12 apr 2026
Bella ferrata panoramica ---...
Bella ferrata panoramica

Prealpi Gardesane · Trento · Italy
La Ferrata Marangoni si innalza sulla verticale dell'abitato di Mori, in Trentino, proponendo un itinerario attrettato dal carattere prevalentemente sportivo. Il recente e completo rifacimento degli ancoraggi ha modificato sostanzialmente la progressione, mitigando i passaggi più tecnici che, data la natura levigata e scivolosa della roccia, sarebbero altrimenti severi. La difficoltà tecnica risulta pertanto contenuta, ma l'itinerario si distingue per un'esposizione marcata e pressoché continua, unita a tratti atletici e a sezioni strapiombanti che richiedono una buona condizione fisica. La via è particolarmente indicata per la mezza stagione e per gli inverni miti; durante l'estate, data l'esposizione a est, è consigliabile un'attacco nelle prime ore del mattino per evitare le temperature più elevate.
Il punto di partenza è il paese di Mori, dove un ampio parcheggio è disponibile presso l'incrocio tra via Marconi e via della Terra Nera. Da qui ci si dirige verso il centro abitato per imboccare la strada che sale verso la imponente bastionata rocciosa e il Santuario, ben visibili dall'abitato. Seguendo le indicazioni si percorre un ripido sentiero lastricato che conduce direttamente al piazzale del Santuario. Ignorando le vicine vie di arrampicata, si seguono le indicazioni per la ferrata. L'avvicinamento dal parcheggio al punto di attacco richiede circa 25 minuti.
L'attacco della Ferrata Marangoni presenta una particolarità: immediatamente a destra della targa, un breve tratto di circa tre metri va affrontato in arrampicata libera. Una provvidenziale staffa posizionata in alto agevola la progressione, consentendo di guadagnare il primo appiglio sicuro. Questo primo passo è rivelatore della natura della roccia dolomitica locale: compatta, levigata dall'erosione, offre poche asperità naturali, rendendo fondamentale l'uso delle attrezzature.
Superato questo iniziale ostacolo, si traversa leggermente a destra per imboccare un diedro attrezzato, caratterizzato da un passaggio leggermente strapiombante ma ben equipaggiato con cambre. Usciti dal diedro verso sinistra, si risale un camino altrettanto ben attrezzato. Proseguendo su una rampa rocciosa e alcune roccette si raggiunge un ampio ripiano. Qui, dopo aver momentaneamente sganciato i moschettoni, si affronta a sinistra una parete verticale di 8-10 metri munita di numerose cambre.
Oltrepassata la parete, il percorso conduce al primo traverso decisamente esposto. Si tratta di un passaggio orizzontale su placche lisce, dove la valutazione degli appoggi per i piedi diventa cruciale, facilitata da alcune cambre nei punti più critici. Il traverso continua con un leggero saliscendi; dopo aver risalito una sporgenza e guadagnato uno spigolo, si piega a sinistra per affrontare uno stretto e lungo diedro attrezzato. Questo introduce a una sezione atletica e continua, priva di punti di sosta rilassata.
Usciti da questo diedro, un breve traverso a destra immette in un altro diedro attrezzato. La salita, pur non presentando difficoltà tecniche elevate, risulta fisicamente impegnativa per la sua continuità. Sfruttando alcuni appigli naturali si esce dal diedro e si prosegue a sinistra su un tratto inclinato, per poi imboccare un traverso verso sinistra. Questo conduce al passaggio più iconico e aereo dell'intera ferrata: un traverso estremamente esposto che aggira uno spigolo verticale, trovandosi direttamente sopra il punto di partenza. Il passaggio è ben assistito da ottime staffe.
Completato il traverso in leggera discesa fino a una placca di metallo, si risale un ulteriore diedro attrezzato e, con un traverso diagonale, si aggira un nuovo spigolo, raggiungendo infine un sentiero che permette una meritata pausa di collegamento verso la seconda metà dell'itinerario.
Dopo il facile sentiero, ci si trova alla base di un lungo camino. Questo tratto, potenzialmente molto impegnativo, vede la difficoltà ridotta dalla disposizione alternata di staffe sui lati destro e sinistro. La progressione inizia in diagonale verso destra fino a un terrazzino, per poi proseguire in verticale sul lato sinistro del camino.
