
Ferrata Terza Cengia Pomagagnon
Pomagagnon · Belluno · Italy
Dati tecnici
- Difficoltà
- Facile
- Stato
- aperta
- Distanza
- 16,3 km
- Durata totale
- 6 h
- Avvicinamento
- 1 h 30 min
- Tempo in ferrata
- 1 h 30 min
- Dislivello
- 981 m
- Coordinate
- 46.558204, 12.133663
Caratteristiche
Descrizione
Panoramica
La Ferrata della Terza Cengia del Pomagagnon, nota anche come Sentiero Attrezzato Zumeles, è un itinerario di difficoltà facile che si sviluppa a partire da Cortina d’Ampezzo. Il tracciato percorre una lunga e aerea cengia che incide i ripidi versanti meridionali del Pomagagnon, conducendo alla vetta di Punta Erbin. L’itinerario non richiede specifiche competenze alpinistiche, ma è contraddistinto da una costante e marcata esposizione per la gran parte del suo sviluppo. Si tratta di un’escursione impegnativa per il dislivello e la durata, ampiamente ripagata dalla vista mozzafiato a 360 gradi sulle principali vette dolomitiche di Cortina.
L’itinerario si sviluppa interamente su una cengia orizzontale, un solco naturale scavato nella parete. La progressione è quindi prevalentemente laterale, con un ritmo costante e un dislivello contenuto lungo la via ferrata vera e propria. Il carattere dell’escursione è essenzialmente psicologico e panoramico: l’esposizione è continua e il percorso si snoda sospeso sopra la Val Padeon, offrendo una prospettiva aerea unica sulla conca ampezzana.
Avvicinamento
Il punto di partenza è il parcheggio dell’Istituto Putti, situato poco sopra Cortina d’Ampezzo, raggiungibile tramite una strada asfaltata con tornanti che si dirama dalla Statale 51. Dal parcheggio ci si dirige verso nord-est, in direzione dell’imponente sagoma del Pomagagnon. Vari sentieri salgono nel bosco e convergono tutti, dopo breve tratto, sull’ampio sentiero 211 (pista ciclabile). Si prosegue tenendo la sinistra per meno di un chilometro fino a incontrare il bivio con il sentiero 202. Si imbocca quest’ultimo, svoltando a destra e proseguendo in salita costante, ignorando successivamente la deviazione per il sentiero 218. Si continua dritti fino a raggiungere l’evidente canalone di discesa della Ferrata Strobel (che scende da Punta Fiames) sulla sinistra. In corrispondenza di questo punto, si tiene invece la destra, si scende leggermente per poi risalire a sinistra seguendo le indicazioni verso una larga cengia diagonale ben visibile. L’attacco della via ferrata, segnalato come Sentiero Attrezzato Zumeles, si raggiunge in circa 1 ora e 30 minuti dal parcheggio.
L’avvicinamento si svolge su un versante boscoso, con una salita costante che prepara fisicamente all’itinerario. La morfologia cambia radicalmente all’uscita dal bosco, quando ci si affaccia sulla base della grande parete calcarea del Pomagagnon. Qui il sentiero si fa più roccioso e si individua chiaramente l’ampia e obliqua cengia che sarà la linea guida di tutta la salita.
Via Ferrata
Il percorso si sviluppa interamente sulla caratteristica cengia che dà il nome all’itinerario. È consigliabile indossare il casco già negli ultimi metri di avvicinamento per la possibile caduta di sassi dalle pareti sovrastanti del Pomagagnon. L’inizio della cengia è ripido ma non protetto, senza particolari difficoltà tecniche. Si incontra poi il primo tratto di fune metallica, superato il quale la cengia si fa progressivamente più stretta ed esposta. La salita procede alternando tratti attrezzati a tratti privi di protezione, alcuni dei quali risultano molto aerei e con un fondo a volte ghiaioso e poco stabile. La progressione richiede quindi piede fermo e assenza di vertigini, pur non essendo mai necessario arrampicare veramente.
La cengia è scavata in una roccia calcarea compatta ma spesso ricoperta da detriti. Il ritmo è continuo, senza soste obbligate, ma richiede costante attenzione per la combinazione di esposizione e terreno a tratti instabile. L’esperienza è quella di un cammino sospeso, con una parete a picco sulla sinistra e il vuoto della valle sulla destra.
Si supera un secondo tratto di fune che aggira uno spigolo e sale decisamente verso sinistra. Dopo aver aggirato un altro sperone roccioso, si affronta un breve passaggio in discesa che conduce a una comoda sosta. Da qui ha inizio la sezione più ripida e impegnativa della cengia. Si sale in diagonale su un passaggio molto esposto, dove la fune metallica dell’ultimo tratto risulta utile non solo per l’esposizione ma anche per vincere la pendenza su un fondo instabile. Aggirato uno spigolo verso sinistra, si gode di un magnifico scorcio sul Sorapiss e sul Faloria. Anche in questa parte, le protezioni sono presenti solo nei punti più critici.
