
Technical data
- Difficulty
- Difficile
- Status
- aperta
- Distance
- 22 km
- Total duration
- 2 h 30 min
- Approach
- 2 h 30 min
- Ferrata time
- 0 min
- Elevation gain
- 200 m
- Coordinates
- 45.52568, 7.20102
Features
Description
Panoramica
La Via Ferrata del Gran Paradiso rappresenta un tratto attrezzato all’interno della via alpinistica che collega il ghiacciaio Laveciau a quello del Gran Paradiso, inserendosi in un’ascensione ad alta quota verso una vetta oltre i 4000 metri. È un’impresa assolutamente non sottovalutabile, la cui difficoltà principale è legata all’ambiente alpino estremo piuttosto che alla tecnica richiesta dal percorso ferrato stesso. L’itinerario esige in modo imprescindibile l’equipaggiamento da ghiacciaio completo: ramponi, piccozza e corda per le manovre di assicurazione.
Avvicinamento
Il punto di partenza è situato a Breuil, sopra la frazione di Pont in Valsavarenche (AO). Un ampio parcheggio funge da base per imboccare il sentiero diretto al Gran Paradiso. La prima tappa obbligata è il rifugio Vittorio Emanuele II. Dal parcheggio (circa 1960 m) si risale un evidente tracciato fino a un ponte su un torrente. Qui ci si trova di fronte a una scelta: proseguire diritto per la più lunga ma dolce via di caccia, oppure deviare a sinistra su un ripido sentiero tra roccette ed esposizione che permette di risparmiare circa mezz’ora. I due percorsi si ricongiungono poco dopo, al di sopra del limite del bosco. Si prosegue su una mulattiera restaurata fino al pianoro che ospita il caratteristico rifugio Vittorio Emanuele II (2732 m), raggiungibile in circa 2 ore e 30 minuti dal parcheggio (dislivello di circa 745 m, distanza di circa 5 km). Data la lunghezza complessiva dell’escursione, è caldamente consigliato il pernottamento in rifugio per spezzare il viaggio in due giorni.
Via Ferrata
Dal rifugio si seguono le tracce della via normale, che partono dal retro della struttura. In una ventina di minuti si supera un torrente glaciale e si risale una morena affilata su traccia ben visibile, fino a una parete rocciosa. Superato un iniziale momento di apprensione, si individua a destra un passaggio su roccette che permette di guadagnare quota; si prosegue quindi su traccia segnata da ometti fino a un cartello multilingue che indica l’inizio della ferrata.
L’itinerario attrezzato risale la costa rocciosa che dal ghiacciaio conduce alla famosa schiena d’asino, punto di congiunzione delle vie provenienti dal rifugio Chabod e dal Vittorio Emanuele II. La ferrata si sviluppa lungo un tratto di cresta, alternando brevi pareti verticali, placche attrezzate e numerosi passaggi su rocce rotte e facili balzi. Si affrontano anche alcuni traversi esposti che corrono proprio sul filo di cresta. Un elemento distintivo è un traverso orizzontale protetto che passa sotto un tetto roccioso. L’attrezzatura è in ottimo stato e le difficoltà tecniche sono contenute, ma è fondamentale prestare attenzione: in un paio di punti, anche a stagione avanzata, la fune e le staffe possono essere coperte da neve o ghiaccio.
Il percorso si snoda lungo una dorsale rocciosa di natura calcarea, caratterizzata da un andamento spezzato e da un’alternanza di tratti verticali e traversi orizzontali. Lo sviluppo è prevalentemente obliquo, con saliscendi continui che seguono la morfologia della cresta, offrendo un ritmo vario ma sostenuto. L’esposizione è costante e marcata, soprattutto nei traversi aerei che si sviluppano sul filo della struttura, regalando panorami aperti sui ghiacciai circostanti.
Terminato il tratto ferrato si giunge sulla schiena d’asino. Da qui si risalgono alcuni pendii nevosi per accedere al circo glaciale di vetta, che va percorso a semicerchio. Superato un ultimo crepaccio, si attacca la cresta sommitale. Questo finale è caratterizzato da un passaggio su roccette molto esposte, seguito da una stretta e adrenalinica cengia a picco sul Ghiacciaio della Tribolazione. Tecnicamente non difficile, è un tratto di grande impatto emotivo che conduce in breve alla Madonnina di vetta a 4061 metri.
Discesa
Il ritorno dalla cima del Gran Paradiso avviene lungo la via normale, che attraversa un ghiacciaio solcato da crepacci, richiedendo un’accurata progressione a zig-zag. Dal ghiacciaio si riprende a ritroso il sentiero dell’andata verso il rifugio Vittorio Emanuele II. L’intero anello di salita e discesa dal rifugio richiede indicativamente 8 ore per una distanza totale di circa 11 km.
Note utili
Il cartello iniziale classifica il tratto ferrato come Estremamente Difficile (ED). Se le difficoltà tecniche della via ferrata in sé sono da considerarsi moderate, la classificazione è giustificata dall’ambiente alpino e dalle condizioni mutevoli. L’itinerario richiede esperienza di alta montagna e la consapevolezza che attrezzature o tratti di fune possano essere sepolti da neve dura, rendendo necessario l’uso di ramponi e piccozza anche sul percorso attrezzato. I tempi di percorrenza possono variare notevolmente in base a condizioni, esperienza del gruppo e stato del ghiacciaio. Per l’orientamento, si consiglia l’utilizzo di cartografia dettagliata della zona del Gran Paradiso. Questo è un itinerario lungo e impegnativo che non si combina facilmente con altre ferrate nelle immediate vicinanze. Per attività nei giorni precedenti o successivi, in contesti meno alpini, si possono considerare le numerose vie ferrate della Valle d’Aosta, come la Ferrata Casimiro, la Ferrata Marguerettaz o quella al Mont Chetif.
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FAQ
How difficult is the via ferrata?
The difficulty indicated for Ferrata al Gran Paradiso is Difficile.
How long does it take?
The total duration is approximately 2 h 30 min.
How long is the route?
The route measures approximately 22 km.
Where is it located?
Ferrata al Gran Paradiso is located in the Aosta area, Italy.
Gear and safety planning
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Video
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