
Ferrata Gabitta d'Ignoti
Cima Vezzana · Trento · Italy
Dati tecnici
- Difficoltà
- Moderatamente Difficile
- Stato
- aperta
- Distanza
- 11 km
- Durata totale
- 7 h
- Avvicinamento
- 3 h 30 min
- Tempo in ferrata
- 45 min
- Dislivello
- 120 m
- Coordinate
- 46.264421, 11.804915
Caratteristiche
Descrizione
Panoramica
La Ferrata Gabitta d'Ignoti è un collegamento di alta quota, impegnativo e spettacolare, che unisce la selvaggia Val di Strutt alla sommità della Cima Vezzana, la vetta più alta del Gruppo delle Pale di San Martino. Questo itinerario ad anello, che sfrutta la funivia per l'avvicinamento, si svolge in un ambiente alpino severo e di grande fascino. Richiede una preparazione fisica solida, esperienza di montagna consolidata e condizioni meteorologiche stabili. Il percorso combina un lungo avvicinamento, tratti di sentiero esposto, la risalita della via ferrata e una discesa impegnativa attraverso il canalone innevato della Val dei Cantoni, offrendo un'esperienza completa e totalizzante.
Avvicinamento
Il punto di partenza è la stazione a valle della funivia Col Verde a San Martino di Castrozza, in Trentino, raggiungibile dalla Val di Fiemme, dal Passo Rolle o dalla Statale 50. Si consiglia di parcheggiare nell'ampio piazzale. L'itinerario descritto affronta la Ferrata Gabitta d'Ignoti in salita, risalendo la Val di Strutt, ed è l'alternativa al classico percorso che la discende dal versante di Cima Vezzana. Data la lunghezza, è possibile suddividerlo in due giorni, utilizzando per il pernottamento il Rifugio Pedrotti, il Bivacco Brunner o il Bivacco Fiamme Gialle.
Si sale con la funivia prima a Col Verde e poi al Rifugio Rosetta (2633 m). Da qui si scende in circa 15 minuti verso il Rifugio Vezzana Pedrotti (2581 m) per imboccare il Sentiero 703 in direzione est, seguendo le indicazioni per la Val Strutt e il Passo delle Farangole. Si ignora un bivio con il sentiero 707 per la Forcella de Miel, tenendo la sinistra in discesa. Poco dopo, un altro bivio con il sentiero 756 viene ignorato, proseguendo sempre sul 703 verso nord fino a immettersi nella Valle delle Comelle. Il tracciato è piacevole e senza difficoltà.
Giunti al Pian dei Cantoni, alla base di un ampio vallone, si lascia sulla sinistra la Val dei Cantoni (che verrà utilizzata in discesa) e si prosegue sul sentiero 703 verso il Passo Farangole, ignorando la deviazione per il 704. Si entra così nel Sentiero delle Farangole: il percorso si snoda su un sistema di cenge e gradoni rocciosi che tagliano il versante. Dopo un tratto piacevole si incontra un breve passaggio attrezzato, oltre il quale il sentiero diventa più esposto, pur rimanendo ben attrezzato nei punti critici. Si procede in questo ambiente eccezionale fino a raggiungere la testata della Val Strutt. In prossimità di una palina segnaletica, si abbandona il sentiero 703 per il Passo delle Farangole e si tiene la sinistra per risalire il vallone lungo il sentiero 716. Il tempo di percorrenza fino a questo punto è di circa 2 ore e 30 minuti dalla stazione a monte della funivia.
La risalita della ripida Val Strutt richiede attenzione, poiché la traccia e i segnavia non sono sempre evidenti. Il vallone, incassato tra imponenti pareti di dolomia, presenta un fondo di detriti e massi instabili. Dopo circa 30 minuti dal bivio si raggiunge il Bivacco Brunner (2667 m), posto sotto le pareti de Le Ziroccole. Si prosegue in salita lungo il vallone, dove sono presenti due nevai le cui dimensioni variano a seconda della stagione. Nell'ultimo tratto, dove mancano i segni, è fondamentale cercare la traccia al centro del vallone per individuare la palina che segna l'inizio della ferrata. Prestare massima attenzione per non finire all'attacco della vecchia via, ormai quasi smantellata: il sentiero corretto si trova sul lato sinistro del ghiaione e mostra dopo poco un cordino, mentre la traccia che prosegue a destra conduce a una parete e alla vecchia ferrata. Il tempo totale dall'inizio dell'escursione è di circa 3 ore e 30 minuti.
