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via ferrata Ferrata Piazzetta al Piz Boè
apertaEstremamente Difficile

Ferrata Piazzetta al Piz Boè

Piz Boè · Trento · Italy

Dati tecnici

Difficoltà
Estremamente Difficile
Stato
aperta
Distanza
8,6 km
Durata totale
5 h 30 min
Avvicinamento
1 h 15 min
Tempo in ferrata
2 h 15 min
Dislivello
190 m
Coordinate
46.48811, 11.81133

Caratteristiche

Ponti sospesiAlta montagnaItinerario lungoFunivia al ritorno

Descrizione

Normale

Panoramica

La Ferrata Cesare Piazzetta, che porta alla cima del Piz Boè nel Gruppo Sella, rappresenta una delle ascensioni attrezzate più celebri e tecnicamente esigenti delle Dolomiti. La sua fama deriva dall’eccezionale cornice paesaggistica e da un profilo alpinistico severo, contraddistinto da un attacco di difficoltà eccezionale che funge da elemento selettivo anche per ferratisti esperti. L'impegno, massimo nei primi metri, si attenua progressivamente, ma l’intero itinerario rimane fisicamente molto gravoso e copre un dislivello considerevole. Si tratta di un'impresa riservata a chi possiede un'ottima condizione atletica e una comprovata esperienza su vie ferrate di alto livello.

Avvicinamento

L’approccio parte dal Passo Pordoi (2239 m). Parcheggiata l’auto, si imbocca la stretta strada asfaltata che, lambendo i prati del versante orientale del Gruppo Sella, conduce in circa 20 minuti all’Ossario del Pordoi. Da questo punto, seguendo le indicazioni, si risale un ripido canale detritico fino a intercettare il sentiero CAI 626. Il tracciato prosegue verso destra, mantenendosi in quota sotto le maestose pareti del massiccio, in un ambiente dominato da detriti di falda e bastionate rocciose. Si raggiunge infine l’attacco della ferrata, segnalato da una targa metallica ai piedi di una liscia parete giallastra a 2630 metri. Il tempo di avvicinamento dal Passo Pordoi è di circa 1 ora e 15 minuti.

Via Ferrata

L’itinerario si presenta immediatamente con una prova severissima: i primi 30 metri, costituiti da una placca verticale seguita da un traverso aereo, sono di difficoltà estrema. La roccia, di natura dolomitica, è levigata e scivolosa, con appigli radi e minuscoli, rendendo questo tratto uno dei più impegnativi dell’intero panorama ferratistico italiano. La valutazione per questo segmento iniziale è estremamente difficile, mentre per il resto del percorso si attesta su molto difficile. Superata questa sezione critica, si guadagna un terrazzino per una pausa, con una vista aperta sulla Marmolada e sul suo ghiacciaio.

La salita prosegue su roccia verticale e spesso unta, richiedendo un uso continuativo e sicuro del cavo d’acciaio. Si supera un salto aiutandosi con due caratteristiche staffe metalliche e si percorre una fessura con doppio cavo. Dopo una scaletta e l’aggiramento di uno spigolo, si approda a un’ampia cengia sabbiosa, un punto di sosta ideale per osservare le imponenti pareti del Sella. Il ritmo è discontinuo, alternando brevi tratti di progressione verticale a pause su cenge. Il passo successivo è un camino stretto e atletico all’interno di una fessura, che può risultare problematico con zaini voluminosi; è consigliabile assicurarlo all’imbrago. Superato questo ostacolo, si aggira una spalla rocciosa e si arriva al ponte sospeso dopo circa 40 minuti dall’attacco.

Oltre il ponte, le difficoltà tecniche si riducono, ma la stanchezza accumulata impone di mantenere alta la concentrazione. Si risalgono roccette più agevoli e si percorre una cengia fino all’ultimo tratto impegnativo: un traverso verso sinistra, esposto ma meno severo dei primi. Aggirata una grande parete, si affrontano alcuni balzi rocciosi prima che le attrezzature cessino in corrispondenza di una suggestiva porta naturale formata da massi incastrati. Da qui, il Piz Boè appare vicino, ma richiede ancora impegno. Si risale un ghiaione, si intercetta il sentiero CAI 638 e, superati gli ultimi facili balzi, si giunge al Rifugio Capanna Fassa e, poco sopra, alla vetta del Piz Boè a 3152 metri. Il tempo di percorrenza della ferrata è di circa 2 ore e 15 minuti, per un totale dall’avvicinamento di circa 3 ore e 30 minuti.

Discesa

Per il rientro al Passo Pordoi si scende lungo il sentiero 638 verso Forcella Pordoi (2848 m). I primi tratti sotto la vetta sono ripidi e parzialmente attrezzati. Raggiunta la forcella in circa 45 minuti dal Piz Boè, si hanno due opzioni:

  1. Salire brevemente (15 minuti) con il sentiero 627A al Sass Pordoi e scendere al passo tramite la funivia.
  2. Scendere direttamente da Forcella Pordoi lungo il ghiaione del sentiero CAI 627, che con numerosi tornanti riconduce al Passo Pordoi in circa 1 ora e 15 minuti. Per questa variante possono essere utili i bastoncini telescopici. Il tempo totale dell’escursione varia quindi tra le 5 e le 5 ore e 30 minuti.

Note utili

La Ferrata Piazzetta è un’ascensione molto impegnativa, con un attacco estremamente selettivo. È assolutamente sconsigliata a chi non è ben allenato e tecnicamente preparato. Data la sua bellezza è molto frequentata, ma spesso da escursionisti poco esperti che possono creare rallentamenti. Nei periodi di alta stagione è vivamente raccomandato affrontarla di primo mattino o nel primo pomeriggio per evitare code. Gli infissi sono in buono stato e il cavo è spesso, anche se non sempre perfettamente teso. Per i tratti più difficili può essere utile conoscere le tecniche di sosta in parete con fettuccia o longe. Per l’orientamento si consiglia l’uso di cartine dettagliate del Gruppo Sella. La via, inaugurata nel 1982 e dedicata al giornalista Cesare Piazzetta, è stata ideata e realizzata da Gilberto Salvatore con il supporto del G.S. Fiamme Gialle e del CAI.

Traccia e meteo

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Immagini

FAQ

Quanto è difficile la Via Ferrata?

La difficoltà indicata per Ferrata Piazzetta al Piz Boè è Estremamente Difficile.

Quanto dura?

La durata totale indicata è circa 5 h 30 min.

Quanto è lunga?

Il percorso misura circa 8,6 km.

Dove si trova?

Ferrata Piazzetta al Piz Boè si trova in zona Trento, Italy.

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