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via ferrata Ferrata Guerino Rossi al Pizzo Strinato
apertaDifficile

Ferrata Guerino Rossi al Pizzo Strinato

Pizzo Strinato · Bergamo · Italy

Dati tecnici

Difficoltà
Difficile
Stato
aperta
Distanza
23,5 km
Durata totale
10 h
Avvicinamento
4 h 30 min
Tempo in ferrata
1 h 30 min
Dislivello
406 m
Coordinate
46.04547, 10.02204

Caratteristiche

Itinerario lungoItinerario Alpinistico

Descrizione

Normale

Panoramica

ATTENZIONE: VIA FERRATA SMANTELLATA A LUGLIO 2020

La Ferrata Guerino Rossi rappresentava il tratto centrale di un’ascensione completa al Pizzo Strinato, incastonata nel contesto aspro e panoramico delle Alpi Orobie bergamasche. Questo itinerario va interpretato come un percorso alpinistico integrale, dove la progressione su corda metallica si fondeva con l’ambiente remoto e severo della montagna. Pur non presentando difficoltà tecniche estreme, si caratterizzava per una sostenuta esposizione e per un substrato roccioso frequentemente instabile, elementi che ne definivano il carattere impegnativo. L’ascensione è da evitare in condizioni meteorologiche incerte. Data la notevole lunghezza complessiva, si raccomandava vivamente il pernottamento al Rifugio Barbellino per affrontare la salita in condizioni di sicurezza e con le energie necessarie.

Avvicinamento

Il punto di partenza è la frazione Grumetti, nel comune di Valbondione in alta Val Seriana (Bergamo). Da Valbondione si prosegue diritto fino a Grumetti, dove termina la strada carrozzabile; qui si parcheggia nello spiazzo disponibile, da cui ha inizio il sentiero.

Dal parcheggio si risale il sentiero 332 in direzione del Lago artificiale Barbellino. Dopo circa 2 ore e 15 minuti si raggiunge l’ostello Curò, situato sulle sue sponde. Si costeggia quindi la riva meridionale del lago per poi imboccare i sentieri 308/324, che conducono, dopo un’ora e un quarto circa, al Rifugio Barbellino (3h 30' totali dal parcheggio). Il rifugio sorge in una bella conca montana dominata, a sud-est, dalla sagoma del Pizzo Strinato.

Dal rifugio si seguono le indicazioni a destra per il sentiero che porta all’attacco della ferrata. Si risale una morena seguendo segnavia rossi e ometti in direzione sud-est, si supera un masso con l’indicazione per il Pizzo Strinato e, a un bivio, si abbandona il sentiero principale per virare a sinistra seguendo le tracce bianco-rosse. L’attacco della Ferrata Guerino Rossi era segnalato da una targa bianca e si raggiunge in circa un’ora dal rifugio (4h 15' totali). La considerevole lunghezza dell’avvicinamento suggeriva di pernottare al rifugio per iniziare la salita in prima mattinata.

Via Ferrata

La Ferrata Guerino Rossi si articolava in due sezioni ben distinte per morfologia ed esposizione: la prima solcava la parete nord, la seconda risaliva l’esposto spigolo nord-est. Oltre alle difficoltà tecniche della ferrata stessa (di livello moderato), l’itinerario richiedeva un passo fermo, la capacità di muoversi su brevi passaggi di I e II grado non assicurati e una solida preparazione fisica. Il ritmo era continuo, con un costante impegno fisico e mentale, senza lunghe pause orizzontali.

La prima sezione iniziava con una lunga parete di rocce appoggiate, dove si procedeva in arrampicata prestando attenzione all’instabilità locale del fondo. Il tracciato, logico e verticale, guadagnava rapidamente quota attraverso placche inclinate, roccette, tratti diagonali e balzi, sviluppandosi prevalentemente su cenge e canali della compatta ma a tratti friabile arenaria. Dopo la prima parete si piegava a destra risalendo in diagonale per una cinquantina di metri su roccette. Si giungeva quindi a un tratto dove la catena poteva essere coperta da neve residua; in tal caso, si risaliva per una ventina di metri un canalino fino a riagganciare la catena sulla parete superiore, pochi metri a sinistra. Si arrivava così al passaggio tecnicamente più impegnativo: un diedro con la catena a sinistra, inizialmente affrontabile in spaccata, che nella parte alta si apriva diventando una parete verticale. Usciti dal diedro, si risaliva uno spigolo poco ripido che sfumava in una parete appoggiata di roccia ed erba, concludendo la prima sezione.

