Ferrata di Favogna
Trento · Italia

Questa relazione descrive il moderno itinerario ad anello della Ferrata dei Laghi, che culmina sulla vetta del Bombasel (2535 m) nell’ambito dell’Alpe di Cermis in Val di Fiemme. Il percorso si articola su due distinti versanti del rilievo, serviti dalle vie Vertigo e Highway. Si tratta di installazioni recenti e molto attrezzate, dove i tratti di arrampicata vera e propria sono limitati. La via Vertigo presenta una difficoltà media, mentre l’Highway è perfettamente adatta ai principianti e a chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di attività, offrendo un’esperienza sicura e progressiva.
Il punto di partenza è la stazione a monte della funivia del Cermis, collegata a Cavalese. Si consiglia di parcheggiare l’autovettura nell’ampio parcheggio lungo la statale, ben segnalato, da cui si accede rapidamente alla stazione intermedia per la successiva risalita in cabinovia. Raggiunta l’Alpe di Cermis, per dirigersi verso la Forcella di Bombasel si può optare per il sentiero L03-353 in direzione sud-ovest. Questo tracciato, con un dislivello contenuto, conduce prima alla Forcella del Macaco e poi alla Forcella del Bombasel. Giunti alla forcella, si scorgono i suggestivi Laghi del Bombasel: la partenza della Ferrata Vertigo è sulla sinistra, mentre quella della Ferrata Highway è sulla destra. Per escursionisti con una preparazione media, l’itinerario consigliato prevede di salire dal versante Vertigo e di scendere lungo l’Highway, con un tempo di avvicinamento di circa 40 minuti dalla stazione a monte della funivia. Il sentiero di avvicinamento si snoda su un terreno erboso e sassoso, tipico dell’alta quota, mantenendo un andamento regolare che permette un approccio graduale.
L’ingresso della via Vertigo si presenta con una prima rampa inclinata verso destra, seguita immediatamente da un tratto verticale sostenuto da infissi metallici. Pur avendo un fondo sabbioso, questo settore permette di arrampicare, offrendo alle spalle un magnifico panorama sui Laghi del Bombasel. La roccia, di natura porfirica, forma placche compatte intervallate da cenge che permettono brevi soste. Si prosegue per alcuni metri su un sentiero attrezzato di collegamento prima di affrontare un nuovo ed impegnativo balzo verticale, a cui ne seguono altri due; la salita risulta comunque piacevole e mai eccessivamente difficile, con un ritmo fatto di brevi strappi verticali alternati a tratti di riposo su cenge. Un traverso a destra su facile tratto attrezzato introduce l’ultimo segmento della via. Dopo alcuni metri verticali, uno spostamento su falso piano verso destra conclude le attrezzature, ormai in vista della croce di vetta del Bombasel a 2535 metri. Il percorso è prevalentemente verticale ma spezzato, offrendo un carattere tecnico ma non estenuante, con un’esposizione continua che regala ampi panorami sulla catena del Lagorai.
La discesa attrezzata avviene sul versante opposto attraverso il percorso chiamato Highway. Si tratta di una cresta abbondantemente attrezzata che si sviluppa poco al di sotto della linea sommitale, caratterizzata da una serie di passaggi facili e soltanto un paio di risalti verticali, peraltro ben equipaggiati con ampie cambre. Questo tratto è ideale per i neofiti che intendano percorrerlo in salita, presentando un carattere prevalentemente orizzontale e di traverso, con un’esposizione moderata che permette di concentrarsi sulla tecnica di progressione in sicurezza. Dopo circa 1 ora e 30 minuti dall’inizio della salita attrezzata, si conclude l’anello attorno ai Laghi del Bombasel, per un totale di circa 3 ore di escursione. Il ritmo della Highway è fluido e continuo, senza saliscendi impegnativi, sviluppandosi elegantemente lungo la morfologia della cresta.
Per il rientro, si ritorna alla Forcella del Macaco. Da qui si seguono le indicazioni per l’Eurotel 2000 percorrendo un comodo sentiero, che riconduce infine alla funivia per la discesa al parcheggio. Il sentiero di rientro mantiene un tracciato chiaro e percorribile, concludendo l’anello in modo agevole.
La realizzazione di queste ferrate ha suscitato diverse perplessità. Se da un lato il Lagorai era una catena con pochi itinerari attrezzati, poco battuta dal turismo di massa, dall’altro lo stile costruttivo delle vie – molto moderne e “artificiali” – ha fatto storcere il naso agli amanti delle ferrate in stile dolomitico più tradizionale. Nonostante questi aspetti, l’itinerario risulta piacevole, di difficoltà media e si svolge in un bel contesto paesaggistico con la catena del Lagorai di fronte. La Ferrata Highway si presta particolarmente ad essere percorsa in famiglia, grazie al suo sviluppo lineare e alla protezione costante. Per la cartografia di riferimento, si consigliano le mappe della Val di Fiemme o del Lagorai e Cima d’Asta. Il Lagorai è rimasto pressoché privo di vie ferrate, fatta eccezione per la Ferrata Gabrielli a Cima d’Asta. Dalla Val di Fiemme si possono raggiungere comodamente la breve Ferrata Attilio Sieff, mentre dal Passo di San Pellegrino si possono intraprendere il Sentiero Attrezzato del Gronton, l’Alta Via Bruno Federspiel e l’Alta Via Bepi Zac.
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