
Ferrata Benini
Dolomiti di Brenta · Trento · Italy
Technical data
- Difficulty
- Moderatamente Difficile
- Status
- aperta
- Distance
- 11 km
- Total duration
- 6 h 15 min
- Approach
- 1 h
- Ferrata time
- 3 h
- Elevation gain
- 100 m
- Coordinates
- 46.23605, 10.83612
Features
Description
Panoramica
La Ferrata Benini costituisce l’estremo settentrionale del vasto sistema delle Bocchette nel Gruppo di Brenta, collegando il Passo Grostè alla Bocca di Tucket, terminale anche della Ferrata delle Bocchette Alte. È un itinerario d’alta quota di notevole sviluppo, caratterizzato dal tipico andamento a onda delle vie di questo sistema, con continui saliscendi su cenge spettacolari e panorami vertiginosi sulle Dolomiti. La difficoltà tecnica è media e il percorso è percorribile in ambedue i sensi. La progressione è per lo più orizzontale ma discontinua, alternando tratti in leggera salita, in discesa e lunghi traversi, offrendo un’esperienza più di resistenza e di esposizione che di puro impegno verticale.
Avvicinamento
L’accesso logico dal lato del Passo Grostè è la stazione a monte della funivia da Campo Carlo Magno, vicino al Rifugio Stoppani. Da qui, i segnavia CAI 305 salgono con pendenza moderata verso nord-est, aggirando la parete est della Cima Grostè su un sentiero detritico e roccioso. Ignorata la deviazione per la via normale alla vetta, si raggiunge in circa un’ora il cartello d’inizio ferrata. In alternativa alla funivia, la salita a piedi da Campo Carlo Magno lungo il sentiero 301 richiede circa due ore per 600 metri di dislivello, su un tracciato ripido e sassoso che costituisce già un buon riscaldamento.
Via Ferrata
Dall’attacco, un breve tratto attrezzato supera uno spigolo esposto, immettendosi poi su una cengia ampia e non attrezzata che conduce verso la Bocca dei Camosci. Il percorso si sviluppa inizialmente su roccia solida e compatta, tipica delle Dolomiti di Brenta. Superato un tratto in discesa con fune, si imbocca una lunga cengia ascendente che corre sotto la parete sud della Cima Falkner. Questo settore, dapprima stretto e obbligato, si allarga progressivamente ma mantiene un’esposizione continua sul vuoto della Val delle Seghe; in alcuni punti è necessario abbassarsi per passare sotto a sporgenze rocciose (camini). Il ritmo è fluido e il tracciato permette una progressione spedita, pur in un ambiente maestoso e aereo.
Dopo aver ignorato la deviazione per la normale alla Cima Falkner, la cengia volge a sud, regalando viste magnifiche sul Campanile di Vallesinella e sul Ghiacciaio della Cima Brenta. Segue una sequenza di brevi tratti di disarrampicata attrezzati, considerati i più tecnici ed esposti dell’intero itinerario. Qui il carattere della ferrata cambia: si affrontano alcuni passaggi verticali in discesa, dove la roccia diventa più articolata e l’esposizione si fa più marcata. Dopo aver perso un centinaio di metri di quota, si continua su una cengia variabile che costeggia la base del Campanile di Vallesinella, un ambiente chiuso e suggestivo.
Superato un canalone detritico e risaliti alcuni infissi metallici, si giunge alla Bocca Alta di Vallesinella (2897 m), un valico roccioso che segna il passaggio dal versante orientale a quello occidentale del gruppo. Da qui, una discesa su un nevaino non ripido, ma che può essere ghiacciato, conduce al bivio per il Sentiero Dallagiacoma, variante più rapida per il Rifugio Tucket. Ignorando questa deviazione, si affronta l’ultimo tratto, aggirando la parete ovest di Cima Sella su cenge a mezza costa. Questo settore finale è il più impegnativo dal punto di vista della continuità e dell’orientamento, con il tracciato che si snoda su roccia spesso levigata dal ghiaccio.
Giunti a vedere dall’alto la Bocca di Tucket, si scende attraverso un settore adrenalinico che comprende cinque scale metalliche in discesa e strette cenge di collegamento, fino a raggiungere l’intaglio roccioso del valico (2647 m). Le scale, spesso sospese nel vuoto, concludono in modo spettacolare l’itinerario. Il tempo di percorrenza della ferrata è di circa 3 ore dall’attacco, per un totale di 4 ore dalla stazione a monte della funivia. Il ritmo complessivo è dettato più dalla lunghezza e dall’esposizione continua che dalla difficoltà tecnica pura.
Discesa
Dalla Bocca di Tucket la discesa avviene lungo l’omonima vedretta in direzione del Rifugio Tucket (2272 m). Questo tratto di circa 45 minuti, su pendio nevoso o ghiacciato, può presentare insidie a seconda delle condizioni; in caso di dubbio, l’uso di ramponi e piccozza è caldamente consigliato. Usciti dal nevaio seguendo due ometti di pietra sulla destra, si imbocca il sentiero che, ignorando le deviazioni per il Sentiero Sosat e per il Dallagiacoma, conduce al rifugio. Per il rientro al Passo Grostè, si segue il sentiero CAI 316 in direzione nord, per un’ulteriore ora e mezza di cammino su un tracciato vario che aggira le pendici del Monte Spinale.
Note utili
La Ferrata Benini si sviluppa prevalentemente su cenge aeree, con difficoltà tecniche concentrate in pochi tratti verticali vicino al Campanile di Vallesinella e nella discesa finale alla Bocca di Tucket. Un aspetto da non sottovalutare è la frequente nebbia in questa zona del Brenta, che può rendere critico l’orientamento nel tratto attorno a Cima Sella, dove il tracciato si basa principalmente su ometti di pietra. L’itinerario completa l’Alta Via delle Bocchette, un sistema che può essere percorso in più giorni pernottando nei rifugi. Per l’orientamento, è indispensabile una cartografia dettagliata del Gruppo di Brenta. L’esperienza è fortemente panoramica e di ampio respiro, adatta a chi cerca un lungo percorso d’alta quota piuttosto che una breve e intensa arrampicata.
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FAQ
How difficult is the via ferrata?
The difficulty indicated for Ferrata Benini is Moderatamente Difficile.
How long does it take?
The total duration is approximately 6 h 15 min.
How long is the route?
The route measures approximately 11 km.
Where is it located?
Ferrata Benini is located in the Trento area, Italy.
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