
Dati tecnici
- Difficoltà
- Difficile
- Stato
- aperta
- Distanza
- 11 km
- Durata totale
- 3 h 30 min
- Avvicinamento
- 2 h
- Tempo in ferrata
- 30 min
- Dislivello
- 564 m
- Coordinate
- 46.01997, 11.0355
Caratteristiche
Descrizione
Panoramica
La via ferrata Giulio Segata, tracciata sulla parete orientale del monte Dos d'Abramo nel gruppo del Bondone, rappresenta un itinerario di sviluppo contenuto ma dall’impatto notevole. Nonostante la durata effettiva di progressione sia stimabile in poco più di trenta minuti, il percorso si distingue per un carattere tecnico marcato e un’esposizione continua e significativa. Il tratto distintivo è l’ascensione attraverso due perforazioni naturali della montagna, tunnel verticali modellati dall’erosione, che conferiscono un’impronta speleologica all’arrampicata. Completare la salita e proseguire verso le tre cime del Bondone costituisce un’esperienza appagante, che unisce l’intensità della parete alla libertà della cresta.
Avvicinamento
Il punto di partenza si colloca nelle vicinanze delle Viote del Bondone, raggiungibili da Trento o Rovereto attraverso strade di montagna tortuose. Sono disponibili due alternative di parcheggio. La prima, più comoda provenendo da Rovereto, consiste in un ampio piazzale lungo una breve strada sterrata. La seconda, preferibile da Trento, prevede di superare il Giardino Botanico, imboccare una sterrata sulla sinistra e percorrerla per circa un chilometro fino a sostare al bordo della carreggiata. Da entrambi i luoghi hanno inizio sentieri con un avvicinamento di carattere simile verso la base della ferrata.
Dal primo parcheggio, si sale in direzione di Malga Fragari, tralasciando il bivio per il sentiero CAI 607. Si procede per circa venti minuti fino a un’indicazione a sinistra per il giro delle tre cime del Bondone. Continuando la salita ci si immette sul tracciato del CAI 636 proveniente da sinistra, che si segue verso destra. Chi opta per il secondo parcheggio segue immediatamente le indicazioni per il giro delle tre cime, salendo sul CAI 636 e ignorando, al successivo bivio, il CAI 9 in discesa, fino a congiungersi con il percorso precedente.
Si prosegue quindi in salita sul 636 in direzione di Cima Verde (2102 m), raggiungibile in circa un’ora e trenta minuti dal parcheggio. Sulla sua sommità erbosa, si individua a sinistra il CAI 630 per il Sentiero Attrezzato Sparaval. Si mantiene invece il CAI 636 verso destra, in direzione del Dosso d'Abramo, che diviene visibile verso sud-ovest. Il sentiero si sviluppa lungo una cresta panoramica, un nitido spartiacque cromatico tra i pascoli verdi a ovest e le rocce rosse a est. Giunti proprio sotto il Dosso d'Abramo a un incrocio, si presentano tre opzioni: a destra il 636 aggira la montagna verso ovest; diritto il 638A sale per un ripido canale attrezzato; a sinistra il 638 "Sentiero Corazza". Si imbocca quest’ultimo e, dopo pochi metri, al bivio si prosegue dritti (mentre il 638A scende) in direzione della parete est del Dos d'Abramo. Si giunge così sotto la parete, dove un cartello rosso segna l’inizio della ferrata Giulio Segata, dopo circa due ore dal parcheggio.
Via Ferrata
L’attacco coincide con il passaggio più iconico: la salita attraverso un foro naturale verticale nella roccia. La progressione si basa sulla ricerca di appigli naturali, in particolare sul lato destro del foro, riducendo la trazione sulla corda fissa. La roccia, levigata dall’acqua in questo tratto, rende l’arrampicata fisicamente impegnativa. L’ambiente è quello di un camino angusto, dove la luce filtra dall’alto. Usciti dalla parte superiore del foro verso destra, si traversa a sinistra su placche lisce in forte esposizione, con il vuoto che si apre rapidamente. Un breve passaggio verticale conduce a un terrazzino che introduce il secondo tratto.
