
Technical data
- Difficulty
- Difficile
- Status
- aperta
- Distance
- 10,3 km
- Total duration
- 9 h
- Approach
- 2 h 30 min
- Ferrata time
- 3 h
- Elevation gain
- 530 m
- Coordinates
- 46.59201, 12.86813
Features
Description
Panoramica
La Ferrata Weg der 26er, che solca la severa parete nord del Coglians (Hohe Warte), costituisce una delle più impegnative ascensioni attrezzate d’alta quota lungo il confine italo-austriaco. Questo itinerario di grande sviluppo, oggetto di recente ristrutturazione, esige un avvicinamento prolungato e un rientro per sentiero attrezzato. La sua lunghezza e il notevole impegno suggeriscono di suddividerlo in due giorni, eventualmente usufruendo dei rifugi lungo il tracciato.
Avvicinamento
Il percorso ha inizio dal Rifugio Tolazzi (1350 m), presso la località di Collina in provincia di Udine. Da Forni Avoltri si seguono le indicazioni per Collina fino al termine della strada carrozzabile e al parcheggio.
Dal parcheggio si imbocca il Sentiero dei Cramars (segnavia 144). L’itinerario si sviluppa inizialmente su una larga strada forestale, che poi si trasforma in un sentiero più ripido ma sempre agevole, con una possibile scorciatoia segnalata. Trascurata la deviazione destra per il Sentiero Spinotti (segnavia 145), si procede in ambiente aperto fino al Rifugio Lambertenghi Romanin (1955 m), raggiungibile in circa 1 ora e 30 minuti.
Oltrepassato il rifugio, si sale in pochi minuti al Passo Volaia (1974 m), valico di confine, per poi discendere lievemente verso il suggestivo Lago Volaia. Tenendosi sulla destra del lago per abbreviare il percorso, ci si immette sul sentiero 403 che risale verso est su pendii erbosi. Il tracciato procede su una pietraia in direzione della Forcella del Valentintorl, seguendo le prime indicazioni per la ferrata, denominate "Weg der 26er" (segnavia 427). È cruciale individuare un bivio poco marcato: poco prima della forcella, si deve deviare a destra verso una sella (2147 m), lasciando la Forcella del Valentintorl sulla sinistra.
Piegando a sud lungo il segnavia 427-1, ci si posiziona ai piedi di una parete di circa cinquanta metri, una breve sezione attrezzata che introduce alla ferrata vera e propria. Superata questa, si scende su un ampio ghiaione (che in stagione può presentare nevai) ai piedi dell’imponente parete nord del Coglians. Raggiunto un bivio segnalato, si ignora la traccia sinistra (segnavia 427-2) e si prosegue diritto fino all’attacco della ferrata, indicato da una freccia e una targhetta metallica a 2276 metri di quota. Il tempo totale di avvicinamento è di circa 2 ore e 30 minuti.
Via Ferrata
La Ferrata del Coglians si rivela subito molto impegnativa, specialmente nei suoi primi 150 metri. Il tratto iniziale è verticale e atletico, con una successione di passaggi che richiedono un’attenta gestione della forza. Le attrezzature, pur presenti, non sono sovrabbondanti e la roccia levigata della parete nord offre appigli radi.
L’attacco immette immediatamente su un’alta parete verticale, dove il cavo segue una linea logica nonostante la scarsità di appigli. Con uno sforzo significativo si guadagnano i primi metri, per poi piegare leggermente a sinistra ed entrare in un canalino. L’esposizione è marcata fin dalle prime mosse. Si supera un primo passaggio leggermente strapiombante grazie a un piolo, per poi affrontare un tetto roccioso aggirato a sinistra con un traverso diagonale impegnativo. Dopo un breve terrazzino, la salita riprende in verticale fino a un secondo tetto, superato con un traverso orizzontale molto aereo su alcuni pioli.
Si giunge così a uno dei passaggi più caratteristici e difficili dell’intera via. Un altro tetto viene aggirato con un lungo traverso a sinistra su una placca levigata, spesso umida. Il movimento richiede completa aderenza e, dopo aver superato lo spigolo con un paio di decise trazioni, si raggiunge un altro terrazzino.
