
Technical data
- Difficulty
- Difficile
- Status
- aperta
- Distance
- 8 km
- Total duration
- 6 h
- Approach
- 1 h 45 min
- Ferrata time
- 3 h
- Elevation gain
- 200 m
- Coordinates
- 46.620293, 12.716061
Features
Description
Panoramica
La Ferrata del Chiadenis costituisce un anello completo che integra la via di salita storica dal versante nordest, nota come Ferrata di Guerra o delle Trincee, con la discesa tecnica dal lato sudovest tramite la Ferrata CAI Portogruaro. Questo itinerario è classificato come difficile, offrendo un'esperienza di grande fascino non solo alpinistico ma anche storico, essendo profondamente segnato dalle opere della Grande Guerra. La progressione alterna tratti di arrampicata su roccia compatta a passaggi esposti su cenge e creste, definendo un carattere continuo e impegnativo.
Avvicinamento
L'accesso all'itinerario avviene dalla Strada Provinciale 22, tra Cima Sappada e le Sorgenti del Piave. Da Cima Sappada, si imbocca la stretta carrozzabile asfaltata per le Sorgenti del Piave, che si sviluppa per circa 8 km fino al Rifugio Sorgenti del Piave. Un ampio parcheggio a bordo strada (circa 1800 m), situato poco prima del rifugio, funge da punto di partenza.
Per raggiungere l'attacco della Ferrata del Chiadenis si deve salire al Passo del Cacciatore sul versante nordorientale. Si consiglia un avvicinamento ad anello, che permetterà un rientro variato passando dal Rifugio Calvi. Dal parcheggio, si discende l'asfalto per un centinaio di metri fino all'indicazione per il sentiero CAI 173, che si stacca verso est con traccia marcata. Il sentiero attraversa con decisione i prati del versante meridionale del Chiadenis, per poi curvare progressivamente verso nord, risalendo un vallone roccioso. Mantenendo una pendenza costante, il tracciato compie una decisa svolta a sinistra, conducendo in circa 1 ora e 30 minuti al Passo dei Cacciatori (2213 m), sito ricco di postazioni militari. Proseguendo a sinistra in falsopiano sul CAI 173, si giunge a un bivio dove si mantiene la sinistra in salita, abbandonando il sentiero 173 che prosegue diritto. Seguendo le indicazioni, si raggiunge infine l'attacco della ferrata a 2290 metri, dopo un tempo totale di avvicinamento di circa 1 ora e 45 minuti.
Un'alternativa di avvicinamento prevede di salire direttamente al Rifugio Calvi (come per il rientro) e da lì, attraverso il Passo Sesis, prendere a destra il sentiero 173 fino al bivio per l'attacco della ferrata, in circa 1 ora e 30 minuti. Questa opzione ha lo svantaggio di rendere il percorso fino al rifugio comune sia all'andata che al ritorno.
Via Ferrata
L'itinerario attrezzato ha inizio con una rampa diagonale che aggira uno spallone roccioso. La salita si sviluppa su roccia solida e ben articolata, permettendo una progressione agevole in arrampicata. La morfologia cambia piegando a sinistra lungo un'altra rampa diagonale, dove si supera un caratteristico sasso incastrato che richiede di essere scavalcato. Un breve ma esposto traverso in discesa conduce alla base del sistema di salita principale, costituito da una sequenza di camini e canalini. Attenzione alla caduta sassi in questi tratti, per non mettere in pericolo eventuali escursionisti sottostanti.
Il primo canalino presenta una roccia ricca di appigli, consentendo una salita fluida senza necessità di trazione sulla corda. Il ritmo diventa più tecnico man mano che il canale si restringe e la roccia si fa più levigata, richiedendo maggiore precisione nella ricerca degli appoggi e, in alcuni punti, l'uso della fune per facilitare la progressione. Il canalino evolve in un camino dalle pareti ravvicinate, che si apre su un tratto più gradonato. In questo passaggio, zaini troppo ingombranti possono creare difficoltà.
Usciti dal camino, si attraversa un breve tratto ghiaioso instabile. Si prosegue in salita verso sinistra, superando alcuni massi incastrati e brevi balzi su roccia liscia, fino alla base di un camino molto bello che richiede agilità. La corda fissa è posizionata a destra, mentre gli appigli più utili si trovano sul lato opposto, imponendo movimenti in spaccata. In sommità, la fune prosegue a destra verso un terrazzino. Si affrontano poi alcuni balzi rocciosi a sinistra per accedere al terzo camino, attrezzato con alcune staffe utili per mani e piedi.
