Panoramica
La Ferrata del Centenario propone un itinerario attrezzato di media difficoltà, incastonato nella maestosa parete sud-ovest del Resegone. Il percorso si sviluppa prevalentemente all’interno di un profondo e spettacolare canalone calcareo, nei pressi del Passo Fò. Una peculiarità di questa via, piuttosto rara nel contesto lecchese, è la generosa dotazione di staffe e appigli metallici che facilitano la progressione, offrendo un carattere più assistito. La sua posizione strategica la rende ideale per essere combinata con altri percorsi attrezzati del massiccio, permettendo la creazione di circuiti più articolati e fisicamente impegnativi.
Avvicinamento
Il punto di partenza è l’ampio parcheggio presso la stazione a valle della funivia per i Piani d’Erna, a Lecco. Raggiunta la città dalla superstrada per la Valtellina, dopo l’uscita da una galleria, si seguono le indicazioni per "Piani d’Erna" e si sale lungo la strada fino al suo termine nel piazzale. Da qui, per raggiungere l’attacco della ferrata, si hanno due opzioni. La prima prevede di utilizzare la funivia per salire ai Piani d’Erna. Da qui si imbocca il Sentiero 5, un tracciato che costeggia a lungo la base della montagna. Al bivio con il Sentiero 1 si prosegue diritti, ignorando la deviazione per il Rifugio Azzoni, puntando invece verso il Rifugio Ghislandi. Superato il rifugio, si continua in direzione del Passo Fò, dove si trovano le indicazioni per l’attacco della ferrata. Questo approccio richiede circa 50 minuti dalla stazione a monte della funivia. La seconda opzione, interamente a piedi, parte dal lato destro del parcheggio (guardando gli impianti), dove inizia il Sentiero 1 in salita. Durante la risalita si ignora la deviazione per la Ferrata Gamma 1 e si prosegue fino al bivio con il Sentiero 6, che si segue in direzione del Rifugio Ghislandi e del Passo Fò. Raggiunto il passo, si individuano facilmente le indicazioni per l’attacco. Questo avvicinamento a piedi richiede circa 1 ora e 30 minuti dal parcheggio.
Via Ferrata
L’itinerario attacca all’imbocco di uno stretto e incassato canalino. Si affronta immediatamente una parete verticale superata con l’ausilio di alcune staffe, superando due strappi per un’altezza complessiva di circa dieci-quindici metri. La morfologia cambia con un traverso verso destra, sempre assistiti da staffe pedonali, per poi riprendere la salita verticale addentrandosi nel canalone principale, delimitato da alte pareti di calcare levigate. Questo è il tratto più esposto dell’intera via, dove la verticalità e l’incisione della roccia amplificano la sensazione di vuoto. Usciti da questa sezione, si segue una cengia verso destra prima di riattaccare la salita verticale. Superato questo passaggio, non particolarmente difficile ma comunque esposto, si sbuca su un sentiero attrezzato che introduce alla seconda parte della ferrata, entrando in un nuovo canalino. Il ritmo diventa più continuo e la progressione rimane verticale, sebbene la roccia risulti più inclinata rispetto ai primi metri, offrendo appoggi più ampi. Si sale lungo il canale, inizialmente sul suo lato destro per poi passare a quello sinistro, agevolati da singolari barre metalliche per i piedi. La salita alterna tratti su placche inclinate ad altri su roccette più semplici, tutti abbondantemente attrezzati con staffe, garantendo una progressione fluida e tecnica ma non estenuante. Usciti dalla parte più stretta del canalino, si prosegue su un sentiero attrezzato più agevole, nella fase conclusiva. Si affrontano alcune brevi roccette e una ultima parete che sancisce l’uscita sul Pian Serrada. Percorso un tratto di sentiero e risalite le ultime roccette, si giunge al termine della ferrata. Il tempo di percorrenza della via attrezzata è di circa 45 minuti, per un totale di circa 1 ora e 30 minuti dalla stazione a monte della funivia.
Discesa
Al termine della Ferrata del Centenario, sulla destra, un cartello indica la vicina Ferrata del Caminetto (o Buco della Carlotta). Le opzioni per il rientro sono diverse. Per concludere l’escursione, si può salire lungo l’evidente traccia sui prati fino a intercettare il Sentiero 1, che si prende verso sinistra in direzione dei Piani d’Erna. Giunti al bivio con il Sentiero 5, per tornare alla funivia si prosegue sul Sentiero 5 tenendo la destra (circa 1 ora dalla ferrata, totale 2h 45'). Per scendere direttamente al parcheggio, invece, si rimane sul Sentiero 1 passando dal Rifugio Stoppani (circa 1h 45' dalla ferrata, totale 3h 45'). In alternativa, si può proseguire l’attività salendo sul Sentiero 1 verso il Rifugio Azzoni per concatenare la più impegnativa Ferrata Silvano de Franco; il suo cartello di attacco è visibile dal bivio a Pian Serrada. Infine, si può optare per la discesa lungo il Sentiero Attrezzato del Caminetto, seguendo il cartello presente all’arrivo. Questo canaletto attrezzato, non difficile ma con fondo detritico, permette poi di rientrare alla funivia o di scendere verso il Rifugio Stoppani e il parcheggio (circa 2h 15' dalla ferrata, totale 4h 15').
Note utili
Rispetto ad altre ferrate del Resegone, la Ferrata del Centenario si distingue per l’elevata presenza di staffe che supportano la progressione, conferendole un carattere più "assicurato" che puramente arrampicatorio. La sensazione di esposizione, marcata nella parte iniziale all’interno del canalino più stretto, si attenua progressivamente man mano che il canale si apre. Non presenta difficoltà tecniche rilevanti, risultando più un percorso di resistenza e continuità che di pura tecnica. È fondamentale prestare massima attenzione a non smuovere sassi durante la salita, poiché lo sviluppo della via in un canalone chiuso rende questo un pericolo concreto per gli escursionisti sottostanti. Lungo il percorso sono ben visibili i segni del tracciato originario, che risultava sicuramente più impegnativo e meno equipaggiato rispetto all’attuale, offrendo uno spunto di riflessione sull’evoluzione delle attrezzature. L’itinerario si presta ottimamente a essere combinato, in salita, con la Ferrata Silvano de Franco o, in discesa, con il Sentiero Attrezzato del Caminetto. Un’interessante alternativa è salire ai Piani d’Erna percorrendo la Ferrata Gamma 1, concatenandola così alla Centenario. Per escursionisti allenati e con ottima preparazione fisica, esistono possibilità di circuiti più lunghi che possono coinvolgere altri percorsi attrezzati dell’area, come il Sentiero Attrezzato della Giumenta o il Sentiero Attrezzato del Canalone Bobbio, richiedendo però un’attenta valutazione dei tempi e delle energie.