Panoramica
La Ferrata della Val Meduna, situata in provincia di Pordenone presso l'abitato di Redona, è un itinerario attrezzato di moderna concezione. Il percorso si sviluppa in un ambiente dalla morfologia compatta, caratterizzato da una parete calcarea levigata che ricorda una palestra di roccia. Il suo carattere è prevalentemente allenante, con una difficoltà sostenuta e costante, ideale come esercizio propedeutico per le ascensioni in quota piuttosto che per il raggiungimento di una vetta. L'ottima attrezzatura, comprendente cavi e staffe, non smorza la presenza di passaggi atletici e movimentati che richiedono buona preparazione fisica.
Avvicinamento
Il punto di partenza è facilmente individuabile lungo la strada regionale tra Meduno e Tramonti di Sopra. Provenendo da sud, un parcheggio si trova sulla destra, poco prima del cartello per Tramonti di Sopra e dell'invaso artificiale.
Dal parcheggio si imbocca brevemente la strada in salita, deviando poi a destra su un sentierino segnato da bolli rossi. La traccia, ben indicata, si dirige verso est-sudest superando un tornante in una salita priva di difficoltà tecniche. In breve si raggiunge la palestra di roccia, un'area attrezzata con bivacco, panchine, tavoli e diverse vie d'arrampicata su bellissima roccia calcarea. Nei pressi del bivacco, un sentiero in discesa sulla sinistra conduce in pochi minuti all'attacco della via ferrata. Questo si trova sul lato sinistro della parete, segnalato dal classico cartello rosso CAI e protetto da una rete paramassi. Diversi pannelli informativi illustrano lo sviluppo dell'itinerario e le norme di percorrenza.
Via Ferrata
L'itinerario si svolge prevalentemente su una serie di traversi continui, collegati da brevi tratti verticali, conferendo al percorso un ritmo dinamico e sostenuto.
La salita inizia risalendo una paretina appoggiata immediatamente sotto la rete paramassi, su roccia frastagliata che offre ottimo appoggio. Superate alcune roccette, il tracciato piega decisamente verso destra, introducendo i primi traversi e un passaggio in aderenza su una cengia naturale. Si raggiunge e si supera uno spigolo, punto panoramico sull'area di avvicinamento.
Il cuore della ferrata è caratterizzato da una lunga e continua sequenza di traversi orizzontali e diagonali da sinistra a destra. Alcuni tratti si percorrono agevolmente utilizzando le cambre per i piedi, mentre altri richiedono aderenza su placche lisce. Questi passaggi esposti, che si svolgono a mezza costa su uno strapiombo significativo, esigono decisione e fluidità nei movimenti, compresi i cambi di moschettoni. Sebbene non estrema, la via in questa sezione richiede un buon impegno fisico e familiarità con l'esposizione, offrendo un carattere più tecnico che atletico. Si giunge a una nicchia, punto di sosta attrezzato che custodisce il libro di vetta. Dalla nicchia, un breve traverso permette di superare uno spigolo; il cavo prosegue poi verticalmente per alcuni metri privi di cambre, dove è consigliabile arrampicare direttamente sulla roccia compatta. Dopo qualche metro più agevole, termina la sezione centrale, la più impegnativa dell'intero percorso.
La parte finale è composta da roccette e brevi balzi di difficoltà inferiore, con un ritmo più spezzato e rilassato. Seguendo il cavo in salita senza intoppi sostanziali, si raggiunge l'uscita della via ferrata in circa 45 minuti dall'attacco (circa 1 ora e 15 minuti totali dal parcheggio), in un ambiente che gradualmente si apre verso il bosco.
Discesa
Giunti al termine della ferrata, è consigliabile non togliere subito l'imbrago. Dopo pochi minuti di cammino su sentiero si incontra infatti un canalino terroso attrezzato con corda fissa. Seguendo le indicazioni, si intraprende la discesa verso la località di Barbeadis, un piccolo borgo accessibile solo tramite mulattiera. Completare l'itinerario con questo anello di rientro è fortemente raccomandato: la suggestiva mulattiera nel bosco, con il suo andamento tranquillo, regala scorci panoramici sulla Val Meduna prima di ricondurre al parcheggio, offrendo una chiusura paesaggistica piacevole e decompressiva.
Note utili
La Ferrata della Val Meduna è stata inaugurata il 26 novembre 2022 per celebrare il cinquantesimo anniversario della sezione CAI di Spilambergo, realizzata con la collaborazione del CAI locale e del gruppo Alpini della 3° Artiglieria da Montagna. Grazie alla sua bassa quota, è un itinerario percorribile praticamente tutto l'anno, comprese le belle giornate invernali. In provincia di Pordenone, si affianca ad altre ferrate come la Ferrata del Tramuntin e l'Alta Via dei Rondoi, vicino al massiccio del Monte Cavallo. Nella zona di Forni di Sopra si trovano invece la atletica Ferrata Adventure Climb al Clap Varmost e la tecnica e impegnativa Ferrata Cassiopea al Torrione Comici. Spostandosi verso il confine austriaco si aprono poi le numerose e spesso impegnative vie ferrate delle Alpi Carniche.