
Dati tecnici
- Difficoltà
- Difficile
- Stato
- aperta
- Distanza
- 6,7 km
- Durata totale
- 5 h
- Avvicinamento
- 40 min
- Tempo in ferrata
- 2 h 30 min
- Dislivello
- 424 m
- Coordinate
- 45.86315, 9.42753
Caratteristiche
Descrizione
Panoramica
La Ferrata Gamma 2, che sale il Dente del Resegone nel gruppo montuoso sopra Lecco, rappresenta una delle prove tecniche e fisiche più impegnative del panorama alpinistico italiano. Dopo gli interventi di ristrutturazione del 2020, che hanno integrato il cavo d'acciaio, la sua difficoltà è classificata come Molto Difficile e si sviluppa in modo progressivo: la prima sezione risulta sensibilmente più abbordabile della seconda, dove si concentrano i passaggi chiave. Per questo motivo è fondamentale gestire con oculatezza le energie, privilegiando la progressione in arrampicata libera laddove la roccia lo consente e riservando l'uso della catena ai tratti obbligati. L'itinerario è assolutamente sconsigliato a principianti, a chi non possiede un ottimo allenamento e a chi soffre di vertigini.
Avvicinamento
Il punto di partenza è l'ampio parcheggio della funivia per i Piani d'Erna, a Lecco. L'accesso in auto avviene prendendo l'uscita ben segnalata per i Piani d'Erna dalla superstrada Lecco-Ballabio e seguendo la strada in salita fino al suo termine.
Per l'avvicinamento a piedi si hanno diverse opzioni. La più rapida prevede di salire con la funivia ai Piani d'Erna, risparmiando circa un'ora e mezza di cammino. Da qui si segue il Sentiero 5 verso il Rifugio Azzoni, fino al bivio con il Sentiero 1, che si prende a sinistra in salita. Seguendo le indicazioni si affrontano alcune facili roccette e si giunge all'attacco della Ferrata Gamma 2 in circa 40 minuti dalla stazione a monte. Chi preferisce salire interamente a piedi dal parcheggio imbocca il Sentiero 1, passa vicino al Rifugio Stoppani e prosegue verso il Rifugio Azzoni, raggiungendo lo stesso bivio descritto sopra. Per un avvicinamento più impegnativo e panoramico, si può percorrere in salita la Ferrata Gamma 1 (circa 3h 30' dal parcheggio) e poi dirigersi verso l'attacco della Gamma 2, per un totale di circa 4h 15'. In questo caso è necessario calcolare con molta attenzione le forze residue per affrontare la seconda ferrata, di difficoltà ben superiore.
Via Ferrata
L'itinerario si sviluppa sul versante meridionale del Dente del Resegone, caratterizzato da una morfologia complessa di pareti e camini calcarei. La via inizia con una prima parete verticale, contraddistinta da ottimi appigli naturali, che invita a procedere in arrampicata. Un breve sentiero conduce a una seconda paretina simile. Si raggiunge poi un primo camino, risalibile in spaccata anche grazie ad alcune staffe, per poi sbucare su un sentiero. Dopo un paio di brevi risalti, si arriva alla base di un secondo camino, più impegnativo. La catena scorre a destra e due staffe aiutano l'ingresso in spaccata; una volta dentro, è consigliabile procedere sul lato destro, prestando attenzione alla stabilità della roccia. La risalita di questo camino, che si conclude attraversandolo nella parte alta, è già un chiaro indicatore del livello tecnico dell'itinerario. Si prosegue su pareti ben appigliate, dove spesso la catena scorre libera permettendo una progressione in arrampicata, fino a un sentiero con corrimano a destra che conclude la prima sezione. Il ritmo in questa fase è discontinuo, alternando brevi arrampicate a tratti di sentiero, ma l'esposizione è ancora contenuta.
La seconda parte segna un deciso incremento di difficoltà e carattere verticale. Inizia con due metri verticali e subito dopo un diedro da affrontare. La catena è a sinistra, ma si possono cercare appigli anche sulla destra, sebbene non ampi. La risalita è faticosa e porta a uno stretto terrazzino per una pausa. Dopo altri cinque metri si conclude la prima parte del diedro. La seconda sezione del diedro presenta roccia molto levigata nei primi metri, che può richiedere di tirare sulla catena; salendo si incontrano alcune staffe artificiali e punti per arrampicare. Un breve tratto attrezzato in salita conduce a una parete verticale ed esposta, che progressivamente si trasforma in un diedro con una fessura marcata. La catena scorre a destra, ma si trovano buoni appigli a sinistra. Superato il diedro, si piega a sinistra risalendo una parete esposta di circa dieci metri, con alcune rocce sporgenti utili come appoggi. Si giunge a una cengia che, verso destra, introduce al primo passaggio chiave: un esposto traverso diagonale verso sinistra su roccia levigata che obbliga all'uso continuo della catena. Risalendo in diagonale si raggiunge uno spigolo molto esposto, da risalire sfruttando i pochi appigli disponibili. Questo tratto richiede forza di braccia, assenza di vertigini e pazienza nella ricerca degli appigli. Nella parte finale del torrione si sale verso destra, inizialmente trazionando sulla catena, per poi trovare appigli per i piedi. Superato il pilone, si percorre una cresta attrezzata e un sentierino che introduce all'ultima sezione. L'ambiente si fa ora più aereo, con lo sviluppo su cenge e spigoli che offrono panorami vertiginosi su Lecco e il lago.
