
Dati tecnici
- Difficoltà
- Difficile
- Stato
- aperta
- Distanza
- 5 km
- Durata totale
- 2 h 30 min
- Avvicinamento
- 30 min
- Tempo in ferrata
- 1 h
- Dislivello
- 145 m
- Coordinate
- 44.245051, 10.464355
Caratteristiche
Descrizione
Panoramica
La Penna di Civago, una guglia rocciosa di arenaria che domina l’ultimo paese reggiano verso il Passo delle Radici, si impone con il suo profilo affilato e pareti che salgono rapidamente fino ai 1400 metri. Su questa ardita struttura è stata tracciata una via ferrata breve ma di notevole impegno, che combina verticalità e esposizione in un itinerario intenso.
Avvicinamento
Il percorso inizia a Case di Civago, raggiungibile in circa un’ora e mezza d’auto da Reggio Emilia o Modena. Parcheggiato il veicolo lungo gli ampi spazi della strada sterrata che conduce ai rifugi Battisti, Segheria e Bargetana, si prosegue a piedi per circa cinque minuti, mantenendo la Penna sulla destra. Un cartello informativo indica l’imbocco di una ripida traccia, segnalata da ometti e segnavia bianchi. La salita si sviluppa inizialmente su una pietraia, per poi affrontare pendii ripidi e un traverso esposto che conduce all’attacco della ferrata, raggiungibile in circa trenta minuti dal parcheggio. L’approccio, benché breve, introduce già il carattere dell’ambiente: versanti scoscesi e una morfologia che prelude all’arrampicata.
Via Ferrata
L’itinerario si impone subito per la sua spiccata verticalità. La roccia arenaria, compatta e con pochi appigli naturali, richiede un affidamento quasi totale sugli ancoraggi metallici, sapientemente disposti in pioli, maniglie e cambre. La prima sezione della Ferrata del Monte Penna si sviluppa su due diedri, supera uno spigolo molto esposto e prosegue con un camino impegnativo, offrendo una progressione continua e fisicamente coinvolgente. Terminato questo tratto, un breve sentiero erboso consente una pausa prima della seconda e più difficile parte.
La seconda sezione inizia con una parete verticale, leggermente strapiombante, di circa dieci metri, dove le attrezzature metalliche sono fondamentali per un passaggio di difficoltà sostenuta. Oltrepassata questa parete, una piccola cengia offre un momento di tregua prima del passaggio chiave dell’intera via: una pancia strapiombante su una paretina di otto metri. Ben attrezzato, questo tratto richiede comunque massima cautela e rapidità di esecuzione per evitare un eccessivo affaticamento muscolare; è consigliabile studiare con attenzione la sequenza delle prese prima di lanciarsi nel superamento. Il ritmo qui cambia: da una progressione verticale continua si passa a un movimento più tecnico e ponderato, in un contesto di forte esposizione.
Superato lo strapiombo, si affronta una placca finale di arenaria, molto esposta, dove alcune staffe aiutano la salita. La natura liscia della roccia rende però difficile evitare di trazionare il cavo di sicurezza in almeno un paio di punti, aggiungendo un elemento di impegno tecnico. Conclusa questa placca, le difficoltà si attenuano sensibilmente. In circa cinque minuti si supera un’ultima paretina e una cengia esposta ma semplice, segnando il termine della ferrata. Da qui si gode di un panorama eccezionale su Civago, il lago di Fontanaluccia e il Monte Giovarello. Il tempo di percorrenza della ferrata è di circa un’ora, per un totale di un’ora e trenta minuti dall’attacco. L’esperienza è dunque concentrata: un susseguirsi di passaggi impegnativi, con poche soluzioni di continuità, che richiede resistenza e tecnica.
Discesa
Dal termine della ferrata, occorre proseguire in salita per altri cinque minuti su un ripido sentiero fino a intercettare un tracciato CAI. Per il rientro a Case di Civago si hanno due opzioni. La via consigliata è procedere a sinistra, seguendo il sentiero CAI 631 A in direzione della Cavallina. Questo percorso è meno ripido e scivoloso rispetto all’alternativa del sentiero 607 e, in circa quaranta minuti, riconduce al parcheggio. Dal 631 A si scende fino a immettersi nel CAI 605, che va intrapreso verso sinistra. Per chi avesse bisogno di acqua, una fonte è raggiungibile deviando a destra sul sentiero 605 per cinque minuti. Il 605 è infine una comoda mulattiera che termina nella sterrata di partenza. Il tempo totale dell’escursione, ferrata e discesa incluse, è di circa due ore e trenta minuti. La discesa, quindi, offre un ritmo più disteso dopo l’intensità della salita, percorrendo un ambiente boschivo e sentieri ben tracciati.
Note utili
Nonostante la brevità, questa ferrata è atletica e impegnativa. Un paio di passaggi possono mettere in seria difficoltà escursionisti inesperti o poco allenati. Una caratteristica peculiare è che le difficoltà tendono ad aumentare progressivamente dopo l’attacco, lasciando poche possibilità di ritirarsi e tornare indietro, il che ne accentua il carattere di impegno continuo. Nell’estate 2018 sono state aggiunte due staffe supplementari nel passaggio chiave strapiombante, riducendone significativamente la difficoltà originaria. La Ferrata della Penna di Civago è stata inaugurata nell’ottobre del 2014. Per gli appassionati, la vicina Ferrata Barranco del Dolo, distante solo 4 km, rappresenta un’ideale prosecuzione della giornata, permettendo di sfruttare al meglio l’uscita in un’area ricca di proposte alpinistiche.
Traccia e meteo
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Immagini
FAQ
Quanto è difficile la Via Ferrata?
La difficoltà indicata per Ferrata Monte Penna è Difficile.
Quanto dura?
La durata totale indicata è circa 2 h 30 min.
Quanto è lunga?
Il percorso misura circa 5 km.
Dove si trova?
Ferrata Monte Penna si trova in zona Reggio Emilia, Italy.
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