Questo tratto centrale modifica il ritmo dell’itinerario, introducendo una pendenza più marcata e una progressione più fisica, seppur sempre su terreno da camminata. La cengia si mantiene ampia, ma l’inclinazione e l’esposizione laterale accentuano la sensazione di impegno.
Si giunge infine all’ultimo tratto attrezzato, che conduce alla forcella tra Punta Erbin e la Croda di Cestellis. Si superano alcune roccette appoggiate e un breve sentiero attrezzato per raggiungere la forcella a 2250 metri (circa 1 ora e 30 minuti dall’inizio della ferrata; 3 ore totali). Dalla forcella, la vista spazia sul versante opposto verso il Cristallo e le Dolomiti di Sesto. Con pochi minuti di facile arrampicata su roccette si conquista la croce di vetta di Punta Erbin (2301 m), raggiungibile in 15 minuti andata e ritorno dalla forcella, per un totale di circa 3 ore e 15 minuti dall’inizio dell’escursione. Il panorama sulle Tofane che sovrastano Cortina è il degno coronamento della fatica.
L’arrivo in forcella segna il passaggio dall’ambiente aereo della cengia a quello più aperto della cresta. La breve deviazione finale per la vetta è un classico esempio di arrampicata facile su blocchi di dolomia, che completa l’itinerario con un punto panoramico privilegiato.
Discesa
Dal termine della ferrata si scende verso la Val Padeon. Il primo tratto è costituito da una ripida discesa a mezzacosta su roccia, che richiede attenzione e che può diventare delicata in caso di roccia bagnata. Superati alcuni brevi balzi rocciosi, le difficoltà diminuiscono e si prosegue su sentiero fino a raggiungere la Forcella Zumeles (2079 m) in circa 45 minuti. Qui si incrociano i sentieri 204 e 205. Si prende a destra in direzione del Rifugio Mietres, riportandosi così sul versante di Cortina del Pomagagnon. Il sentiero, talvolta stabilizzato con traverse in legno, scende costantemente. Giunti a un bivio tra il sentiero 211 e il 204, si consiglia di tenere il 211 sulla destra, che scende in modo più dolce e diretto, ignorando le deviazioni secondarie, fino a riportare al parcheggio dell’Istituto Putti. La discesa dalla Forcella Zumeles richiede circa 2 ore e 15 minuti, per un totale di circa 3 ore dal termine della ferrata e 6 ore totali per l’intero anello.
La discesa iniziale verso la Val Padeon è tecnica e richiede concentrazione, segnando una netta transizione dalla progressione orizzontale della cengia a un impegnativo saliscendi su roccia viva. Una volta raggiunta la Forcella Zumeles, il ritmo diventa quello di una lunga e costante discesa su sentiero di montagna, che attraversa dapprima ambienti detritici e poi fitti boschi di conifere.
Note utili
La Ferrata della Terza Cengia del Pomagagnon è un itinerario tecnicamente facile ma psicologicamente impegnativo a causa della continua esposizione. La progressione avviene interamente su cengia, senza passaggi di arrampicata vera e propria. È fondamentale prestare massima attenzione in alcuni punti dove la cengia si restringe notevolmente e non è protetta, con un precipizio sulla destra. Anche il primo tratto di discesa verso Forcella Zumeles non va sottovalutato, specialmente con roccia umida. In caso di maltempo, la sezione più ripida della cengia nella seconda metà della via può diventare problematica. Le attrezzature della via sono state rinnovate in gran parte nel 2017. Per la cartografia, si consigliano le tavole dedicate alle Dolomiti di Sesto o a Cortina e le Dolomiti d’Ampezzo.
L’esperienza è dominata dalla costante esposizione e dalla necessità di un passo sicuro su terreno a volte mobile. È una ferrata dove la componente psicologica prevale nettamente su quella tecnica, offrendo un’esperienza di grande respiro in un ambiente maestoso.
L’itinerario si presta a essere combinato logicamente con la vicina Ferrata Strobel a Punta Fiames, poiché il suo canalone di discesa intercetta il sentiero di avvicinamento alla Terza Cengia. La zona di Cortina offre numerose altre alternative per vie ferrate, come la Ferrata Bovero al Col Rosa, il Sentiero Attrezzato alle Cascate di Fanes, la Ferrata Renè de Pol sul Cristallo, o le varie vie sulle Tofane (Formenton, Aglio, Olivieri) e la impegnativa Ferrata Sci Club 18 sul Monte Faloria.
Traccia e meteo
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FAQ
Quanto è difficile la Via Ferrata?
La difficoltà indicata per Ferrata Terza Cengia Pomagagnon è Facile.
Quanto dura?
La durata totale indicata è circa 6 h.
Quanto è lunga?
Il percorso misura circa 16,3 km.
Dove si trova?
Ferrata Terza Cengia Pomagagnon si trova in zona Belluno, Italy.
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