L'ultima parte inizia con elevata difficoltà: una parete verticale inizialmente povera di appigli, poi facilitata da alcune staffe metalliche e, nella parte superiore, da una progressione in spaccata sfruttando un masso a destra. Un sentiero aggira un canalone, si percorre una cengia e si affrontano una serie di balzi da risalire in arrampicata. Dopo un tratto di sentiero e un'ultima paretina, si giunge al secondo passaggio chiave, un lungo camino di circa 30 metri di assoluta difficoltà. È consigliabile riprendere bene le forze prima di affrontarlo, poiché una eventuale ritirata sarebbe estremamente complicata e pericolosa. Si attacca sul lato sinistro del camino, aiutati da un paio di maniglie metalliche. Salendo, anche il lato destro diventa utile per procedere in spaccata e trovare punti di equilibrio. Si raggiunge un punto dove la catena attraversa il camino; si prosegue risalendo una parete verticale ed esposta sul lato destro, fino a una maniglia provvidenziale. La catena riattraversa il camino tornando a sinistra. A questo punto occorre prestare attenzione a non incastrarsi mentre si esce dalla fessura. Sebbene la catena sia a sinistra, la parete destra del camino offre spesso più appigli. Si arriva a un punto tecnico che richiede di procedere in spaccata; trazionare solo sulla catena stancerebbe molto le braccia. Risalendo la fessura si giunge a un punto leggermente più ampio dove appoggiare entrambi i piedi. La catena attraversa nuovamente il camino e si procede sull'ultimo tratto stando a destra, superando un ultimo tratto verticale e liscio con l'aiuto di alcune staffe. Un terrazzino panoramico precede gli ultimi dieci metri che portano, con grande soddisfazione, fuori dal camino. Un ultimo pendio conduce al termine della salita, con la croce del Resegone e la vista su Lecco. I tempi di percorrenza sono di circa 2h 30' dall'attacco, per un totale di 3h 15' dalla stazione a monte della funivia. Il ritmo finale è lento e ponderato, dominato dalla tecnica di arrampicata in spaccata e dalla gestione della fatica fisica e mentale.
Discesa
La discesa più agevole prevede di raggiungere il Rifugio Azzoni in circa 15 minuti dal termine della ferrata, dirigendosi verso ovest nord-ovest e superando alcuni saliscendi. Dal rifugio si scende per il Sentiero 1 fino al bivio con il Sentiero 5. A questo punto si sceglie:
- Prendere il Sentiero 5 verso destra per raggiungere i Piani d'Erna e la funivia (circa 1h 45' dal termine ferrata, 5h totali).
- Ignorare il bivio e proseguire in discesa sul Sentiero 1 fino al Rifugio Stoppani e poi al parcheggio (circa 2h 15' dal termine ferrata, 5h 30' totali).
Un'alternativa per esperti, partendo dal termine della ferrata, è dirigersi a nord (sinistra) per intercettare il Canale Bobbio e scendere per il Sentiero Attrezzato Carlo Villa.
Note utili
A differenza di altre ferrate di massima difficoltà, la Gamma 2 presenta un inizio relativamente moderato, con una difficoltà che cresce progressivamente fino a raggiungere l'apice nell'esposto traverso diagonale e nel lungo camino tecnico, dove capacità di arrampicata sono di grande aiuto. Un aspetto cruciale è la disposizione della catena: in molti punti è posizionata per garantire la sicurezza in caso di caduta, ma non per facilitare la progressione. Un uso eccessivo come trazione affaticherebbe inutilmente le braccia. Fa eccezione il traverso, dove la roccia levigata richiede un uso costante. Da notare anche che, in alcuni tratti come la fine del diedro, la distanza tra i fittoni d'ancoraggio è notevole, il che comporterebbe una caduta lunga in caso di volo. Per i tratti più impegnativi può essere utile conoscere le tecniche per simulare una sosta lungo la via ferrata.
Per escursionisti ancora in forze dopo la salita, esistono opzioni di discesa alternative e impegnative come il Sentiero Attrezzato del Canale Bobbio (circa 1h per rientrare ai Piani d'Erna) o, scendendo dal Sentiero 1, il Sentiero Attrezzato del Buco della Carlotta. In salita sul Resegone, per chi cerca percorsi meno difficili, sono disponibili la Ferrata del Centenario e la Ferrata Silvano de Franco.
Traccia e meteo
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Immagini
FAQ
Quanto è difficile la Via Ferrata?
La difficoltà indicata per Ferrata Gamma 2 è Molto Difficile.
Quanto dura?
La durata totale indicata è circa 5 h.
Quanto è lunga?
Il percorso misura circa 6,7 km.
Dove si trova?
Ferrata Gamma 2 si trova in zona Lecco, Italy.
Attrezzatura e sicurezza
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Video
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