
Ferrata delle Taccole al Baldo
Monte Baldo · Verona · Italy
Dati tecnici
- Difficoltà
- Difficile
- Stato
- aperta
- Distanza
- 11 km
- Durata totale
- 7 h 30 min
- Avvicinamento
- 3 h
- Tempo in ferrata
- 45 min
- Dislivello
- 164 m
- Coordinate
- 45.71949, 10.85541
Caratteristiche
Descrizione
Panoramica
La Ferrata delle Taccole rappresenta un itinerario di elevato impegno che si sviluppa sul versante del Monte Baldo, con l'obiettivo di raggiungere la Vetta delle Buse. Si tratta di un percorso fisicamente atletico e tecnicamente esposto, che richiede una solida preparazione e dimestichezza con la verticalità, nonostante la lunghezza contenuta e un dislivello non estremo. L'ambiente è caratterizzato da placche lisce e fessure strette, che conferiscono un carattere prevalentemente fisico e di resistenza. Un aspetto cruciale è il canalino di accesso, un canale detritico e instabile che può trattenere neve residua anche all'inizio dell'estate, aggiungendo un'ulteriore variabile tecnica all'approccio.
Avvicinamento
La pianificazione dell'accesso alla Ferrata delle Taccole è condizionata dall'operatività dell'impianto di risalita che collega Prada a Costabella. Se attivo, questo permette di risparmiare notevole energia. In alternativa, è necessario guadagnare il Rifugio Telegrafo a 2200 metri. Due sono i sentieri principali per raggiungerlo.
Il primo è il Sentiero CAI 657, che parte da un ampio spiazzo presso un tornante della provinciale. È un tracciato privo di esposizione, che in circa due ore e mezza conduce a Punta Sascaga, nelle adiacenze del rifugio, con un andamento regolare e sostenuto. La seconda opzione, più diretta ma impegnativa, è il Sentiero CAI 652 (Sentiero Bovi), noto per i suoi tratti ripidi e aerei su roccette e cenge, che raggiunge Punta Telegrafo in circa un'ora e quarantacinque minuti. La strada di servizio per l'accesso a questo secondo sentiero è spesso interdetta nel periodo invernale.
Indipendentemente dalla scelta, la meta intermedia è una sella posta poco sotto la Vetta delle Buse, dove è fissata la targa d'inizio. Da qui si scende brevemente verso ovest per un canalino ripido e instabile, un canale detritico che segna la transizione verso l'ambiente verticale e conduce all'attacco vero e proprio della via ferrata.
Via Ferrata
L'itinerario si apre in modo caratteristico con l'ingresso in un camino roccioso. I primi metri sfruttano appigli naturali, ma la progressione richiede presto l'uso di maniglie e staffe metalliche, obbligando a una attenta lettura della sequenza. La fessura, sviluppandosi in verticale, si restringe progressivamente accentuando la sensazione di esposizione, fino a sbucare su un terrazzino. Si superano gli ultimi metri del camino e si esce su un ammasso di massi, uno dei quali particolarmente sporgente, da risalire per poi traversare a destra lungo una cengia esposta.
Questa cengia conduce alla base di una lunga placca liscia e ripida. Il cavo corre parallelo a una fessura che fornisce gli unici appigli naturali affidabili, mentre la superficie della placca è levigata e poco concedente. La progressione diventa intensa e continua, coadiuvata da staffe poste su entrambi i lati della corda. Nella parte alta della placca si incontra un passaggio atletico che richiede di uscire dalla fessura, facilitato da una staffa verticale collocata in alto. Dopo un breve traverso a sinistra, si affronta un diedro attrezzato con staffe su entrambi i lati, seguito da un tratto breve ma strapiombante che conduce a un terrazzino, punto ideale per una sosta.
L'ultimo settore inizia con una parete simile alle precedenti, per poi immettere il ferratista in una fessura a volte umida e fredda. Qui si susseguono due tratti leggermente strapiombanti che richiedono di fare forza sul cavo, data la pressoché totale assenza di appigli naturali. Superato il secondo strapiombo, la fessura si stringe ulteriormente fino a costringere a uscirne lateralmente, in un movimento che può richiedere una tecnica a "lolotte" per i primi metri. Usciti dalla costrizione, pochi ultimi metri di placca conducono a un sentiero terroso e, dopo alcuni balzi rocciosi, al libro di vetta che segna il termine della ferrata. Il ritmo è sostenuto e il tempo di percorrenza stimato per la via è di circa 45 minuti.
Discesa
Dalla conclusione della Ferrata delle Taccole, si scende lungo un marcato sentiero fino a intercettare il Sentiero CAI 658. A questo bivio, la direzione da intraprendere dipende dal proprio itinerario di salita: svoltando a sinistra ci si dirige verso il Rifugio Telegrafo e la discesa ai parcheggi; svoltando a destra ci si avvia verso la stazione a monte della funivia di Costabella.
Note utili
Questa via ferrata sul Monte Baldo è un itinerario a carattere prevalentemente atletico e di resistenza, con scarse opportunità per un'arrampicata pura e tecnica. La roccia, calcarea e compatta, è levigata dall'erosione e offre appigli naturali significativi solo in corrispondenza di spigoli e fessure. Le numerose staffe metalliche facilitano la progressione, ma gli intervalli tra di esse possono essere impegnativi, rendendo a volte necessario un deciso utilizzo del cavo per procedere. È una ferrata che mette alla prova la forza continua e la gestione dell'esposizione, soddisfacendo gli escursionisti tecnici più esperti. Il panorama dalla Vetta delle Buse è magnifico, spaziando a perdita d'occhio sul Lago di Garda e sulle catene montuose circostanti.
L'utilizzo della funivia, ove disponibile, trasforma radicalmente l'impegno della giornata, riducendo il dislivello da affrontare e permettendo potenzialmente di abbinare altri percorsi nelle vicinanze.
Traccia e meteo
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Immagini
FAQ
Quanto è difficile la Via Ferrata?
La difficoltà indicata per Ferrata delle Taccole al Baldo è Difficile.
Quanto dura?
La durata totale indicata è circa 7 h 30 min.
Quanto è lunga?
Il percorso misura circa 11 km.
Dove si trova?
Ferrata delle Taccole al Baldo si trova in zona Verona, Italy.
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