Via Ferrata
Dalla palina segnaletica, ci si dirige sul lato sinistro del vallone. Si sale inizialmente un canalino instabile, un couloir di detriti dove è necessario muoversi con grande prudenza, fino a raggiungere le prime corde fisse. La via è suddivisa in due distinti tratti attrezzati, separati da un collegamento.
Il primo tratto si sviluppa su balzi verticali e roccette, per poi compiere un traverso verso sinistra. Il ritmo è spezzato, con brevi salti tecnici intervallati da appoggi. Segue il tratto di collegamento, che si svolge su una cengia e su sentiero, offrendo una pausa dallo sforzo verticale. Si incontra quindi il secondo tratto attrezzato, che sale in diagonale su una placca per poi continuare su facili roccette dotate di cavo. Questo segmento è più continuo e lineare. Terminate le attrezzature, si segue la traccia e i segnavia rossi, ormai sbiaditi, in direzione di Cima Vezzana. Prima di guadagnare la vetta, vale la pena volgere lo sguardo alla selvaggia Val Strutt appena risalita e alle aguzze cime che la dominano. La salita finale conduce alla cima più alta delle Pale di San Martino. La ferrata richiede circa 45 minuti, per un tempo totale di 4 ore e 15 minuti dall'inizio dell'escursione.
Discesa
Per completare l'anello, si scende dal versante opposto, in direzione del Passo di Travignolo. Si abbandona Cima Vezzana seguendo il sentiero 716, ammirando dall'alto i resti del Ghiacciaio del Travignolo sulla destra. Si percorre un tratto di cresta aerea e si scende, generalmente su un nevaio percorso a zigzag, fino al Passo di Travignolo (2985 m), raggiunto in circa 40 minuti dalla vetta.
Inizia qui la discesa impegnativa lungo il nevaio della Val dei Cantoni, un canalone ampio e inclinato. L'entità dell'innevamento e la presenza di crepacci, generalmente concentrati nella parte inferiore, variano stagionalmente. La discesa richiede un passo sicuro e continuo. Lungo il vallone si incontrano alcuni brevi tratti attrezzati e un paio di passaggi esposti su neve. Terminata la discesa del canalone (circa 1 ora dal bivacco), si segue il sentiero 716 che taglia a mezzacosta verso destra, in leggera salita, fino al Passo Bettega (2658 m).
Dal passo, proseguendo in discesa, si incontra un bivio: a destra si scende ripidamente verso Col Verde, mentre tenendo la destra si prosegue su un sentiero privo di difficoltà verso il Rifugio Pedrotti (2581 m) e, infine, in salita fino alla stazione a monte della funivia presso il Rifugio Rosetta (2678 m). Il tempo di discesa dal Passo di Travignolo è di circa 2 ore e 45 minuti, per un totale di 7 ore dall'inizio dell'itinerario.
Note utili
I tratti attrezzati della Ferrata Gabitta d'Ignoti presentano una difficoltà tecnica medio-bassa. Tuttavia, non bisogna farsi trarre in inganno: l'intero itinerario richiede un impegno notevole, con un dislivello assoluto superiore a quello netto a causa dei continui saliscendi. Il Sentiero delle Farangole, la risalita della Val di Strutt, l'ultimo tratto di avvicinamento e la discesa dalla Cima Vezzana esigono esperienza alpina e una preparazione adeguata, più che specifiche abilità su vie ferrate. Il carattere del percorso è più fisico e di resistenza che tecnico, con lunghi tratti di cammino in ambiente impervio. Il panorama dalla vetta, nei giorni sereni, ripaga ampiamente della fatica, spaziando sull'intero Gruppo delle Pale di San Martino e sulle altre Dolomiti settentrionali.
Attenzione all'attacco della via: se si percorre in salita dalla Val di Strutt, è fondamentale individuare il tracciato nuovo (a sinistra del ghiaione, con cordino) e non farsi attrarre dal vecchio itinerario, ormai dismesso e ancora indicato su cartine non aggiornate. Per la cartografia, si consiglia la mappa del Parco Naturale Paneveggio e Pale di San Martino.
Traccia e meteo
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Immagini
FAQ
Quanto è difficile la Via Ferrata?
La difficoltà indicata per Ferrata Gabitta d'Ignoti è Moderatamente Difficile.
Quanto dura?
La durata totale indicata è circa 7 h.
Quanto è lunga?
Il percorso misura circa 11 km.
Dove si trova?
Ferrata Gabitta d'Ignoti si trova in zona Trento, Italy.
Attrezzatura e sicurezza
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Video
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