Questa sezione si sviluppa su una parete verticale ed esposta, caratterizzata da roccia compatta e pochi appigli, che richiede spesso movimenti di arrampicata accurati. Un paio di piccoli balconcini consentono una sosta per riorganizzare la progressione. La parte alta della parete sfocia in una fessura, dove un singolo passamento non banale è agevolato da una staffa metallica utilizzata come maniglia. Si conclude questa prima sezione su una cengia a destra, raggiunta in circa quindici minuti dall’attacco. Proseguendo lungo la cengia si intercetta una via di fuga che, risalendo il canale del CAI 638A, conduce in vetta al Dos d'Abramo.
Proseguendo invece sul percorso attrezzato, si affronta subito una parete verticale e abbastanza liscia. Qui risultano provvidenziali alcuni fittoni staccati dalla roccia, utilizzabili come appoggio per mani e piedi. La salita prosegue sfruttando anche un paio di pioli aggiuntivi, fino a penetrare in un camino che porta a un terrazzino e quindi all’interno di una cavità. Questa grotta, spesso umida e fresca, ha uno sviluppo ardito e angusto. I primi metri al suo interno sono cruciali e richiedono un uso accorto dei pioli presenti sui lati destro e sinistro. La salita all’interno della cavità continua in uno stretto camino, dove si procede in spaccata alternando pioli e spaccature nella roccia. Si esce dal camino con un paio di passaggi agili tra pioli, per poi affrontare un tratto diagonale verso destra. Oltre questo, termina la difficile ferrata Giulio Segata, dopo circa trenta minuti dall’attacco (due ore e trenta minuti totali). In breve si raggiunge la vetta del Doss d'Abramo (2133 m).
Discesa
Al termine della ferrata Giulio Segata sul Dos d'Abramo, si hanno due opzioni principali. Per rientrare verso Cima Verde e al parcheggio, si scende verso nord per un ripido canalino sul sentiero CAI 638A, con alcuni tratti attrezzati con corde fisse. Questo conduce a una cengia dove sbuca la via di fuga della ferrata. Proseguendo per traccia verso nord si raggiunge il bivio con il CAI 636 incontrato in avvicinamento, per poi tornare al parcheggio sul sentiero già percorso (circa un’ora e trenta minuti dalla cima, per un totale di quattro ore). Un’opzione interessante di rientro, giunti a Cima Verde, è lasciare il CAI 636 e imboccare il CAI 630 (Sentiero Attrezzato Sparavei). Questo scende ripidamente tagliando un imponente costone roccioso con tratti attrezzati, fino a un bivio presso Acqua del Maradet. Tenendo la sinistra per il CAI 630B si giunge in prossimità del parcheggio dell’opzione due. Per questa variante è consigliato l’avvicinamento dal parcheggio due.
Per proseguire l’escursione verso la Cima Cornetto (2180 m), dal termine della ferrata si prosegue verso sud sul Dos d'Abramo per scendere sul crinale sud tramite il CAI 638A, con alcuni tratti attrezzati in discesa in un canalino aiutati da staffe. Ci si immette nuovamente sul CAI 636, che lungo il crinale in salita porta in cima al Cornetto in circa quarantacinque minuti (tre ore e quindici minuti totali). Dal Monte Cornetto si percorre a ritroso l’itinerario di salita, aggirando il Dos d'Abramo da ovest con il CAI 636, per poi scendere da Cima Verde al parcheggio (totale circa cinque ore e quindici minuti).
Note utili
Data la natura particolarmente liscia e levigata della roccia calcarea, l’uso di scarpette da arrampicata può essere molto utile per questa ferrata, garantendo aderenza sui passaggi più tecnici. Per i tratti più impegnativi, può essere vantaggioso conoscere le tecniche per sostare in sicurezza lungo una via ferrata, data l’esposizione continua. Per la cartografia della zona del Bondone, si consigliano le mappe dedicate alla Valle dei Laghi e Alto Sarca o all’Alta Valsugana.
Traccia e meteo
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Immagini
FAQ
Quanto è difficile la Via Ferrata?
La difficoltà indicata per Ferrata Segata al Bondone è Molto Difficile.
Quanto dura?
La durata totale indicata è circa 3 h 30 min.
Quanto è lunga?
Il percorso misura circa 11 km.
Dove si trova?
Ferrata Segata al Bondone si trova in zona Trento, Italy.
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