
Ferrata Ricci al Corno Grande
Corno Grande · Teramo · Italy
Dati tecnici
- Difficoltà
- Moderatamente Difficile
- Stato
- aperta
- Distanza
- 8,4 km
- Durata totale
- 5 h 30 min
- Avvicinamento
- 1 h 15 min
- Tempo in ferrata
- 1 h 45 min
- Dislivello
- 470 m
- Coordinate
- 42.49906, 13.56073
Caratteristiche
Descrizione
Panoramica
La Ferrata Ricci raggiunge la cima del Corno Orientale, vetta più spettacolare del Corno Grande nel massiccio del Gran Sasso, pur essendo nove metri più bassa della vicina cima occidentale. L’itinerario si svolge sulla maestosa parete nord-est, un imponente bastione roccioso che si eleva per quasi 1500 metri, dominando la valle con un effetto visivo di grande impatto. Lo sviluppo si articola su una struttura prevalentemente verticale, con lunghi tratti di progressione continua su roccia solida, alternati a brevi cenge e balconi sospesi.
Avvicinamento
La partenza è a Prati di Tivo, in provincia di Teramo, accessibile dall’autostrada A24, uscendo a San Gabriele-Colledara e seguendo le indicazioni per la Strada Statale del Gran Sasso. L’ultimo tratto conduce alla località di partenza. Nei periodi di esercizio, dalla stazione a valle parte un’ovovia che consente di salire agevolmente fino alla località Madonnina. Si segnala che nell’estate 2021 l’impianto era fermo; in tal caso, occorre proseguire in auto per circa quattro chilometri verso il rifugio Cima Alta, dove si trovano parcheggi, per poi risalire a piedi il breve tratto fino alla Madonnina.
Dalla stazione a monte dell’ovovia si imbocca il sentiero numero 103, diretto verso la cresta est del Corno Piccolo. Poco dopo, in corrispondenza di alcuni terrapieni, si incontra un bivio: si tiene la sinistra in direzione del rifugio Franchetti. Il tracciato, attrezzato nei punti più esposti, risale un ampio vallone fino al Passo delle Scalette, giungendo al rifugio Franchetti in circa un’ora di cammino. Dal rifugio, una traccia evidente si stacca verso sinistra, scendendo brevemente nel vallone delle Cornacchie. La si segue per poi risalire un pendio detritico che porta all’attacco della Ferrata Ricci. L’intero avvicinamento dalla stazione dell’ovovia richiede circa 1 ora e 15 minuti. L’ambiente è caratterizzato da ampi ghiaioni e rocce calcaree fratturate, con un percorso che alterna tratti in falsopiano a salite moderate, preparando gradualmente all’impegno successivo.
Via Ferrata
L’itinerario attrezzato percorre la parete nord del Corno Grande. Si inizia risalendo una placca diagonale di media difficoltà, che termina in una forcella dove si interrompe momentaneamente il cavo metallico. Si piega a sinistra, percorrendo una breve cengia e un tratto di detrito fino a ritrovare le attrezzature. Si affronta quindi la salita di una lunga parete inclinata, fisicamente impegnativa ma tecnicamente lineare, che introduce alla sezione più panoramica della via. Qui il percorso si snoda lungo un esposto balcone a picco sulla "Paretona" est del Gran Sasso, offrendo una vista vertiginosa su 1300 metri di dislivello. La progressione su questa cengia sospesa è orizzontale e continua, con un’esposizione costante che richiede sicurezza.
Dopo questo traverso, si riprende a salire affrontando uno spigolo esposto di circa trenta metri, considerato il passaggio chiave dell’intera ferrata. Nonostante l’esposizione, la roccia compatta offre buoni appigli. Superato lo spigolo, si prosegue per qualche decina di metri fino a dove il cavo metallico termina sull’anticima nord, a 2700 metri di quota. Questo tratto di ferrata richiede circa 1 ora e 15 minuti. Il ritmo è sostenuto, con una successione di brevi risalti verticali e tratti obliqui su roccia generalmente solida e ben gradinata.
Dall’anticima si continua su roccia, superando alcuni passaggi esposti ma non difficili, fino a intersecare la via normale di salita al Corno Orientale. Si attraversa una forcella esposta e si superano alcune roccette di primo grado, raggiungendo infine la croce di vetta del Corno Orientale. La salita dalla fine delle attrezzature alla cima impiega circa 30 minuti, per un totale di 1 ora e 45 minuti dalla partenza della ferrata e circa 3 ore dalla stazione dell’ovovia. Questa parte finale, sebbene non attrezzata, si svolge su cresta con passaggi di arrampicata elementare, concludendo l’itinerario in un ambiente aperto e panoramico.
Discesa
Per il ritorno esistono due possibilità. La prima opzione prevede di ripercorrere a ritroso l’intero itinerario, ridiscendendo quindi la Ferrata Ricci. La seconda alternativa, tecnicamente più complessa, è la discesa per la via normale. Dalla vetta si torna al bivio con la ferrata e si seguono i segnavia bianco-rossi. Si scende inizialmente su roccette che richiedono l’uso delle mani (primo grado), per poi affrontare un camino esposto e insidioso con passaggi di disarrampicata di secondo grado. Questo tratto, su roccia spesso levigata, richiede attenzione nella ricerca degli appoggi.
Superato il camino, il sentiero diventa più facile e conduce alla parte terminale del Ghiacciaio del Calderone, quindi al bivio per il Corno Occidentale e infine alla Sella dei Due Corni. Da qui si scende verso il rifugio Franchetti, raggiungibile in circa 1 ora e 15 minuti dalla fine della ferrata. Il rientro totale all’ovovia, includendo la discesa dal rifugio, richiede circa 5 ore e 30 minuti. La discesa per la via normale presenta un carattere tecnico e discontinuo, con un cambio di ritmo netto dopo il camino, dove il percorso diventa più marcatamente escursionistico.
Note utili
La presenza di neve, anche in stagione avanzata, modifica radicalmente la difficoltà dell’itinerario, rendendolo adatto solo ad escursionisti esperti e correttamente equipaggiati, data l’esposizione del percorso. La discesa per la via normale, con i suoi tratti di disarrampicata non attrezzati, richiede particolare attenzione e competenza. La morfologia del terreno, con placche e camini, può diventare insidiosa in condizioni di ghiaccio o umidità.
La Ferrata Ricci può essere inserita in un percorso ad anello più ampio concatenandola con le vicine Ferrata Danesi e Ferrata Ventricini sul Corno Piccolo, scendendo dalla Sella dei Due Corni in direzione opposta al rifugio Franchetti. Data la notevole lunghezza, per questo anello è consigliato un pernottamento al rifugio. Dalla Sella dei Due Corni è anche possibile imboccare la Ferrata Brizio per raggiungere il versante sud del massiccio, collegandosi a itinerari come quello per il Bivacco Bafile o il Sentiero del Centenario. Queste combinazioni trasformano l’ascensione in un’esperienza alpinistica di più giorni, esplorando la complessa struttura cresta-cenge del massiccio.
Traccia e meteo
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Immagini
FAQ
Quanto è difficile la Via Ferrata?
La difficoltà indicata per Ferrata Ricci al Corno Grande è Moderatamente Difficile.
Quanto dura?
La durata totale indicata è circa 5 h 30 min.
Quanto è lunga?
Il percorso misura circa 8,4 km.
Dove si trova?
Ferrata Ricci al Corno Grande si trova in zona Teramo, Italy.
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