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via ferrata Ferrata Goitan al Jof Fuart
apertaModeratamente Difficile

Ferrata Goitan al Jof Fuart

Jof Fuart · Udine · Italy

Dati tecnici

Difficoltà
Moderatamente Difficile
Stato
aperta
Distanza
20,2 km
Durata totale
11 h
Avvicinamento
3 h 30 min
Tempo in ferrata
4 h 30 min
Dislivello
223 m
Coordinate
46.395039, 13.47725

Caratteristiche

Itinerario lungoInteresse Storico

Descrizione

Normale

Panoramica

Il Sentiero Attrezzato Anita Goitan rappresenta un impegnativo itinerario ad anello che compie la traversata est-ovest del Jof Fuart nelle Alpi Giulie. Il percorso, con partenza da Sella Nevea, prevede la salita al Rifugio Corsi, lo sviluppo completo della ferrata e l'ascesa facoltativa alla vetta del Jof Fuart (2666 m), per poi scendere attraverso la Forcella Lavinal dell'Orso. Si tratta di un'escursione lunga, con notevole dislivello ed esposizione, consigliabile anche in due giorni con pernottamento al rifugio.

Avvicinamento

Il punto di partenza è l'ampio parcheggio a Sella Nevea (circa 1200 m), raggiungibile da Chiusaforte. Da qui si imbocca il sentiero CAI 625, che sale con decisione nel bosco di faggio verso la Casera di Cregnedul. Il tracciato aggira poi il versante sud-est del monte La Plagnota su un percorso a mezzacosta, relativamente comodo, fino al Passo degli Scalini (2022 m). Superato il valico, si attraversa un ampio vallone fino a un bivio cruciale: si ignora il sentiero 626 a sinistra (che sarà utilizzato per il rientro) e si prosegue dritti, perdendo lievemente quota. Più avanti, si ignora anche la deviazione a destra con il sentiero 628 per Malga Grantagar. Il sentiero aggira quindi lo spallone roccioso del Campanile di Villico, dove si notano le postazioni della Grande Guerra, per entrare nella conca che ospita il Rifugio Guido Corsi (1874 m), raggiunto in circa 2 ore e 30 minuti.

Dietro il rifugio si segue il sentiero 625 per un quarto d'ora fino a un bivio segnalato: si tiene la sinistra imboccando il sentiero 627. Dopo meno di cinque minuti si incontra un secondo bivio: si ignora la via normale a sinistra per la Forcella Mosè e si prosegue a destra sul 627 verso la Forcella di Riofreddo. Il sentiero si fa subito ripido, inerpicandosi su sassi e prato, con i primi tratti su cengia e un breve canalino roccioso. Raggiunto un bivio a 2165 m (40 minuti dal rifugio), si lascia a destra il 627 per il Rifugio Pellarini e si tiene la sinistra seguendo le indicazioni per Goitan. La salita prosegue tra roccia e prato, richiedendo attenzione ai segnavia rossi per individuare l'ultimo canalino che conduce alla Forcella Riofreddo (2240 m), punto di attacco della ferrata, dove si trova una targa commemorativa della Grande Guerra. Il tempo totale dall'auto è di circa 3 ore e 30 minuti.

Via Ferrata

Dalla forcella ha inizio l'itinerario attrezzato vero e proprio. Si sale inizialmente un ripido canalino roccioso non attrezzato, seguendo l'ampia traccia e i segni rossi verso sinistra in direzione di un evidente intaglio, prestando attenzione al fondo ghiaioso e instabile. Il ritmo è subito impegnativo e richiede concentrazione. Si percorre quindi una cengia attrezzata con crescente esposizione verso sinistra, che si sviluppa sul versante orientale, offrendo i primi scorci profondi. Si esce dalla cengia in salita con facili passaggi su roccette, per poi raggiungere e risalire un canalino attrezzato. La progressione è continua e senza soluzione, alternando cenge, canali e placchette fino a raggiungere una forcella panoramica verso la Conca di Valbruna.