La salita prosegue con una sequenza di passaggi verticali, tratti più appoggiati e brevi canalini. Dopo questa serie di difficoltà medie, si incontra un ulteriore traverso impegnativo su placca, simile al precedente, per aggirare un altro tetto. Superato anche questo ostacolo, si arriva a un punto dove le attrezzature terminano momentaneamente, concludendo la sezione più ardua. Si prosegue su traccia di ghiaia fino a ritrovare il cavo.
Il carattere della via cambia radicalmente: si abbandona la parete compatta per una morfologia più fratturata. La roccia è meno levigata e i passaggi, pur rimanendo verticali, sono più gradonati e offrono maggiori appigli. Attenzione a non smuovere il ghiaino e i sassi sciolti presenti in più punti. Un ultimo canalino verticale ed esposto conduce all’ambita cresta spartiacque (circa 2700 m), confine di stato tra la parete nord e sud del Coglians. Il ritmo diventa più continuo, ma l’esposizione rimane costante. Il tempo fin qui è di circa 2 ore dall’attacco.
La cresta, inizialmente larga e sassosa, si stringe progressivamente sul filo. La vetta sembra vicina, ma richiede ancora pazienza per superare una serie di passaggi esposti, sebbene non eccessivamente difficili. Spostandosi verso sud, si affronta l’ultima sezione, costituita da roccette gradonate e ben arrampicabili, che portano finalmente alla vetta del Coglians (Hohe Warte) a 2780 metri. Qui si trovano una croce metallica e una campana, con un panorama mozzafiato sulle Alpi Carniche, le cime austriache e, in lontananza, l’Antelao. Il tempo di percorrenza della ferrata è di 3 ore, per un totale di 5 ore e 30 minuti dall’inizio dell’escursione.
Discesa
Dalla vetta, si scende lungo la via normale (segnavia 143). Il percorso inizia su roccette ben segnate, per poi immettersi su un ripido ghiaione in territorio italiano. Raggiunto un bivio a circa 2330 metri (45 minuti dalla vetta), si tiene la destra in direzione del Sentiero Attrezzato Spinotti (segnavia 145), ignorando la prosecuzione dritta per Forcella Monumenz.
Il Sentiero Spinotti presenta diversi tratti attrezzati: si incontra una curiosa discesa su placca con gradini di legno, si percorre una cengia e si scende un camino grazie a una solida scala metallica e a una fune che permette di calarsi lungo un’esposta parete esterna. Raggiunto infine il sentiero principale poco sotto il Rifugio Lambertenghi Romanin, ci si immette sul percorso dell’avvicinamento per tornare al Rifugio Tolazzi. Il tempo di discesa dalla vetta è di 3 ore e 30 minuti, per una durata totale dell’escursione di circa 9 ore.
Note utili
La ferrata si sviluppa in territorio austriaco, pertanto è utile ricordare i nomi locali: Weg der 26er per la via e Hohe Warte per il Coglians. La denominazione ricorda il 26° battaglione austriaco che costruì l’itinerario.
Si tratta di un’impresa in ambiente severo e d’alta montagna. Nell’avvicinamento è frequente incontrare nevai, sia nel canalone per la Forcella del Valentintorl che nel ghiaione sotto l’attacco. La prima sezione della ferrata è difficile, con almeno un paio di passaggi da considerare "Molto Difficili", specialmente con roccia bagnata. La via è molto esposta nella parte iniziale e richiede un’ottima preparazione fisica e tecnica. Per i tratti più impegnativi, può essere utile conoscere le tecniche per sostare in sicurezza lungo il cavo.
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FAQ
How difficult is the via ferrata?
The difficulty indicated for Ferrata del Coglians is Molto Difficile.
How long does it take?
The total duration is approximately 9 h.
How long is the route?
The route measures approximately 10,3 km.
Where is it located?
Ferrata del Coglians is located in the Udine area, Italy.
Gear and safety planning
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