Ferrata Bianchi al Cristallo
Belluno · Italia

Gruppo del Cristallo · Belluno · Italia
La Ferrata Ivano Dibona è un classico itinerario di cresta che solca il Gruppo del Cristallo, unendo un impatto storico notevole a una spettacolarità panoramica di prim’ordine. Il tracciato si sviluppa da Forcella Staunies al Col de Strombi, offrendo una successione di punti di vista mozzafiato e toccando numerose vestigia della Grande Guerra. Pur non presentando difficoltà tecniche estreme, il percorso include diversi passaggi esposti e richiede un ottimo allenamento fisico per il dislivello complessivo e la lunghezza dell’impegno.
Il punto di partenza logistica è il parcheggio presso il Ristorante Rio Gere, lungo la strada statale che da Cortina d’Ampezzo sale verso il Passo delle Tre Croci. Da qui è fortemente raccomandato l’utilizzo della seggiovia che collega Rio Gere (1700 m) al Rifugio Son Forca (2215 m). Per guadagnare l’attacco della ferrata a Forcella Staunies (2932 m), occorre risalire il ripido vallone detritico del Gran Stounies, un canale ghiaioso e instabile che richiede attenzione nel posizionamento dei piedi. Considerata la temporanea assenza della storica bidonvia, attualmente smantellata, la salita a piedi da Son Forca richiede non meno di due ore di cammino su terreno sconnesso e in costante pendenza.
Giunti a Forcella Staunies e al panoramico Rifugio Lorenzi (attualmente non operativo), la Ferrata Dibona ha inizio con una robusta scala metallica ancorata alla roccia. Questo primo settore è il più fisicamente impegnativo, presentando una cengia, una passerella lignea e brevi saliscendi su roccette. Si attraversa una galleria bellica di modesta lunghezza per poi percorrere una comoda cengia attrezzata. Il percorso prosegue verso uno degli elementi iconici del tracciato: il ponte sospeso, lungo circa 30 metri, ampio e realizzato con traversine di legno. Superato il ponte, una lunga scala metallica permette di guadagnare la cresta principale, ottimamente corredata di cavo e pioli.
Poco oltre, a un bivio segnalato a 2980 m, è possibile intraprendere la deviazione facoltativa alla Cima Cristallino (3008 m), che richiede circa 40 minuti tra andata e ritorno. Ripreso il percorso principale, si scende con facili passaggi verso Forcella Grande (2874 m), dove si stacca il sentiero per la Ferrata Renè de Pol. In questo settore compaiono i primi ruderi di postazioni della Grande Guerra. Tenendo la sinistra, il tracciato prosegue sul versante sinistro del Cristallo, lambendo i resti di un ex ricovero militare italiano.
Il sentiero, articolato in cenge, traversi e camminamenti attrezzati, conduce alla Forcella Padeon e al Bivacco Buffa di Perrero, un ex caserma ristrutturata in posizione estremamente panoramica. Il tratto successivo, che sviluppa sul versante sud del Vecio del Forame, presenta cenge esposte e in parte non protette, richiedendo buona confidenza con l’esposizione. Si scende poi per un lungo canalone attrezzato fino a Forcella Alta e a un bivio a 2490 m. Qui, la deviazione a sinistra per la Val Padeon costituisce una via di fuga difficile e sconsigliata in condizioni normali.
Proseguendo diritto sul Sentiero Dibona, si raggiunge Forcella Bassa e, dopo un tratto a mezzacosta non attrezzato lungo la Cresta dello Zurlon, si incontrano altri ruderi militari. Una ripida e sconnessa discesa su un canalone ghiaioso porta infine al Col dei Stombi (2017 m), dove termina l’ambiente propriamente roccioso. L’ultimo segmento scende ripidamente fino a innestarsi sul sentiero forestale CAI 203 a 1700 m.
Dal punto d’innesto sul sentiero 203, tenendo la sinistra si raggiunge il Passo Son Forcia (2109 m). Da qui è possibile salire al Rifugio San Forcia per prendere la seggiovia di rientro a Rio Gere, avendo cura di verificare gli orari di esercizio. In alternativa, proseguendo sul 203 e poi imboccando a sinistra il sentiero CAI 206 in direzione di Malga Lareto, si individua una traccia non segnalata che scende direttamente al Rio Gere, completando così l’anello.
L’itinerario è storicamente percorso in discesa, ma con la bidonvia inattiva e il Rifugio Lorenzi chiuso, la pianificazione deve considerare l’assenza di punti d’appoggio intermedi, fatta eccezione per il Bivacco Buffa di Perrero. I tratti non attrezzati sono semplici ma esposti, mentre la via di fuga intermedia è da considerarsi esclusivamente per emergenze. Data la lunghezza e l’impegno continuativo, sono fondamentali un’ottima preparazione fisica, un equipaggiamento adeguato e la consultazione di cartografie specifiche dell’area. Il percorso, ricco di storia, prende il nome da Ivano Dibona e vanta il ponte sospeso più lungo delle Dolomiti, celebre anche per essere apparso nel film Cliffhanger.
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