
Ferrata Nito Staich
Monte Tovo · Biella · Italy
Dati tecnici
- Difficoltà
- Moderatamente Difficile
- Stato
- aperta
- Distanza
- 6,7 km
- Durata totale
- 2 h 10 min
- Avvicinamento
- 20 min
- Tempo in ferrata
- 1 h 20 min
- Dislivello
- 200 m
- Coordinate
- 45.6314, 7.97666
Caratteristiche
Descrizione
Panoramica
La Ferrata Nito Staich è un percorso aereo e fisicamente rilevante che si sviluppa sulle severe pareti del Monte Tovo, a dominio del complesso del Santuario di Oropa in provincia di Biella. L’itinerario alterna tratti verticali, spigoli molto esposti e passaggi leggermente strapiombanti, ma l’abbondanza e la qualità degli infissi mantengono la difficoltà complessiva su un livello medio. Lo sviluppo contenuto la rende perfetta per un’uscita di mezza giornata, facilmente integrabile con altri percorsi attrezzati del Biellese.
Avvicinamento
Il punto di partenza è situato a Oropa. Dal centro, si prosegue verso Rosazza fino a un ampio tornante, in prossimità del quale si scorge un edificio religioso diroccato; nei pressi del tornante è possibile la sosta a bordo strada. L’accesso al sentiero avviene imboccando la sterrata che sale accanto alla costruzione in rovina. Si segue quindi l’ampia mulattiera diretta al Rifugio Rosazza fino a intercettare una pietraia. Qui compaiono le prime indicazioni specifiche per la ferrata, che segnalano una distanza di circa 15 minuti. Si risale la pietraia verso destra, puntando allo sperone roccioso che ospita l’attacco, aiutandosi con i segnavia rossi e le indicazioni. L’attacco della Ferrata Nito Staich è raggiungibile in circa 20 minuti dal parcheggio.
Via Ferrata
L’itinerario attrezzato inizia senza indugi con una parete verticale, consentendo un rapido guadagno di quota. L’ascesa si sviluppa a lato di uno spigolo, tenendosi sulla sinistra, per poi proseguire con un breve collegamento e un facile traverso. Si attacca quindi una seconda parete, più estesa della precedente, durante la cui salita si intravede in alto il pilone della vecchia funivia. Superata questa sezione, si transita su un tratto erboso prima di affrontare un paio di paretine più appoggiate, attrezzate con staffe metalliche, che conducono al primo pilone in cemento della dismessa funivia. Questo viene risalito verticalmente sfruttando le staffe fisse, fino a un breve ponte sospeso a tre corde che collega il pilone alla parete rocciosa.
Il percorso prosegue con un traverso a destra per aggirare uno spigolo, seguito da una breve risalita fino a un pianoro erboso. Un sentiero conduce alla base di un’imponente parete verticale. Il passaggio iniziale si svolge in un diedro, dal quale si esce verso destra per superare un piccolo tetto leggermente strapiombante. La salita continua in verticale, con esposizione progressivamente maggiore, fino a quando è necessario attraversare il diedro portandosi sul suo lato sinistro. Dopo un breve balzo si raggiunge un terrazzo erboso, dove occorre momentaneamente sganciare il moschettone dal cavo per riagganciarlo poco più in alto. Da questa sosta, lo sguardo spazia sulla cupola del Santuario di Oropa.
Si attacca quindi uno spigolo con leggero strapiombo, risalendolo verso sinistra in un passaggio molto esposto. Superato un breve balzo, si riprende lo spigolo spostandosi verso sinistra, fino a raggiungere, sotto un pilastro, un secondo ponte sospeso a tre corde. Completato anche questo ponte, si salgono alcuni metri su cambre metalliche prima di intraprendere un traverso a sinistra che aggira, in forte esposizione, un tetto roccioso. Ci si sposta così sul lato sinistro dello spigolo, a fianco della nuova funivia. Aggirato lo spigolo, si sale in verticale con l’ausilio di ottime staffe metalliche fino al termine delle attrezzature. Il tempo di percorrenza della ferrata è di circa 1 ora e 20 minuti, per un totale di 1 ora e 40 minuti dall’avvicinamento.
Discesa
Sono disponibili diverse opzioni per il rientro. La più comoda prevede l’utilizzo della funivia per scendere direttamente a Oropa. Considerando il parcheggio consigliato, l’itinerario preferibile a piedi è invece il seguente: dal termine della ferrata si imbocca il sentiero D32, segnato con bolli bianco-rossi, sul versante opposto. In prossimità di un bivio si mantiene la sinistra, seguendo un’ampia mulattiera che riconduce alla pietraia dell’avvicinamento. Da qui si ritorna al parcheggio percorrendo a ritroso il sentiero iniziale. Questa discesa richiede circa 30 minuti, per un totale di 2 ore e 10 minuti dall’inizio dell’escursione.
Al termine della ferrata è anche possibile risalire fino alla stazione a monte della funivia, dove si trova il Rifugio Rosazza. Per scendere a piedi da lì, occorre comunque tornare al termine della ferrata e seguire il percorso sopra descritto. Un’ulteriore alternativa per prolungare l’escursione è salire lungo la cresta del sentiero 14 che conduce alla vetta del Monte Tovo (2230 m).
Note utili
La Ferrata Nito Staich è un percorso interessante, aereo e vario, che presenta una forte esposizione per gran parte del suo sviluppo. La difficoltà è contenuta a un livello medio grazie all’abbondanza di infissi, che altrimenti renderebbero la via assai più impegnativa. L’attrezzatura è in ottime condizioni. È espressamente vietato scendere lungo la via ferrata. A circa due terzi della salita, sul lato sinistro, è presente una via di fuga.
Per una pianificazione accurata, si consiglia di consultare il sito della Provincia di Biella, che mette a disposizione per il download le mappe e le tracce GPS della rete sentieristica locale. La ferrata, per la sua durata contenuta, si presta ottimamente a essere combinata in giornata con altri itinerari attrezzati del Biellese, come il Sentiero Attrezzato dell’Infernone, la Ferrata del Limbo, la Ferrata Ciao Miki, la Ferrata di Rosazza o la Ferrata della Balma.
Traccia e meteo
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Immagini
FAQ
Quanto è difficile la Via Ferrata?
La difficoltà indicata per Ferrata Nito Staich è Moderatamente Difficile.
Quanto dura?
La durata totale indicata è circa 2 h 10 min.
Quanto è lunga?
Il percorso misura circa 6,7 km.
Dove si trova?
Ferrata Nito Staich si trova in zona Biella, Italy.
Attrezzatura e sicurezza
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