
Dati tecnici
- Difficoltà
- Facile
- Stato
- aperta
- Distanza
- 20 km
- Durata totale
- 7 h 30 min
- Avvicinamento
- 2 h
- Tempo in ferrata
- 20 min
- Dislivello
- 1277 m
- Coordinate
- 46.255349, 11.811506
Caratteristiche
Descrizione
Panoramica
La Ferrata della Vecia è un itinerario attrezzato di sviluppo verticale, caratterizzato da un’abbondante dotazione di staffe che ne facilita la progressione. Situata nel settore centrale delle Pale di San Martino, funge tipicamente da raccordo all’interno dei circuiti alpinistici che gravitano attorno alla Forcella del Porton. Il percorso qui presentato, di impegno considerevole, disegna un anello completo con partenza e arrivo a San Martino di Castrozza. Prevede la salita della Ferrata della Vecia, il successivo collegamento lungo il Sentiero Attrezzato Gusella fino alla Forcella Stephen, e il rientro transitando per il Passo di Ball.
Avvicinamento
L’accesso all’itinerario ha inizio a San Martino di Castrozza, lungo la strada per l’Hotel Maso Col. Poco prima della struttura, sul lato destro, si trova una bacheca informativa in legno che segnala l’attacco del sentiero 721; è opportuno parcheggiare nelle immediate adiacenze. Il tracciato si snoda dapprima tra ampi prati pascolivi, per poi immergersi nel fitto del bosco. È essenziale mantenersi costantemente sul sentiero 721 per il Rifugio del Velo, tralasciando ogni deviazione per Malga Civerteghe. Dopo aver guadato il letto di un torrente, la pendenza aumenta e il sentiero procede in traverso a mezzacosta, lambendo le imponenti pareti rocciose del circo. Dopo circa due ore di cammino si esce dalla copertura boschiva; superato un breve tratto su detriti mobili, si raggiunge sulla sinistra l’evidente deviazione che conduce all’attacco della Ferrata della Vecia.
L’avvicinamento offre una graduale immersione nell’ambiente dolomitico, alternando tratti ariosi a passaggi più raccolti nel bosco. La progressione è continua ma non eccessivamente ripida, permettendo un riscaldamento fisico adeguato prima dell’impegno tecnico vero e proprio. La morfologia del terreno cambia sensibilmente avvicinandosi alla base della ferrata, dove i pascoli lasciano il posto a pendii detritici dominati dalle alte pareti.
Via Ferrata
L’attacco della ferrata si presenta con una serie di placche verticali, densamente equipaggiate con staffe e cambre che consentono una progressione sicura nonostante l’immediata esposizione. Si esegue un agevole traverso verso destra per guadagnare quota, per poi piegare decisamente a sinistra lungo una marcata rampa rocciosa. Si affronta quindi un’ulteriore parete di simile conformazione, seguita da un traverso orizzontale su ottimi appoggi. Ci si ritrova così alla base delle ultime due placche, superate senza difficoltà, per concludere su facili roccette. Il tratto attrezzato vero e proprio ha una durata di circa venti minuti.
La ferrata si sviluppa interamente su roccia solida e compatta, tipica delle Dolomiti, offrendo un arrampicata di stampo verticale ma resa fluida dall’equipaggiamento. Il ritmo è sostenuto e continuo, senza soste obbligate, caratterizzato da brevi tratti verticali alternati a passaggi più orizzontali che permettono di recuperare il fiato. L’esposizione è costante e il panorama si apre progressivamente verso la sottostante valle.
Si sbuca quindi sul sentiero 739B, che risale in modo ripido e ben tracciato verso l’evidente Forcella del Porton. Poco prima della forcella, si incontra un bivio non segnalato: a destra si può optare per un rientro più rapido verso la Ferrata del Velo e il suo rifugio, mentre l’itinerario prosegue a sinistra in salita. In pochi minuti si arriva a un altro bivio, proprio sotto la Forcella del Porton. Qui si imbocca a sinistra il Sentiero Attrezzato Gusella, che in circa un’ora e mezza, passando sotto la maestosa Cima Ball, conduce alla Forcella Stephen.
Questo tratto di collegamento è un sentiero alpinistico che si sviluppa prevalentemente su cenge e canalini, mantenendo una quota elevata. Il percorso è tecnicamente meno impegnativo della ferrata ma richiede attenzione per l’esposizione e alcuni passaggi su terreno instabile. Offre una progressione ritmica e panoramica, con viste continue sul gruppo delle Pale.
Discesa
Dalla Forcella Stephen, punto culminante dell’itinerario, ha inizio la lunga discesa. La prima tappa è il Passo di Ball, raggiungibile in circa tre quarti d’ora attraverso ripidi tratti attrezzati. Dal passo, ignorando la deviazione per il Rifugio Pradidali a destra, si prosegue a sinistra scendendo nel vasto e impressionante vallone racchiuso tra la Pala di San Martino e la Cima Val di Roda. Questo settore presenta alcune cenge esposte, protette da cavi metallici. Si percorre l’intero vallone fino a un bivio segnalato: proseguendo diritto si va verso il Rifugio Pedrotti e la funivia, mentre si prende a sinistra il sentiero 702. Questo, in ripida discesa, riconduce infine alla stradina di partenza presso San Martino di Castrozza, completando l’anello.
La discesa è la fase più lunga e fisicamente impegnativa dell’intero circuito. Il primo tratto dalla forcella al Passo di Ball è tecnico e richiede concentrazione. La successiva discesa nel vallone è invece caratterizzata da un ritmo più monotono e continuo su pietraia e sentiero ripido, con brevi interruzioni sui passaggi attrezzati delle cenge. L’ambiente è grandioso e severo, dominato dalle alte pareti che circondano il canalone.
Note utili
La Ferrata della Vecia, considerata singolarmente, è principalmente un collegamento e trova la sua massima logica se integrata in circuiti più ampi come quello proposto, che risulta molto coerente. È fondamentale massima attenzione al pericolo sassi data la verticalità della via, e prudenza nell’incrocio con eventuali escursionisti in discesa. Per la cartografia, si consiglia una mappa dettagliata del Parco Naturale Paneveggio e Pale di San Martino. La ferrata si presta bene a essere abbinata, in itinerari di uno o più giorni, ad altre classiche attrezzate del gruppo, come la Ferrata del Porton, la Ferrata del Velo, la Bolver Lugli o la Gabitta d’Ignoti.
L’itinerario nel suo complesso è di carattere prevalentemente alpinistico, che unisce un breve ma intenso tratto di arrampicata a un lungo percorso di traversata ad alta quota. La componente panoramica è eccezionale e costante, mentre l’impegno fisico è rilevante, soprattutto nella lunga discesa finale. La coerenza del circuito risiede nella varietà degli ambienti attraversati: dalla ferrata verticale, alle cenge del Gusella, fino al canalone di rientro.
Traccia e meteo
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Immagini
FAQ
Quanto è difficile la Via Ferrata?
La difficoltà indicata per Ferrata della Vecia è Facile.
Quanto dura?
La durata totale indicata è circa 7 h 30 min.
Quanto è lunga?
Il percorso misura circa 20 km.
Dove si trova?
Ferrata della Vecia si trova in zona Trento, Italy.
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