
Ferrata Eterna alla Marmolada
Marmolada · Belluno · Italy
Dati tecnici
- Difficoltà
- Difficile
- Stato
- aperta
- Distanza
- 7,6 km
- Durata totale
- 6 h
- Avvicinamento
- 1 h
- Tempo in ferrata
- 3 h 15 min
- Dislivello
- 462 m
- Coordinate
- 46.45281, 11.88823
Caratteristiche
Descrizione
Panoramica
La Ferrata Eterna, dedicata alla Brigata Cadore, è un itinerario alpino di grande impegno che dal Passo Fedaia si sviluppa verso Punta Serauta. La salita, lunga e articolata, combina una notevole varietà di passaggi tecnici in un ambiente severo d'alta quota, richiedendo ottima preparazione fisica e solida esperienza in vie ferrate. La meta finale è l'area del Serauta, sede del Museo della Grande Guerra, in un contesto di forte rilevanza storica. Per il rientro è contemplata, tra le opzioni, la possibilità di scendere dal Ghiacciaio della Marmolada.
Avvicinamento
L'itinerario inizia al Passo Fedaia, raggiungibile sia da Canazei (Trento) che da Malga Ciapela (Belluno). Parcheggiata l'auto nei pressi del Rifugio Fedaia, sulla sponda veneta del lago, si seguono le indicazioni presso il rifugio dirigendosi verso la pista da sci in direzione della Marmolada. Poco dopo, un cartello e successivi segni su roccia indicano di lasciare il sentiero principale per risalire un ampio ghiaione verso una evidente cresta rocciosa, seguendo le tracce di bolli rossi e segnavia bianco-rossi. L’attacco della via ferrata si trova a 2460 metri di quota, dopo circa un'ora di cammino dal Passo Fedaia.
Via Ferrata
La progressione inizia con una parete affrontata in diagonale, sfruttando buoni appoggi. Il tracciato si sviluppa su una roccia compatta ma non omogenea, con placche e fessure che richiedono un'attenzione costante al movimento. Superata questa prima sezione, un traverso esposto verso sinistra aggira uno spigolo, portando a un passaggio in diagonale discendente. Questo tratto, dove la roccia può risultare umida e poco aderente, alterna brevi tratti verticali a traversi orizzontali molto esposti, sollecitando intensamente la parte superiore del corpo e richiedendo una buona dose di controllo. Si raggiunge infine un terrazzino che offre un momento di pausa e una bella vista sul Lago Fedaia, consapevoli di aver superato la sezione più tecnica.
Il cavo riparte in verticale con alcuni zig-zag, in una salita che alterna placchette a brevi tratti verticali su roccia più arrampicabile e ricca di appigli rispetto all'inizio. L'ambiente qui diventa più aereo, con il panorama che inizia ad aprirsi sulle vette circostanti. Usciti da questo settore si completa la prima sezione della ferrata, dopo circa 30 minuti dall'attacco (totale 1h 30'). Da qui si gode di un ampio panorama che spazia da Porta Vescovo al Gruppo Sella.
Inizia la seconda, lunga sezione intermedia, che risale il grande lastrone di Punta Serauta. Il ritmo cambia: si alternano tratti su ghiaione a pendenza moderata e passaggi su ampia placconata, senza particolari difficoltà tecniche ma con un impegno fisico costante dovuto al dislivello continuo. La pendenza aumenta gradualmente fino a un balzo più pronunciato, preludio alla fine del tratto intermedio e all'inizio della parte finale.
La terza sezione si apre con una breve cengia verso destra che, in leggera discesa, conduce a una forcella. Da qui si risale sul versante opposto in un passaggio adrenalinico. Si prosegue con un traverso in forte esposizione, seguito da un tratto verticale che permette di risalire uno spigolo e guadagnare la cresta. Ha inizio ora un aereo tratto di cresta con precipizi su entrambi i lati. Il percorso procede senza grosse difficoltà tecniche lungo la cresta, che a tratti si allarga in una cengia più comoda sotto il filo. L'esposizione è costante e il ritmo è scandito da una serie di sali e scendi tra brevi salti verticali e traversi, che incidono sulla stanchezza man mano che ci si avvicina alla stazione a monte degli impianti di risalita per il Rifugio Serauta.
