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via ferrata Ferrata della Falconera
apertaDifficile

Ferrata della Falconera

Monte Tovo · Vercelli · Italy

Dati tecnici

Difficoltà
Difficile
Stato
aperta
Distanza
4,8 km
Durata totale
3 h
Avvicinamento
20 min
Tempo in ferrata
2 h
Dislivello
300 m
Coordinate
45.808423, 8.270542

Caratteristiche

Ponti sospesiAvvicinamento corto

Descrizione

Normale

Panoramica

La Ferrata della Falconera è un percorso moderno e atletico che si sviluppa su una parete verticale sopra Varallo, in provincia di Vercelli. La sua natura impegnativa e fisicamente dispendiosa, con esposizione marcata e tratti strapiombanti, la rende adatta esclusivamente ad escursionisti esperti e in ottime condizioni fisiche. La presenza di passaggi che tendono a sbilanciare verso l'esterno rende l'utilizzo di una longe o di un rinvio fortemente consigliato per una progressione in sicurezza.

Avvicinamento

L'itinerario inizia a Varallo. Giunti in paese, si parcheggia nel vasto spazio vicino alla casa di riposo "Casa Serena". Dall'area di sosta, si attraversa la strada per imboccare una mulattiera segnalata da una bacheca informativa dedicata alla ferrata. La salita nel bosco richiede circa dieci minuti, fino a un bivio dove si prosegue a mezzacosta su un sentiero che conduce a un breve tratto attrezzato, raggiungendo infine il cartello d'inizio della Ferrata della Falconera (circa 20 minuti dal parcheggio). L'attacco è caratterizzato da una morfologia iniziale a cengia, con rocce compatte. Nelle immediate vicinanze è stata collocata una panchina utile per indossare l'imbrago, ma si raccomanda estrema prudenza per il rischio di caduta sassi. È quindi consigliabile indossare il casco, e possibilmente tutta l'attrezzatura, già dalla partenza.

Via Ferrata

Dall'attacco ci si sposta per un paio di metri in orizzontale verso destra, per poi risalire una prima parete di rocce ben appoggiate che piega progressivamente a destra. L'ambiente è subito verticale, con roccia solida che permette una progressione continua. In breve tempo si incontrano numerose staffe che facilitano la salita in verticale, regalando rapidamente quota ed esposizione e offrendo un primo assaggio di un lieve strapiombo. Si giunge quindi a un traverso verso destra, dapprima orizzontale e poi diagonale, noto come il "Traverso della Chiappa Tremante". Questo passaggio, sviluppato su una cengia esposta, richiede attenzione al movimento. Superato questo tratto si approda a una cengia più ampia, che costeggia la "Grotta del Fico" e conduce sotto una prima parete verticale più impegnativa. La salita prosegue su una placca in direzione di un tetto roccioso. Sotto questo tetto, con funi su entrambi i lati, lo si aggira a sinistra in un breve tratto che ricorda un diedro. Da qui, su quella che viene chiamata "Cengia dei 4000", si gode di un magnifico panorama verso i Quattromila nelle giornate limpide. Questo settore offre un momento di progressione più orizzontale e panoramico.

L'esposizione si fa ora notevole. Si raggiunge la "Cengia della Campana", caratterizzata da una campanella metallica, che si percorre verso destra per posizionarsi sotto una parete verticale. Il ritmo dell'itinerario diventa più fisico e sostenuto. Qui si affrontano i due passaggi più impegnativi dell'intera via. Si risale la parete fino a un primo tetto molto spanciante, che richiede agilità e un cambio moschettone rapido per non affaticare eccessivamente le braccia. Il passaggio, seppur breve (circa due metri), è esposto e faticoso. Superatolo, si continua in verticale seguendo i pioli per incontrare quasi subito un secondo tetto simile, che però presenta un marcato sbandieramento verso l'esterno. Anche questo viene superato con grande esposizione e sforzo fisico, prima di concludere l'ascesa di questa lunga e dura parete. Un terrazzino panoramico offre un meritato punto di sosta per riprendere fiato e ammirare il paesaggio. Per i due tratti strapiombanti menzionati, una longe può rivelarsi di grande aiuto. Questa sezione rappresenta il cuore atletico e tecnico del percorso.