La seconda sezione era immediatamente riconoscibile: la catena metallica lasciava il posto a un canapone e si abbandonava l’ombrosa parete nord per emergere sullo spigolo nord-est, pienamente soleggiato e spettacolarmente esposto. Si risaliva lo spigolo, alternando tratti facili ad altri di media difficoltà, tenendo presente che il canapone aveva ancoraggi distanziati ed era naturalmente meno teso di un cavo d’acciaio, richiedendo un uso più attento dell’attrezzatura. La parete si faceva poi più ripida verso un gendarme roccioso, che si aggirava parzialmente in discesa. Da qui aveva inizio l’ultimo, molto esposto tratto: si superavano alcuni balzi rocciosi fino a dove il canapone terminava a pochi metri da una croce. Gli ultimi metri liberi portavano alla croce stessa (1h 30' dall’attacco; 5h 45' totali). Questo tratto finale era il più panoramico, offrendo una vista vertiginosa sulla sottostante Val Seriana.

L’itinerario proseguiva oltre con una cresta aerea ed adrenalinica. Seguendo ometti e segni bianco-rossi, in circa 20 minuti si guadagnava la vetta del Pizzo Strinato (6h totali), affrontando alcuni passaggi di I e II grado non protetti su roccia talvolta mobile, che concludevano l’ascesa in un contesto di grande esposizione.

Discesa

La discesa si sviluppava lungo la cresta sud-ovest. Si scendeva tenendosi spesso sul versante destro della cresta, su roccia a tratti instabile, con brevi tratti di disarrampicata di I grado. Si procedeva con attenzione per alcuni traversi esposti e instabili fino a raggiungere la Forcella del Lago. Dalla forcella si scendeva verso destra in direzione del rifugio, seguendo i segnavia rossi che conducevano sotto la parete del Pizzo Strinato. Questa discesa, lunga e faticosa, portava al Rifugio Barbellino in circa 1 ora e 30 minuti dalla vetta (7h 30' totali). Dal rifugio si ritornava al parcheggio per il sentiero dell’andata in circa 2 ore e mezza (10h totali). Il ritmo della discesa era lento e ponderato, richiedendo continua attenzione al terreno.

Note utili

La prima sezione, sviluppandosi sulla parete nord, poteva presentare neve fino a stagione inoltrata; era quindi opportuno valutare l’eventuale necessità di ramponi e piccozza. L’ambiente austero e remoto imponeva di intraprendere l’ascensione esclusivamente in condizioni di tempo stabile e sereno.

La roccia era di arenaria compatta, ma in alcuni tratti della prima sezione risultava instabile. La catena era spesso lasca e i fittoni distanziati, rendendo assolutamente da evitare qualsiasi scivolata. L’esperienza complessiva era dunque più fisica e mentale che puramente tecnica, con un’esposizione costante.

La discesa meritava particolare attenzione: era lunga, esposta e, specialmente nei primi trenta minuti, richiedeva massima concentrazione a causa dell’instabilità del terreno, risultando forse più impegnativa della salita stessa in termini di impegno psicologico e controllo del movimento.

Traccia e meteo

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Immagini

FAQ

Quanto è difficile la Via Ferrata?

La difficoltà indicata per Ferrata Guerino Rossi al Pizzo Strinato è Difficile.

Quanto dura?

La durata totale indicata è circa 10 h.

Quanto è lunga?

Il percorso misura circa 23,5 km.

Dove si trova?

Ferrata Guerino Rossi al Pizzo Strinato si trova in zona Bergamo, Italy.

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