Si procede sul filo di cresta fino a un'insenatura, raggiunta dopo un bel tratto in discesa esposta da non sottovalutare. Si risale quindi sul versante opposto su uno spallone roccioso attrezzato, alternando brevi passaggi sul versante orientale a un proseguo principalmente sul versante occidentale, a fianco del Ghiacciaio della Marmolada e delle funivie. La progressione si mantiene vicina al filo di cresta, inizialmente stretto e affilato, poi più ampio e meno esposto.
A causa della lunghezza e dell'esposizione complessive, gli ultimi tratti in discesa risultano di difficoltà sostenuta e richiedono piede fermo e massima attenzione. Si scendono alcune roccette, un camino e un traverso. Dopo aver perso ulteriore quota su altre roccette, si risale momentaneamente un camino ben appigliato, per poi proseguire in salita su una lunga rampa inclinata che riporta in cresta. Si affronta quindi una ripida placca inclinata, dove la progressione si basa principalmente sull'aderenza degli scarponi, aiutata da alcuni nuovi infissi affiancati a quelli del vecchio tracciato. Dopo un breve tratto di collegamento, un camino attrezzato con una serie di staffe metalliche facilita notevolmente il passaggio, ponendo fine alle difficoltà tecniche.
Percorriamo gli ultimi metri lungo una cengia in direzione della Zona Sacra del Serauta, area che durante la Grande Guerra ospitò un avamposto italiano strenuamente difeso. Qui è possibile visitare resti di vedette, gallerie, trincee e camminamenti, ricchi di testimonianze storiche, nonché il museo presso il Rifugio Serauta, punto di arrivo della ferrata. Il tempo di percorrenza dalla partenza è di circa 4 ore e 15 minuti, di cui 3 ore e 15 minuti sulla via attrezzata.
Discesa
Per il rientro al Passo Fedaia esistono due principali opzioni. La prima prevede di scendere a Malga Ciapela utilizzando gli impianti di risalita; da lì si dovrà risalire al passo tramite autobus o autostop. La seconda opzione consiste nella discesa dal Ghiacciaio della Marmolada, mantenendosi sul versante sud-est per raggiungere le piste da sci. Questa variante, che richiede ramponi e piccozza, deve tenere conto della variabile presenza di crepacci e del rischio di nebbia, fattori che possono complicare l'orientamento. Si segnala che al 2023 questa opzione potrebbe essere interdetta a causa delle condizioni del ghiacciaio. Un'ulteriore possibilità, al momento sconsigliata per il fatiscente stato delle attrezzature, sarebbe la discesa per la vecchia Ferrata Pontura verso Malga Ciapela, in attesa di lavori di ripristino.
Note utili
La Ferrata Eterna è un'escursione di lunga durata e grande impegno, che si sviluppa in un ambiente maestoso e severo. I suoi tre tratti presentano caratteristiche distinte: il primo è il più tecnico, con passaggi su roccia varia e spesso esposta; il secondo è il più faticoso per il dislivello continuo su placca e ghiaione; il terzo è il più esposto e vario, con la lunga e aerea cresta finale. La somma di questi elementi rende la via molto impegnativa sul piano fisico e mentale, pur non presentando singoli passaggi di difficoltà tecnica estrema. La stanchezza accumulata è un fattore cruciale da considerare, data l'assenza di vie di fuga, ed è quindi fondamentale affrontarla in ottime condizioni fisiche. Per lo stesso motivo, è assolutamente sconsigliato intraprenderla con meteo incerto o instabile. Dal Rifugio Serauta (2950 m) è possibile, per chi lo desidera, salire al Monte Serauta (3069 m) per un sentiero esposto ma non difficile, parzialmente attrezzato.
Traccia e meteo
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Immagini
FAQ
Quanto è difficile la Via Ferrata?
La difficoltà indicata per Ferrata Eterna alla Marmolada è Difficile.
Quanto dura?
La durata totale indicata è circa 6 h.
Quanto è lunga?
Il percorso misura circa 7,6 km.
Dove si trova?
Ferrata Eterna alla Marmolada si trova in zona Belluno, Italy.
Attrezzatura e sicurezza
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Video
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