Terminato il camino, l'itinerario si distende su un lungo tratto di cengia protetta e spiccatamente esposta, costellata da resti e testimonianze della Grande Guerra, come trincee e ricoveri in caverna. Si raggiunge un passaggio di discesa chiuso in un breve camino ben appigliato, seguito da un ricovero di guerra. Proseguendo in piano, si transita attraverso uno stretto intaglio tra parete e spuntone, altro punto critico per zaini voluminosi.
Variante del 2021: nei pressi del ricovero, un cartello indica una nuova salita attrezzata per una "Cima 2.454 m per esperti". Si risale con progressione via via più verticale, superando un paio di camini impegnativi intervallati da tratti di collegamento ricchi di testimonianze belliche, fino a raggiungere la vetta in 10-15 minuti. Il rientro avviene per la stessa via. Questa variante, se percorsa, aggiunge circa 30 minuti all'escursione e presenta difficoltà superiori al resto dell'itinerario.
Si giunge poi a uno spigolo aereo ma ben gradonato, che introduce all'ultimo passaggio impegnativo della salita: uno stretto diedro con la corda a destra e staffe ben posizionate a sinistra. La roccia è molto levigata, rendendo necessario sfruttare gli appoggi su entrambi i lati. Usciti dal diedro, gli ultimi passaggi conducono al libro delle firme e alla croce di vetta del Chiadenis a 2459 metri. Il tempo di percorrenza dall'attacco della ferrata è di circa 1 ora e 30 minuti, per un totale di 3 ore e 15 minuti dal parcheggio.
La relazione prosegue con il tratto attrezzato in discesa lungo la Ferrata CAI Portogruaro. Dalla vetta, si segue la cresta verso sud, affrontando subito la discesa di una parete povera di appigli, con il Rifugio Calvi ben visibile in basso. Si percorre poi un tratto di cresta aerea non protetta, prima di ritrovare le attrezzature fisse. Si scende quindi più verticalmente su una parete abbastanza ripida, dove la fune offre buona sicurezza. La discesa prosegue in diagonale a sinistra e poi in verticale fino a una cengia.
Il passaggio più impegnativo della discesa è la discesa di una parete di 20-25 metri su placca levigata, attrezzata con cavo e alcune staffe, da affrontare prevalentemente in aderenza. La placca termina all'interno di un diedro, superato il quale si scende un'altra parete liscia per raggiungere un'esposta cengia erbosa. Questa conduce al termine delle attrezzature sulla sella sopra il Rifugio Calvi (2209 m). Il tempo dalla vetta è di circa 1 ora e 30 minuti, per un totale di 4 ore e 45 minuti dall'inizio dell'escursione.
Discesa
Dalla sella, un evidente sentiero scende in circa 15 minuti al Rifugio Calvi (2167 m). Da qui, per il rientro al parcheggio, si può seguire il sentiero che diventa una sterrata fino alla strada asfaltata (45 minuti dal rifugio), oppure percorrere il Sentiero Attrezzato delle Marmotte, che si ricollega poco prima dell'asfalto. Imboccata la strada asfaltata, si tiene la sinistra in discesa raggiungendo in breve il parcheggio. Il tempo totale dalla fine della ferrata è di circa 1 ora e 15 minuti, per un'escursione complessiva di circa 6 ore.
Note utili
La Ferrata del Chiadenis è un itinerario molto interessante e a tratti difficile, inserito in un ambiente stupendo e generalmente poco affollato. La via di salita, che si sviluppa su roccia calcarea, presenta due o tre passaggi tecnici e fisicamente impegnativi, mentre quella di discesa include un paio di tratti che richiedono particolare attenzione, a cui si aggiunge l'esposizione del tratto di cresta non protetta. Il percorso è difficile ma appagante, costellato di numerose testimonianze della Grande Guerra (gallerie, trincee, ricoveri). È fondamentale prestare massima attenzione alla caduta di sassi lungo i camini della sezione di salita, specialmente in caso di presenza di altri escursionisti.
La zona, al confine tra Veneto e Friuli, offre la possibilità di abbinare questa ferrata alla vicina Ferrata Sartor al Monte Peralba, eventualmente pernottando al Rifugio Calvi.
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FAQ
How difficult is the via ferrata?
The difficulty indicated for Ferrata del Chiadenis is Difficile.
How long does it take?
The total duration is approximately 6 h.
How long is the route?
The route measures approximately 8 km.
Where is it located?
Ferrata del Chiadenis is located in the Udine area, Italy.
Gear and safety planning
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Video
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