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via ferrata Ferrata Merlone ai Cadini di Misurina
apertaModeratamente Difficile

Ferrata Merlone ai Cadini di Misurina

Cadin di Nord Est · Belluno · Italy

Dati tecnici

Difficoltà
Moderatamente Difficile
Stato
aperta
Distanza
11 km
Durata totale
8 h
Avvicinamento
2 h
Tempo in ferrata
1 h 30 min
Dislivello
438 m
Coordinate
46.591102, 12.262699

Caratteristiche

ScaleItinerario lungo

Descrizione

Normale

Panoramica

La Ferrata Merlone ai Ciadin è un itinerario verticale e aereo che conduce alla più elevata cima del sottogruppo dei Ciadin, nelle Dolomiti di Sesto. Il percorso si distingue per un primo tratto dominato da una lunga sequenza di scale, seguito da una sezione con forte esposizione e alcuni passaggi impegnativi. Si tratta di una gita di impegno considerevole, con un notevole dislivello positivo a cui si aggiungono i saliscendi e le salite a forcella necessarie per il rientro.

Avvicinamento

Il punto di partenza si trova lungo la strada che dal Lago di Misurina sale verso il Rifugio Auronzo. Poco prima del casello di pedaggio, sulla destra, un ampio spiazzo in leggera pendenza funge da parcheggio, riconoscibile dopo una doppia curva grazie a un palo segnavia bianco-rosso del CAI. In alta stagione i posti sono limitati.

Dal parcheggio, si imbocca a est la sterrata nel bosco, seguendo il segnavia 115. Il sentiero, con pendenza moderata, attraversa una fitta abetaia fino a raggiungere Pian degli Spiriti a 1895 metri. L'ambiente è tipicamente dolomitico, con il bosco che gradualmente dirada per lasciare spazio a panorami più aperti. Proseguendo, il tracciato sale regalando splendide vedute sulle guglie dei Cadini, fino al Rifugio Fonda Savio al Passo di Toce (2367 m), raggiunto in circa un'ora e trenta minuti. Questo primo tratto offre un avvicinamento fisico ma non tecnico, preparando gradualmente l'escursionista all'ambiente d'alta quota.

Dal rifugio, le indicazioni portano verso sud in una ripida salita che conduce a un ampio vallone detritico. Attraversandolo e risalendo leggermente il versante opposto, si individuano due lunghe scale metalliche che annunciano l'inizio della via ferrata. Questo ultimo tratto richiede circa trenta minuti, per un totale di due ore dal parcheggio. Il vallone, spesso solcato da canaloni, anticipa il carattere verticale dell'itinerario che si sta per affrontare.

Via Ferrata

Per agganciare il primo cavo d'acciaio è necessario superare alcune roccette instabili, muovendosi poi a sinistra. La fune iniziale prosegue orizzontalmente per qualche metro prima di un primo balzo di un paio di metri, dove è posta la targhetta metallica dedicata. La prima parte della ferrata si sviluppa su roccette attrezzate che salgono verso l'imponente bastionata. In un punto le attrezzature cessano e si affrontano due facili salti di arrampicata di primo grado, seguendo i segnavia blu su roccia ben appigliata. Spostandosi verso destra si raggiunge la serie di lunghe scale metalliche, già visibili dal basso.

La prima scala parte da un terrazzino panoramico con vista mozzafiato sulle Tre Cime di Lavaredo. Le scale, seppur datate, sono in buone condizioni e offrono generalmente stabilità. Si inizia quindi la lunga salita di oltre trecento gradini, un tratto tecnicamente non difficile ma che guadagna progressivamente esposizione, diventando molto aereo. L'itinerario qui assume un ritmo quasi meccanico e continuo, con l'impegno fisico che prevale su quello tecnico. La morfologia è quella di una parete compatta, dove le scale permettono di risalire direttamente linee di debolezza e diedri altrimenti inaccessibili.

Questa prima lunga sequenza termina con un traverso diagonale verso destra, seguito da un breve diedro e una parete appoggiata. Si incontra poi una nuova serie di scale, estremamente esposte, intervallate da brevi collegamenti. Caratteristico è l'andamento a zig-zag, con le scale che piegano bruscamente a destra o sinistra. Questo sviluppo su cenge e traversi spezza la monotonia della salita verticale, richiedendo maggiore attenzione alla gestione del cavo e del movimento.

Superate queste, un esposto traverso verso sinistra conduce a una passerella in legno. Oltrepassatala, il traverso diventa più ripido, costituendo il passaggio chiave della via. Si sale su un traverso molto esposto che porta a un'ulteriore scaletta verticale. Questa termina sotto un masso, aggirato a sinistra, per poi riprendere la salita verticale. Un nuovo traverso ascendente verso destra, in prossimità di un salto più verticale, piega a sinistra. Qui una delle poche staffe della via aiuta a superare un leggero spanciamento della roccia.

