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via ferrata Ferrata Monte Nero
apertaDifficile

Ferrata Monte Nero

Presanella · Trento · Italy

Dati tecnici

Difficoltà
Difficile
Stato
aperta
Distanza
15,5 km
Durata totale
10 h
Avvicinamento
2 h 30 min
Tempo in ferrata
30 min
Dislivello
1558 m
Coordinate
46.20475, 10.73115

Caratteristiche

GhiacciaioAlta montagnaItinerario lungo

Descrizione

Normale

Panoramica

L’ascensione alla Presanella (3558 m) si realizza combinando la recente Ferrata Monte Nero con un lungo approccio e una successiva traversata glaciale. L’itinerario, di ampio respiro e notevole impegno fisico-tecnico, si sviluppa in un ambiente alpino severo, partendo dal fondovalle in Val d’Amola con supporto logistico al Rifugio Segantini. La ferrata rappresenta una sezione significativa ma non isolata di un percorso complesso, che richiede autonomia su roccia, ghiaccio e terreno misto.

Avvicinamento

L’accesso stradale avviene dalla Statale 239 tra Pinzolo e Madonna di Campiglio. All’altezza di Pinemonte Basso, un ampio tornante immette a sinistra sulla strada per la Val Nambrone. Superato il Rifugio Nambrone, si prosegue su una carrozzabile tortuosa fino a un bivio: si ignora la deviazione a destra per il Rifugio Cornisello e si tiene la sinistra, giungendo dopo circa 11 km (30 minuti di guida) al parcheggio presso il ponte sul torrente Sarca (circa 2006 m), in prossimità di Malga Vallina d’Amola.

L’escursione a piedi inizia imboccando la stradina verso ovest con segnavia 211, che supera la malga e si trasforma rapidamente in sentiero. È fondamentale non scendere verso gli edifici della malga, ma mantenersi sul tracciato principale che, dopo un ponte, conduce a un bivio tra i sentieri 211 e 211B. Si tiene la destra sul sentiero 211 “Oscar Collini”. Il percorso, ripido e ricco di tornanti, risale il crinale senza difficoltà tecniche, raggiungendo in circa un’ora il Rifugio Segantini a 2373 m.

Dietro il rifugio, una palina indica la direzione per la Presanella (nord-ovest). La traccia, inizialmente marcata di bianco-rosso, punta decisamente verso una vistosa morena, con il profilo del Monte Nero che domina la cresta come riferimento costante. L’obiettivo visivo è l’intaglio alla sinistra del Monte Nero: la Bocchetta di Monte Nero, punto chiave per l’accesso alla ferrata. Il sentiero procede su terreno detritico e sassoso, mantenendo un ritmo sostenuto ma regolare.

Avvicinandosi alla parete a sinistra della bocchetta, si raggiunge il margine della Vedretta di Monte Nero. Il ghiacciaio, a seconda della stagione, può presentare ghiaccio vivo o neve residua. Pur non essendo solitamente crepacciato e richiedendo un attraversamento relativamente breve, la sua pendenza rende indispensabili i ramponi. La progressione richiede cautela anche per il potenziale rischio di caduta sassi. Tagliata la vedretta in diagonale, si approda alla roccia, dove si affrontano alcuni passaggi di arrampicata di I grado superiore fino a raggiungere l’attacco della via ferrata a 3070 m. Questo tratto dal rifugio richiede circa 1 ora e 30 minuti, per un totale di 2 ore e 30 minuti dal parcheggio.

Via Ferrata

La ferrata, attrezzata con cavo metallico nuovo e numerosi infissi, si sviluppa su roccia spesso levigata di natura granitica. L’inizio è su placche piuttosto appoggiate, agevolate dalla presenza di alcune staffe. Il ritmo è verticale ma non estremo, permettendo una progressione fluida. Si incontra poi un traverso non difficile ma esposto, che regala una vista panoramica a ritroso sull’intero itinerario percorso dal rifugio. La ferrata non è continua: in alcuni tratti il cavo termina, lasciando spazio a brevi passaggi su roccette e facili balzi rocciosi da affrontare in arrampicata libera, interrompendo il ritmo “assicurato” e richiedendo maggiore attenzione.

