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Ferrata Val di Scala
apertaFacile

Ferrata Val di Scala

Dolomiti di Fiemme · Trento · Italia

Dati tecnici

aperta
Difficoltà
Facile
Durata totale
1 h 15 min
Distanza
2,4 km
Dislivello ferrata
200 m

Tempi e quota

Avvicinamento
10 min
Tempo in ferrata
45 min
Altitudine max
1004 m

Descrizione

Normale

Panoramica

La Ferrata della Val di Scala (o di Caoria/del Canal San Bovo) è un itinerario recente e modernamente attrezzato nel Trentino orientale. Progettata con un approccio didattico, presenta difficoltà tecniche contenute unite a un carattere piacevolmente esposto e avvincente, risultando ideale per un primo contatto con questo tipo di progressione. L'ambiente, appartato e selvaggio, si discosta dai consueti flussi turistici, offrendo un'esperienza genuina. Rappresenta una scelta eccellente per escursionisti già a proprio agio su sentieri esposti che desiderino sperimentare in sicurezza l'uso di cavo e staffe.

Avvicinamento

L'accesso avviene dalla strada tra Canal San Bovo e Caoria, in Val di Scala. Il punto di partenza è una curva ampia e ben riconoscibile, dove la linea della ferrata è già visibile sulla parete. Il sentiero d'attacco, immediato, guadagna quota rapidamente e in soli dieci minuti di cammino conduce all'inizio delle attrezzature, posizionato alla base di una ripida placca.

Via Ferrata

L'itinerario si impone subito con un carattere verticale: i primi metri superano una placca liscia grazie a una fitta sequenza di cambre metalliche, offrendo un'immediata confidenza con la progressione assistita. Dopo circa quindici metri, una breve e terrosa cengia a destra introduce a un nuovo tratto verticale, sempre riccamente staffato, che culmina sotto un tetto roccioso. Questo breve strapiombo, con il cavo che scorre su entrambi i lati, viene superato agevolmente e marca il passaggio a una morfologia più articolata.

La salita prosegue su una caratteristica scala di cambre, per poi traversare in modo deciso e orizzontale verso sinistra in direzione del ponte sospeso. Questo elemento, stabile e lungo circa quindici metri, costituisce un momento di pausa nella verticalità, regalando un'emozione particolare con la vista di una cascata che scorre poco a destra. Superato il ponte, il percorso risale per un tratto a fianco del salto d'acqua, accompagnato costantemente dal suo fragore.

Il ritmo cambia con una serie di traversi panoramici e tecnicamente facili, che si sviluppano su cenge naturali, sempre dominati dalla vista e dal rumore del torrente sottostante. Dopo un breve intermezzo su sentiero, le attrezzature riprendono come semplice corrimano per un passaggio stretto, sottolineando l'attenzione alla sicurezza anche sui tratti non verticali. Si supera un masso, si attraversa il corso d'acqua su una passerella di legno e, dopo un altro tratto di sentiero sulla sinistra orografica, si giunge ai piedi di una parete verticale compatta.

La ferrata riacquista vigore con una lunga e continua salita su staffe, interrotta solo da una breve deviazione a sinistra. Si raggiunge così un secondo tetto roccioso, che viene aggirato sul lato sinistro appoggiandosi alle cambre: questo è forse il passaggio più esposto dell'intero percorso, poiché combina una lieve pendenza con un vuoto significativo sotto i piedi. Superato l'ostacolo, si sale ancora per una ventina di metri fino a un tratto terroso, sempre con la cascata a fare da quinta scenica. La conclusione è dinamica, con alcuni balzi rocciosi riccamente staffati che portano al termine delle attrezzature dopo circa quaranta minuti dall'attacco, in un ambiente aperto e panoramico.

Estensione via ferrata 2026 (Difficoltà: Moderatamente Difficile)

Terminata la prima parte della ferrata, si può scegliere se iniziare il rientro oppure proseguire lungo la nuova estensione. In quest'ultimo caso si segue inizialmente il sentiero di discesa e, dopo pochi minuti, si incontra sulla sinistra l'indicazione "Proseguo della ferrata", che segnala l'accesso alla seconda sezione.

Il percorso riparte con un lungo traverso immerso nel bosco. Dopo aver aggirato uno spigolo, l'ambiente si apre progressivamente e il tracciato diventa più esposto, offrendo ampie vedute sulla valle sottostante. Superata una breve e semplice fessura rocciosa, la ferrata cambia nettamente carattere e inizia a guadagnare quota con maggiore decisione.

Si raggiunge quindi una corta parete attrezzata, che rappresenta il passaggio più impegnativo dell'estensione e porta la difficoltà complessiva al livello Moderatamente Difficile. A rendere il tratto più delicato è soprattutto la disposizione delle attrezzature: le cambre si trovano prevalentemente sulla sinistra, mentre il cavo corre più distante sulla destra. Questa configurazione costringe a una progressione leggermente sbilanciata e può risultare particolarmente scomoda per chi è di statura più bassa.

Superato il passaggio, la salita prosegue con andamento meno diretto, sfruttando le numerose cambre presenti lungo la parete. Nella parte finale il cavo torna a svilupparsi in maniera più verticale e conduce verso un breve tratto su terreno terroso. In caso di pioggia questa zona può diventare fangosa e quindi più scivolosa, richiedendo maggiore attenzione nella progressione. Il cavo rimane comunque ben teso e continuo lungo tutto il percorso.

Le attrezzature terminano nuovamente all'interno del bosco dopo circa 40 minuti dalla conclusione della prima sezione, per un tempo complessivo di circa 1 ora e 30 minuti dal parcheggio.

Discesa

Dalla fine delle attrezzature, un sentiero ben marcato si sviluppa ad anello, scendendo con pendenza moderata attraverso il bosco e riconducendo in circa venti minuti al parcheggio iniziale. Il tempo totale per l’intero giro è indicativamente di un’ora e un quarto.

Note utili

Questa Ferrata della Val di Scala è un'opera moderna, caratterizzata da attrezzature in ottimo stato e un'impostazione che privilegia una progressione fluida e sicura. La sua natura didattica non esclude soddisfazione, garantita dalla verticalità dei tratti principali su roccia solida. È sconsigliata a chi cerchi un'arrampicata tecnica, mentre è ideale come primo approccio per escursionisti che vogliano testare l'ambiente delle vie ferrate. Per l'orientamento, si consigliano le carte del Parco Naturale Paneveggio – Pale di San Martino o della zona del Lagorai e Cima d’Asta. Nella stessa area, per progressioni più impegnative, si trovano la Ferrata Gabrielli a Cima d’Asta o le numerose ferrate nelle Pale di San Martino. Per i principianti, dopo questa esperienza, un buon passo successivo potrebbe essere la Ferrata del Bombasel al Cermis, in Val di Fiemme.

Caratteristiche

Ponti sospesi

Traccia e meteo

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