato con staffe e pioli. Con gli ultimi metri di salita si guadagna il caratteristico intaglio di Forcella Porton (2460 m). Il tempo di percorrenza della ferrata è di circa 1 ora e 30 minuti dall’attacco (circa 2 ore e 15 minuti dal Rifugio Pradidali, per un totale di circa 4 ore e 45 minuti dall’inizio dell’escursione). La ferrata si sviluppa come una sequenza ritmica di gradoni verticali e traversi, offrendo un’esperienza continua e molto panoramica.

Discesa

Dalla Forcella Porton inizia il lungo rientro. Si presenta subito un bivio cruciale: si può scendere per il sentiero 739B verso la Val Vecia, affrontando la Ferrata della Vecia e raggiungendo l’innesto sul sentiero 713 in circa 40 minuti. In alternativa, si può scendere al Rifugio Madonna del Velo (2358 m) in circa 1 ora, percorrendo la Ferrata del Velo; dal rifugio, rimanendo sul sentiero 713, con moderata pendenza ci si ricongiunge all’opzione precedente in circa 1 ora e 30 minuti. Indipendentemente dalla scelta, una volta sul sentiero 713 si prosegue fino al rudere di Malga Sopra Ronz. Qui, restando sulla strada forestale (segnavia 22), si continua in falsopiano verso nord. Dopo circa 20 minuti si seguono i segnavia 724 e poi 702 per tornare al parcheggio della funivia. Il tempo di discesa da Forcella Porton è di circa 3 ore, per un tempo totale dell’anello di circa 8 ore. La discesa è un percorso articolato, con possibili varianti tecniche, che richiede ulteriore attenzione alla pianificazione e alla gestione della fatica.

Note utili

La Ferrata del Porton è complessivamente di difficoltà moderata. La progressione è molto facilitata dalla presenza di numerose staffe metalliche nei punti più verticali, che ne fanno una salita fisica più che tecnica. Tuttavia, meritano particolare attenzione tre passaggi specifici: il traverso esposto, il tratto di discesa su roccia strapiombante e la risalita del canalone detritico. L’itinerario richiede un buon allenamento fisico, sia per la ferrata stessa – che si sviluppa come una lunga serie di gradoni verticali – sia per l’avvicinamento e il rientro, entrambi lunghi e con dislivelli significativi. Attenzione ai canaloni, specialmente quello sotto Forcella Porton e quelli poco prima dell’attacco: essendo chiusi tra le alte pareti di Cima Ball e rivolti a nord, possono trattenere neve anche in stagione inoltrata, trasformando il passaggio. Nella parte alta della via, alcuni canali risalgono zone con terreno detritico e instabile, richiedendo prudenza nella scelta degli appoggi. Per la cartografia, si consiglia una mappa dettagliata del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino. L’ambiente è tipicamente dolomitico, con roccia solida ma soggetta a formazione di ghiaccio nelle fessure.

Traccia e meteo

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Immagini

FAQ

Quanto è difficile la Via Ferrata?

La difficoltà indicata per Ferrata del Porton è Moderatamente Difficile.

Quanto dura?

La durata totale indicata è circa 8 h.

Quanto è lunga?

Il percorso misura circa 12,3 km.

Dove si trova?

Ferrata del Porton si trova in zona Trento, Italy.

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