La salita prosegue su un paio di pareti più semplici, per poi imboccare un tratto gradonato di cresta, alternativamente roccioso ed erboso, che conduce al ponte sospeso "Via col Vento". Questo ponte, a quattro corde e relativamente stabile, è simile ad altre strutture dell'Alto Piemonte (come sulla Ferrata Detomasi a Cimalegna); le funi intrecciate possono rendere la progressione un po' macchinosa, richiedendo di scavalcarle in alcuni punti. È comunque possibile attraversarlo utilizzando solo due corde, come un classico ponte tibetano. Oltre il ponte, un facile ma esposto traverso orizzontale a destra introduce agli ultimi passaggi. Si sale un'ultima parete verticale, si affrontano alcune roccette e un paio di balzi rocciosi, arrivando infine alla "Cresta del Traguardo". Questa, dopo alcuni facili ma ben protetti passaggi, segna il termine della salita vera e propria, in corrispondenza del libro delle firme. Il tempo di percorrenza della ferrata è di circa 2 ore dall'attacco (2 ore e 20 minuti totali dall'auto). Il carattere del percorso è prevalentemente verticale, con un finale aereo su cresta.

Discesa

La discesa più diretta per tornare a Varallo prevede di seguire il Sentiero 636C in direzione nord-est, per poi imboccare il 636B verso il Laghetto di Scarpia. Giunti al lago, si scende lungo il sentiero 636 che riporta a Varallo (circa 40 minuti dalla fine della ferrata, per un totale di 3 ore dall'inizio dell'escursione). Lungo il percorso di rientro, a meno di 10 minuti dalla fine della ferrata, sono disponibili tre tavoli in pietra per una eventuale sosta e ristoro. Il sentiero di discesa si svolge in un ambiente boschivo, offrendo un netto contrasto con l'esposizione appena vissuta.

Note utili

La Ferrata della Falconera è ottimamente attrezzata e si caratterizza più per l'impegno atletico che per difficoltà tecniche estreme. Il dislivello è notevole e i due passaggi chiave sono fisicamente ostici, ma la progressione è sempre ben guidata dai cavi, riducendo la necessità di vera e propria arrampicata. L'esposizione è elevata e costante per tutto il percorso, con uno sviluppo prevalentemente verticale su roccia compatta. Un dettaglio utile per la sicurezza è che i fittoni sono numerati, facilitando la localizzazione in caso di emergenza.

Una caratteristica unica nel panorama italiano è la presenza di un impianto di illuminazione notturna, attivo generalmente il sabato sera e in prossimità di alcune festività (giornate e orari specifici sono consultabili su materiale dedicato). Tuttavia, anche in caso di utilizzo notturno, è indispensabile una torcia frontale per il ripido sentiero di rientro. Per affrontare al meglio i tratti più difficili, può essere utile consultare una guida su come simulare una sosta in sicurezza lungo una via ferrata. L'esperienza è prevalentemente fisica, con momenti tecnici concentrati negli strapiombi.

Per chi desidera prolungare l'attività, un naturale proseguimento è la vicina Ferrata del Partusac, il cui attacco si trova lungo il sentiero di rientro. In zona, altre interessanti alternative sono la Ferrata dei Picasass sul Lago Maggiore (circa un'ora di auto) o le ferrate biellesi come la Ferrata della Balma, la Ferrata Nito Staich o il Sentiero Attrezzato dell'Infernone.

Traccia e meteo

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Immagini

FAQ

Quanto è difficile la Via Ferrata?

La difficoltà indicata per Ferrata della Falconera è Molto Difficile.

Quanto dura?

La durata totale indicata è circa 3 h.

Quanto è lunga?

Il percorso misura circa 4,8 km.

Dove si trova?

Ferrata della Falconera si trova in zona Vercelli, Italy.

Attrezzatura e sicurezza

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Video

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