Dalla forcella si riprende a salire su tratti attrezzati: inizialmente si supera verticalmente una paretina, poi una rampa a destra. Aggirato uno spallone, appare la caratteristica sagoma della Madre dei Camosci. Per raggiungerla è necessario scendere due canalini attrezzati su fondo scivoloso, prestando molta attenzione. Questo passaggio in discesa, su terreno friabile, rappresenta uno dei momenti tecnici più delicati dell'intero percorso. Attraversato il canale di separazione, si risale decisi verso la Madre dei Camosci con una serie di tratti attrezzati: un primo tratto appoggiato, una placca verticale con solide staffe metalliche e altri passaggi verticali molto arrampicabili, che costituiscono il cuore tecnico della ferrata.

Superati questi, un panoramico tratto di sentiero aggira la Madre dei Camosci su un'ampia cengia, con viste mozzafiato sulle guglie (come l'Ago dei Camosci), il Rifugio Corsi in basso e tutta la catena delle Giulie. Questo lungo traverso orizzontale offre una pausa dalla verticalità, sebbene alcuni tratti esposti siano comunque protetti da cavo. Terminata la cengia e un breve tratto di collegamento, si raggiunge l'innesto con la via normale per il Jof Fuart che sale dalla Forcella di Mosè (2350 m), in circa 1 ora e 30 minuti dall'attacco.

Da qui, la salita alla vetta del Jof Fuart è opzionale. Tenendo la destra e seguendo segnavia e ometti in pietra, si raggiunge l'anticima con croce e madonna, e poco distante la cima principale a 2666 m, in circa 45 minuti dal bivio. La salita finale è su terreno montano, con qualche passaggio su roccia ma senza attrezzature. Per proseguire l'itinerario, si rientra sui propri passi fino al bivio e si prosegue sulla ferrata in direzione sud-ovest. Il sentiero taglia la montagna e inizia a scendere con alcuni tratti ripidi, solo parzialmente attrezzati (canalino, placca, cengia), fino a raggiungere la Forcella Mosè (2271 m) col suo caratteristico gendarme.

Dalla forcella, ignorando la discesa per la normale, si riprende a salire con alcuni brevi tratti attrezzati avvicinandosi alla Cima di Castrein, dove sono evidenti numerosi residui bellici della Grande Guerra (postazioni, alloggiamenti, ricoveri, camminamenti). Con una breve ma esposta deviazione è possibile raggiungere la cima, ma l'itinerario principale non la considera. Inizia quindi la discesa per ripidi pendii erbosi, richiedendo attenzione, fino al termine della ferrata alla Forcella Lavinal dell'Orso (2138 m). Il tempo sulla ferrata, inclusa la salita al Jof Fuart, è di circa 4 ore e 30 minuti.

Discesa

Dalla forcella ha inizio la discesa di rientro. Si tiene la sinistra scendendo lungo il vallone senza difficoltà tecniche. In circa 15 minuti si raggiunge l'innesto sul sentiero 625 percorso in avvicinamento. Tenendo la destra, si percorre a ritroso il sentiero, si risale al Passo degli Scalini e si scende fino a Sella Nevea e al parcheggio. La discesa richiede circa 2 ore e 30 minuti, per un tempo totale dell'intero anello di circa 11 ore.

Note utili

Il Sentiero Attrezzato Anita Goitan è un itinerario di grande bellezza paesaggistica, che offre viste speciali sul Jof Fuart, il Jof Montasio e il gruppo del Canin. Tecnicamente è esposto ma mai estremamente difficile, fatta eccezione per un paio di passaggi in discesa vicino alla Madre dei Camosci. La lunghezza e il dislivello sono notevoli, quindi è caldamente consigliato valutare di spezzare l'escursione in due giorni, eventualmente pernottando al Rifugio Corsi. Lungo il percorso è frequente l'incontro con camosci e stambecchi, che possono smuovere sassi: è necessaria attenzione. L'attrezzatura della ferrata è in buono stato. La via è dedicata alla memoria dell'alpinista triestina Anita Goitan ed è stata realizzata dal CAI di Trieste nel 1973.

Traccia e meteo

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Immagini

FAQ

Quanto è difficile la Via Ferrata?

La difficoltà indicata per Ferrata Goitan al Jof Fuart è Moderatamente Difficile.

Quanto dura?

La durata totale indicata è circa 11 h.

Quanto è lunga?

Il percorso misura circa 20,2 km.

Dove si trova?

Ferrata Goitan al Jof Fuart si trova in zona Udine, Italy.

Attrezzatura e sicurezza

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Video

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