Usciti sul panoramico tetto del camino, si percorre un aereo traverso verso uno spigolo, che si aggira con l'aiuto di un paio di staffe. Si prosegue lungo una cengia e, al suo termine, si sale su una placca verticale per poi piegare a sinistra in discesa su grossi massi. Superato un altro spigolo, si affronta un traverso esposto che evolve in una cengia rocciosa; si risalgono quindi alcuni metri per continuare verso sinistra con difficoltà moderata.
Si giunge così in prossimità di una cassetta contenente il libro delle firme, accanto a una lunga parete verticale attrezzata che nella parte superiore forma un diedro. La salita in questo tratto finale è esposta e, in alcuni punti, richiede di spanciare leggermente, risultando faticosa. Si traversa leggermente a destra per affrontare la parte alta della parete, con un tratto strapiombante che conviene percorrere in modo dinamico. Usciti da questa lunga sezione, si traversa a sinistra, si rimontano alcune roccette più facili e ci si posiziona sotto l'ultima parete, leggermente strapiombante. È consigliabile raccogliere le energie prima di questo sforzo conclusivo. Terminata la via, un sentiero con gradoni di legno sale verso sinistra fino al punto dove terminano le attrezzature, segnando la fine della Ferrata Marangoni.
Dal termine delle attrezzature, si risale un breve sentierino fino a una panchina panoramica. Per il rientro, si prosegue lungo il sentiero principale fino a un primo bivio, dove si mantiene la destra in salita. Al bivio successivo si tiene invece la sinistra, ignorando le indicazioni per Nomesimo e imboccando la discesa per Mori. Il sentiero è ripido ma privo di difficoltà tecniche e riconduce nelle vicinanze del Santuario, dove si trovano aree picnic. Da qui si scende a ritroso per il sentiero dell'avvicinamento fino al parcheggio. La discesa richiede circa 40 minuti, per un tempo totale di percorrenza di circa 2 ore e 45 minuti.
La Ferrata Marangoni è radicalmente cambiata rispetto all'itinerario originale degli anni '70, evolvendosi in una via di difficoltà media dove l'arrampicata in libera risulta pressoché impossibile. Le nuove attrezzature hanno reso la progressione più fluida e sicura, mitigando le criticità legate alla roccia scivolosa, ma l'elevata esposizione e il carattere atletico di numerosi tratti la rendono un itinerario da non sottovalutare, adatto a escursionisti già rodati.
Una notevole attenzione alla sicurezza è d'obbligo: si consiglia vivamente di indossare casco e imbrago già al Santuario, per evitare soste prolungate all'attacco. Un tratto molto esposto della ferrata passa infatti proprio sopra la testa di chi attacca, e la caduta di materiale potrebbe essere pericolosa.
Per quanto riguarda la cartografia, la zona è coperta da diverse mappe escursionistiche dettagliate. La ferrata, storicamente pionieristica per il suo carattere "estremo" e sportivo, può essere abbinata ad altri numerosi itinerari attrezzati presenti nella ricca zona dell'Alto Garda e della Valle dell'Adige.
Traccia e meteo
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La difficoltà indicata per Ferrata Marangoni a Mori è Moderatamente Difficile.
La durata totale indicata è circa 3 h.
Il percorso misura circa 4,6 km.
Ferrata Marangoni a Mori si trova in zona Trento, Italy.
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Video
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12 apr 2026
Bella ferrata panoramica
7 feb 2026
Bellissima ferrata, molto comoda piuttosto esposta e panoramica… Roccia piuttosto scivolosa .. Nel periodo invernale viene illuminata con faretti solari x poterla fare anche in notturna ..
5 feb 2026
La marangoni oltre ad essere una storica Ferrata del Lago di Garda e anche molto apprezzata da tutti gli appassionati nel periodo invernale visto che è esposta sempre al sole. Da non fare assolutamente nel periodo estivo per colpa del caldo. Il tracciato può risultare impegnativo a chi è principiante, ma l'abbondanza di ferro la rende di media difficoltà. Attenzione alla roccia molto scivolosa.
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