Panoramica
La via ferrata di Valimpach si sviluppa lungo il versante destro orografico della Valle del Centa, tracciando un percorso parallelo al torrente omonimo. L'itinerario non presenta un impegno fisico elevato, ma richiede prudenza costante a causa della combinazione di esposizione, passaggi tecnici e, soprattutto, delle condizioni della roccia. Quest'ultima, influenzata dalla prossimità delle cascate, è spesso umida, ricoperta di muschio e risulta scivolosa per gran parte del percorso, condizionando radicalmente la sicurezza della progressione.
Avvicinamento
Il punto di partenza consigliato è nei pressi di Caldonazzo (TN). Percorrendo la SP108 verso Centa San Nicolò, si supera il ristorante Speckstube fino al parcheggio N3, poco sotto la frazione Valle. Indicazioni dettagliate sono reperibili online. Per un approccio più esteso e panoramico, è possibile utilizzare i parcheggi N1 o N2 lungo la stessa strada, aggiungendo un tratto di cammino che offre viste sulle numerose cascate del torrente Centa.
Dal parcheggio si scende attraverso una stradina o un sentiero sterrato ripido fino a intercettare il sentiero che costeggia il torrente Centa verso sud. Si prosegue fino a un ponte, nelle cui vicinanze si notano i resti dell'ex mulino Polentoni. Poco oltre, un cartello indica l'inizio del sentiero attrezzato. Da qui ha inizio un percorso ripido, articolato in brevi tornanti e con tratti già esposti, che in circa 20-30 minuti conduce all'imbocco effettivo della ferrata. Questo tratto di avvicinamento, benché breve, presenta già un carattere ascendente e discontinuo, preparando all'ambiente umido e incassato della valle.
Via Ferrata
La sezione attrezzata si apre con il passaggio più esposto dell'intero itinerario: una scaletta e un cavo metallico consentono di superare una cengia aerea, offrendo una prima ampia vista sul paese di Centa San Nicolò. Il percorso procede quindi su una serie di facili balzi rocciosi, attrezzati con cambre metalliche e incorniciati da pini mughi. Questa prima parte, sviluppata su placche e spuntoni, è tecnicamente semplice ma già significativa per l'esposizione laterale sulla valle. Man mano che si sale, il panorama si apre progressivamente sulla cascata di Valimpach e sul profondo solco vallivo.
Superati questi tratti rocciosi, l'itinerario si addentra in un settore boscoso privo di difficoltà tecniche, leggermente in discesa, che costeggia le cascate fino a raggiungerne le sorgenti. Questo cambio di ritmo offre una pausa dalla verticalità, ma l'ambiente rimane umido e ombroso. Il tracciato prosegue poi nel vallone, avanzando su massi instabili, per infilarsi in una stretta gola rocciosa. Qui, cavi e cambre assistono la progressione in un ambiente caratterizzato da umidità costante, rocce levigate e scivolose, muschio e dal rischio potenziale di caduta sassi. La morfologia si fa più incisa e chiusa, con la ferrata che si snoda tra pareti levigate dall'acqua. Seguendo le tracce, si arriva infine a passare sotto l'imponente Ponte di Valimpach (926 m). Oltrepassatolo, una svolta a destra di pochi metri immette sulla ex "Strada della Val Caréta" (ex sentiero 219), dove termina la ferrata. Il tempo di percorrenza dalla partenza è di circa 1 ora e 15 minuti (circa 1 ora e 45 minuti dal parcheggio). L'itinerario alterna quindi tratti aerei e panoramici a settori più raccolti e tecnici, con un ritmo discontinuo dettato dalla morfologia della gola.
Discesa
Dalla fine della ferrata, si imbocca l'antica strada in direzione della Chiesa di Lavarone. Dopo circa 15 minuti si incontra il bivio con il Sentiero del Lanzino (itinerario 217), che si prende per scendere nella Valle della Centa. Durante la discesa si supera un capitello votivo dedicato a Sant'Antonio e si raggiungono alcuni ruderi circondati da un ghiaione. Poco dopo è necessario guadare con attenzione il torrente Centa. Raggiunto il sentiero di fondovalle sulla sinistra orografica, si costeggia il corso d'acqua fino al ritorno al parcheggio di partenza. L'escursione completa richiede circa 3 ore. La discesa, prevalentemente su sentiero boschivo, rappresenta un ritorno graduale alla normalità dopo l'esperienza tecnica della gola.
Note utili
È importante segnalare che, specialmente negli ultimi tratti prima del ponte, l'attrezzatura metallica può risultare un po' molla, fattore che richiede particolare attenzione, soprattutto da parte dei neofiti. La qualità della roccia non è sempre ottimale e la costante umidità, unita alla presenza di muschio, rende la superficie infida e scivolosa. L'ambiente umido e fresco della gola, pur suggestivo, condiziona pesantemente l'aderenza. Si raccomanda quindi calzatura adeguata con suola scolpita e massima prudenza nella progressione, valutando con attenzione ogni appoggio.