Si è ormai nel tratto finale: si sale una parete verticale ed esposta ma ben appigliata, che sbuca su un sentiero. Risalendo gli ultimi settanta metri di dislivello si giunge in vetta al Cadin di Nord Est (2788 m), segnalata da un essenziale cartello rosso. L'ultimo tratto riporta a un carattere più alpinistico, con una roccia solida e appigli generosi che concludono l'ascesa in modo soddisfacente.

Discesa

Dalla vetta si scende per la stessa Ferrata Merlone, ripercorrendo la lunga serie di scale fino a rientrare nel vallone detritico dell'avvicinamento in circa un'ora e trenta minuti (cinque ore totali). La discesa lungo la via ferrata è un'operazione impegnativa, che richiede controllo e pazienza data l'esposizione costante e la necessità di gestire il traffico in salita. Da qui si hanno tre opzioni per il rientro al parcheggio.

La prima opzione prevede di proseguire verso sud (sinistra guardando in discesa) nel vallone, mantenendosi sul versante destro e seguendo il sentiero che s'inerpica verso la Forcella de la Neve. Il percorso presenta alcuni brevi tratti attrezzati con salti verticali e roccette. Raggiunta la forcella a 2471 metri (un'ora e trenta minuti dalla fine della ferrata, sei ore e trenta totali), si scende nel Ciadin de la Neve, un vallone detritico a pendenza costante. Si incrocia il sentiero proveniente dalla Forcella di Misurina e, seguendo sempre il 118, si scende lungo tutto il vallone fino alla deviazione a destra per il sentiero 115, che riporta al parcheggio in un'ora e trenta minuti (otto ore totali). Questo anello è il più completo, aggiungendo un ulteriore tratto attrezzato e una lunga traversata panoramica in un ambiente glaciale modellato.

La seconda opzione consiste nel tenere la destra nel vallone e ridiscendere al Rifugio Fonda Savio. Da qui si prende il sentiero 117 in direzione sud-ovest, che sale verso la Forcella del Diavolo. Si risale un vallone detritico, dapprima a pendenza moderata poi sempre più ripido, fino alla forcella (un'ora e trenta minuti dalla ferrata, sei ore e trenta totali), superando alcuni tratti attrezzati non difficili con roccette e scale. Scesi sul versante opposto nel Ciadin de la Neve, si seguono le indicazioni della prima opzione per il rientro (sette ore e trenta minuti totali). Questa variante evita la discesa della ferrata ma richiede una salita aggiuntiva, risultando comunque fisicamente impegnativa.

La terza opzione è il rientro per la via di salita, impiegando circa due ore dalla fine della ferrata (sette ore totali). È la scelta più diretta e veloce, ideale in caso di stanchezza o maltempo incipiente.

Note utili

La Ferrata Merlone al Cadin è un itinerario che divide gli appassionati. L'abbondante uso di scale può deludere chi cerca l'arrampicata pura, ma è necessario considerare che la salita lungo questa linea, su roccia spesso verticale e tendenzialmente unta, sarebbe di difficoltà molto elevata senza questi aiuti. Le scale, seppur a tratti eccessive, riducono le difficoltà tecniche, concentrate solo in alcuni punti. Particolarmente adrenalinico è l'esposto traverso a metà via.

La via è percorsa in entrambe le direzioni, quindi il rischio di caduta sassi è concreto: l'uso del casco è obbligatorio. Anche la discesa della ferrata è impegnativa per la costante esposizione e per alcuni passaggi nella seconda metà. Attenzione ai tratti in libera (primo grado) sia prima della vetta che subito dopo la targhetta iniziale. La presenza di sabbiolina può rendere insidiosi alcuni passaggi: calma e prudenza sono d'obbligo. Il percorso alterna sezioni di arrampicata tecnica a lunghi tratti fisici, richiedendo una preparazione adeguata a entrambi gli aspetti.

Il vallone d'accesso alla ferrata può essere innevato anche a stagione inoltrata. La pendenza è modesta, quindi i ramponi potrebbero non essere necessari; per informazioni aggiornate sulle condizioni è utile contattare il Rifugio Fonda Savio. Per la cartografia, è consigliata la mappa delle Dolomiti di Sesto.

Con partenza molto anticipata, la Ferrata Merlone può essere abbinata al più lungo ma meno verticale Sentiero Attrezzato Bonacossa, creando un anello di grande soddisfazione. Completato il Bonacossa al Rifugio Auronzo, si può proseguire verso le Tre Cime di Lavaredo per affrontare altre celebri ferrate come la Ferrata delle Scalette, la Ferrata Cappellano Hosp o la Ferrata Innerkofler. Sul versante opposto della Val Poppena, il Monte Cristallo offre altri percorsi attrezzati di interesse.

Traccia e meteo

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Immagini

FAQ

Quanto è difficile la Via Ferrata?

La difficoltà indicata per Ferrata Merlone ai Cadini di Misurina è Moderatamente Difficile.

Quanto dura?

La durata totale indicata è circa 8 h.

Quanto è lunga?

Il percorso misura circa 11 km.

Dove si trova?

Ferrata Merlone ai Cadini di Misurina si trova in zona Belluno, Italy.

Attrezzatura e sicurezza

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Video

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