Si raggiunge una stretta cengia attrezzata dove è posizionata una passerella in legno, un elemento che spezza la verticalità con un tratto orizzontale ed aereo. Si riprende a salire con un’alternanza di placche e balzi, fino a percorrere una rampa inclinata ed esposta verso destra che conduce in cresta al punto più alto della ferrata (3165 m). Da qui, il percorso cambia carattere: il cavo scende per circa 50 metri sul versante opposto, verso la Vedretta di Nardis Orientale, con alcuni passaggi di disarrampicata non difficili ma assistiti da una lunga serie di infissi metallici. Questo segna il termine della Ferrata del Monte Nero, raggiunto in circa 30 minuti dall’attacco (2 ore dal Rifugio Segantini).

Traversata alla vetta

Al di sotto, la Vedretta di Nardis Orientale è spesso coperta da un spesso strato di grossi massi (detrito superficiale); in stagione avanzata, i ramponi possono non essere necessari in questo tratto. La difficoltà principale qui diventa l’orientamento in caso di scarsa visibilità, poiché le marche bianco-rosse e gli ometti sono radi. Si prosegue in direzione nord-ovest risalendo il fondo vallivo, seguendo alcuni segni fino a un ampio pianoro soprastante la vedretta.

Attraversato il pianoro sommitale, si individua il Bivacco Orobica di fronte a sé. L’accesso al bivacco richiede di superare un paio di passaggi delicati: un breve tratto attrezzato in discesa e una traversata esposta su terreno un po’ friabile, resa più sicura da alcune assi di legno posate. Seguendo i bolli bianco-rossi si arriva infine al Bivacco Orobica, costruito in pietra a 3382 m. Questo tratto dalla fine della ferrata richiede circa 1 ora e 30 minuti (3 ore e 30 minuti dal rifugio).

La vetta della Presanella è ben visibile dal bivacco. La traccia finale si tiene sul lato sinistro della cresta, su terreno misto di roccia e detrito, con esposizione crescente ma senza passaggi tecnici particolari. Si guadagna la cima (3558 m) in circa 45 minuti dal bivacco, per un totale di 4 ore e 15 minuti dal Rifugio Segantini e 5 ore dal parcheggio. È il punto più alto situato interamente in territorio trentino, con panorama a 360° sulle Alpi Centrali.

Discesa

Il rientro avviene per la stessa via di salita. La discesa richiede particolare attenzione nel tratto del ghiacciaio e nella discesa dalla ferrata. Sono necessarie circa 5 ore per tornare all’auto, per un tempo di escursione totale stimato intorno alle 10 ore.

Note utili

Lungo la ferrata sono presenti molti bolli bianco-rossi ben visibili che indicano la linea di salita. Nel tratto tra la Vedretta di Nardis Orientale e il Bivacco Orobica si trovano alcuni chiodi con moschettoni utili per eventuali manovre di assicurazione con la corda in caso di necessità. Massima attenzione va prestata durante l’attraversamento della Vedretta di Monte Nero, sia per la pendenza che per il rischio di caduta sassi.

L’itinerario è lungo e comporta un dislivello complessivo di circa 1550 metri dal rifugio. È fortemente consigliato partire molto presto al mattino e valutare il pernottamento al Rifugio Segantini per affrontare la vetta nelle prime ore del giorno, con condizioni del ghiaccio più favorevoli. L’attrezzatura deve comprendere ramponi e piccozza, oltre al kit da ferrata completo. Data la lunghezza, l’impegno fisico e la varietà di terreni, è un percorso riservato ad escursionisti esperti, ben allenati e con esperienza in ambiente glaciale e d’alta quota.

Traccia e meteo

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FAQ

Quanto è difficile la Via Ferrata?

La difficoltà indicata per Ferrata Monte Nero è Difficile.

Quanto dura?

La durata totale indicata è circa 10 h.

Quanto è lunga?

Il percorso misura circa 15,5 km.

Dove si trova?

Ferrata Monte Nero si trova in zona Trento, Italy.

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